MISSIONE LEONTE     
   

 

   
   

 

 

   
   

 

L'operazione UNIFIL PLUS prende il nome di Leonte dalla traduzione italiana di al-Litâni, del principale fiume libanese, che segna il territorio dove il contingente italiano è destinato ad operare secondo la risoluzione nr. 1701 delle Nazioni Unite.

 

Il Reggimento SAN MARCO, unitamente Reggimento Lagunari "Serenissima"  è chiamato a far parte dell'operazione sin dai primi giorni attraverso la Forza di Proiezione dal Mare.

 

   
    Cronologia degli avvenimenti:

 

   
   

28.08.2006

tratto da: www.dedalonews.it

 

Parte per il Libano l’Amphibious Task Force della Marina con l’entry force: tante domande

Scritto da M. Amatimaggio Il 28 Agosto 2006.

 

Inizia una nuova missione all’estero per le Forze Armate italiane. Oggi il Consiglio dei Ministri darà il via libera ufficiale all’invio del nostro contingente in LIbano e domani partirà dalle acque pugliesi una amphibious task force che trasferirà nel Paese dei Cedri la entry force.
Si tratta di cinque unità navali: il Garibaldi, con funzioni di nave sede di comando e di piattaforma dalla quale opereranno elicotteri ed aerei AV-8B Plus Harrier II, la corvetta Fenice e le tre navi da assalto anfibio San Giusto, San Giorgio e San Marco.
A bordo del San Giusto e del San Giorgio sono imbarcati assetti della componente anfibia della Marina Militare, la Forza da Sbarco che, strutturata a similitudine di una "brigata", è articolata sul Reggimento San Marco, il Reggimento Carlotto ed il Gruppo Mezzi da Sbarco. L’elemento operativo è il Reggimento San Marco che si compone del Reparto Comando, del Battaglione Assalto Grado che comprende i "combattenti", del Battaglione Golametto che garantisce la "logistica di combattimento", della Compagnia Operazioni Speciali e della Compagnia Operazioni Navali.
Sul Marco è imbarcata una compagnia - 120 Lagunari - del Reggimento Serenissima dell’Esercito, con veicoli anfibi AAV7 e vari mezzi cingolati e ruotati per il trasporto truppe al seguito, nonché assetti NBC, delle Trasmissioni e del Genio della Forza Armata.

 

Nella entry force sono inclusi anche assetti delle forze speciali del Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare e del Reggimento Col. Moschin dell’Esercito.
È probabile che il gruppo navale sia supportato in mare e nelle acque libanesi da uno o più sommergibili italiani che occultamente potrebbero effettuare attività intelligence in ambiente littoral.
Il Garibaldi e la Fenice sono ormeggiate attualmente a Taranto, la corvetta vi è giunta nei giorni scorsi da Augusta, il San Giorgio e il San Giusto sono a Brindisi mentre il San Marco sta arrivando dopo aver imbarcato ieri a Porto Marghera la componente dell’Esercito.


 

ll rendez-vous è previsto per domani al largo della Puglia, occasione nella quale il gruppo navale sarà raggiunto in mare dal ministro della Difesa Arturo Parisi e dai vertici militari per il rituale saluto.
In seguito le unità faranno rotta verso il Libano, dove dovrebbero arrivare dopo tre giorni di navigazione.
Sulle navi sono imbarcati circa 2.500 militari, compresi gli equipaggi delle navi.
Per un’operazione anfibia la dottrina NATO ATP8 prevede due comandanti con i relativi staff: il CATF (Commander Amphibious Task Force = Comandante della Forza Anfibia Operativa) ed il CLF (Commander Landing Force = Comandante della Forza da Sbarco): in questa occasione il CATF sarà l’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi, attuale Comandante delle Forze d’Altura e Comandante delle Forze Marittime Italiane, mentre il CLF dovrebbe essere il comandante della Forza da Sbarco della Marina, il contrammiraglio Michele Saponaro.
Prende il via così la prima fase della nostra partecipazione alla forza di interposizione che, in applicazione della risoluzione ONU 1701, si schiererà in Libano per far osservare ad Israele ed Hezbollah la tregua. La missione è già stata definita come UNIFIL PLUS o UNIFIL 2, e infatti in questa prima fase sarà comandata dal generale francese Alain Pellegrini, lo stesso che già comanda UNIFIL.
Come è di prammatica, la prima fase vedrà operare sul terreno la entry force che sbarcherà e raggiungerà il settore assegnatole dall’ONU e, dopo aver bonificato l’area e creato la cornice di sicurezza, permetterà alle unità della logistica di preparare le sistemazioni per la follow on force che dovrà poi operare sul terreno.
Nel contempo gli "operativi" della entry force, rinforzati da assetti delle forze speciali, inizieranno a mappare il territorio, aggiornando le carte in dotazione alla situazione post-conflitto, e predisponendo le postazioni sul terreno. Il tutto con l’ausilio delle cellule della nostra intelligence che - si presume - stanno già operando per prendere contatti con i referenti locali.
Parte di queste attività saranno facilitate dai nostri ufficiali di collegamento in UNIFIL, con loro si è anche relazionata la "cellula di ricognizione" di militari italiani che è stata nei giorni scorsi in Libano.

Quella che inizia domani è una tradizionale operazione anfibia per il trasferimento di un contingente militare interforze come entry force di una missione militare all’estero.
In tal senso sul terreno sarà condotta da un Commander Landing Force che si avvarrà di uno suo staff basato essenzialmente da elementi della Forza da Sbarco e "rinforzato" con augmenties dell’Esercito, sia perché dovrà condurre assetti della Forza Armata, sia perché la sua missione consiste essenzialmente nel preparare il terreno per il dispiegamento della follow on force che sarà composta quasi esclusivamente dall’Esercito.

