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Il "San
Marco" in Libano
Il particolare ed accurato
addestramento, la caratteristica di Gruppo Autonomo Tattico, la capacità
semovente,
hanno fatto sì che il Battaglione San Marco fosse uno dei reparti
prescelti per far parte
delle Forze di Pace
in Libano. Per questa esigenza un gruppo operativo di più di 300 uomini fu
dislocato
a Beirut. Per tutto il periodo
dell’esigenza Libano 2, vale a dire per un periodo di circa 18 mesi,
oltre
mille uomini si avvicendarono in quella
terra. Insieme ai parà e al comsubin il San Marco fu impiegato nel
difficile compito di pattugliamento in un teatro
di operazione quale Beirut, e nei tristemente noti campi profughi
palestinesi. Anche se i più difficoltosi e rischiosi
compiti assegnati
furono assolti con silenzioso coraggio, spirito di
sacrificio, abnegazione ed altissimo senso del
dovere
il San Marco pagò il suo contributo di sangue con la perdita di uno
dei suoi uomini,
il marò Filippo Montesi ed il ferimento di altri 15.

Alla data del 26 febbraio 1984 ITALCON veniva
ufficialmente sciolto ed il
contingente italiano rientrava in Patria.
I 300 marò del San Marco si imbarcavano in perfetta forma con tutti i
mezzi e le dotazioni sulla nave Caorle ed insieme
all’incrociatore Doria
ed alla fregata Sagittario hanno pendolato al largo di Beirut.
Il Battaglione San Marco è rimasto presente in quelle acque, alternando i
suoi uomini e i suoi mezzi continuando
ad operare insieme alle unità di scorta finchè si è resa necessaria la
presenza
della Bandiera Italiana in quel martoriato scacchiere. L’esigenza
è terminata con il rientro
a Brindisi avvenuto il 4 aprile 1984.

Missione Libano di Lelio Lagorio
da : Rivista Marittima (autunno
2003) |