 


 


   
   

29.08.2006

Marina ed Esercito insieme per l’Operazione Leonte: primi dettagli sull’attività italiana in Libano

Scritto da M. Amatimaggio Il 29 Agosto 2006

 

Con il saluto delle autorità di Governo e militari ha preso il via l’Operazione Leonte.  L’arrivo delle navi nelle acque libanesi è previsto per venerdì prossimo.
Al largo di Brindisi l’amphibious task force della Marina Militare (composta dalle navi Garibaldi, San Marco, San Giorgio, San Giusto e Fenice) è stata raggiunta dal presidente del Consiglio Romano Prodi, dal ministro della Difesa Arturo Parisi, dai tre sottosegretari alla Difesa e dai presidenti delle commissioni Difesa di Camera e Senato.

 

I vertici militari erano ovviamente presenti al gran completo: l’ammiraglio Giampaolo di Paola, capo di stato maggiore della Difesa, i capi di stato maggiore delle quattro Forze Armate, tra questi l’ammiraglio Paolo La Rosa a fare gli onori di casa (a destra),  il direttore del SISMI Nicolò Pollari ed il CINCNAV ammiraglio Bruno Branciforte.
Da segnalare la presenza del generale Fabrizio Castagnetti, attuale Comandate del Centro Operativo di Vertice Interforze, che è stato designato dal ministro Parisi come prossimo responsabile della Cellula di Direzione Strategica della Missione UNIFIL presso il Dipartimento per le Operazioni di Peace-Keeping dell’ONU.


 

La cerimonia di saluto si è tenuta sul ponte di volo del Garibaldi, alla presenza dell’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi, che comanderà le navi dell’amphibious task force, e del contrammiraglio Claudio Confessore che comanderà sul terreno la Joint Landing Force.

 

Joint perché, pur basata fondamentalmente sulla Forza da Sbarco e delle Forze Speciali della Marina, comprende anche assetti dell’Esercito, in primis una compagnia di Lagunari del Reggimento Serenissima ed elementi del Genio e delle Trasmissioni; presente anche un’aliquota di Carabinieri con compiti di polizia militare del contingente.

L’ammiraglio Di Paola ha sottolineato come la Leonte segni l’esordio operativo della Forza di Proiezione dal Mare come entry force a favore delle follow-on forces.
«Il cardine della Forza di Proiezione dal Mare - ha spiegato il capo di SMD - è rappresentato da due reparti di elite dell’Esercito e della Marina, che singolarmente hanno già operato brillantemente e con onore in numerose missioni, anche sul suolo libanese: il Reggimento Lagunari Serenissima e il Reggimento San Marco, sostenuti dalla componente aeronavale nel ruolo di Comando, controllo e di supporto operativo e logistico.
Questi reparti, dopo un percorso di integrazione operativa, durata circa un anno, sono oggi in grado di assolvere ad una vasta gamma di compiti - ha continuato Di Paola - in piena sinergia ed in assoluta interoperabilità, unitamente agli assetti forniti, a seconda delle esigenze, da tutte le altre componenti dello strumento militare».


Fortemente voluta proprio da Di Paola e costituita non più di un anno fa, nel suo discorso lo stesso ha definito La Forza di Proiezione dal Mare «una concreta testimonianza della trasformazione avviata dalle nostre Forze Armate nel riferimento ineludibile del "trasformarsi operando", un’altra tappa del sempre più spinto percorso di integrazione interforze che caratterizza la trasformazione delle Forze Armate nazionali».
Particolarmente interessanti alcuni elementi emersi nel corso della successiva conferenza stampa.
L’ammiraglio Giampaolo Di Paola ha sottolineato come la situazione sia estremamente fluida, i contatti con il Comando UNIFIL sono costanti, e quindi non è possibile ipotizzare dove avverrà lo sbarco, anche se è molto probabile che possa avvenire a Tiro, smentite quindi le indiscrezioni di stampa che le avevano localizzato a Naqoura.
Inizialmente, infatti, l’area di intervento del contingente italiano dovrebbe corrispondere alla cosiddetta "tasca di Tiro", una zona di ventina di chilometri intorno al porto libanese che in precedenza non faceva parte dell’area in cui operavano gli osservatori di UNIFIL.
Lo stesso Di Paola ha affermato che non è possibile preventivare una data nella quale avverrà il Transfer of Authority del nostro contingente sotto il Comando UNIFIL, ma che è intenzione farlo il più presto possibile, non appena i nostri saranno sbarcati e la forza sarà stata "assemblata" sul terreno.
In questa prima fase la entry force del contingente italiano conterà a regime 1.041 militari.
Riguardo la distribuzione definitiva sul territorio della forza, lo stesso Di Paola ha poi sottolineato che, sulla base delle "percezioni" attuali, è probabile che quando tutto il dispositivo previsto dalla risoluzione 1701 sarà schierato in Libano, è probabile che l’area da controllare sarà suddivisa in due

 


   
   

30.08.2006

Libano: il contingente di Marina ed Esercito sbarcherà a Tiro sabato mattina per l’operazione Leonte

Scritto da M. Amatimaggio

 

Lo sbarco del contingente italiano è stato schedulato per la mattinata di sabato prossimo sulle coste di Tiro; questo concorderebbe con la notizia, appresa ieri a bordo del Garibaldi, che la Joint Amphibious Task Force italiana, agli ordini dell’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi, dovrebbe giungere nelle acque libanesi nella giornata di venerdì.
A Tiro sono probabilmente già al lavoro sul terreno, oltre alle cellule del Sismi per "prendere contatti" in città, le squadre di Recon e di SDO del Reggimento San Marco e del Reggimento Serenissima, personale specializzato nella ricognizione del sito prescelto per lo sbarco.
Queste unità sono "rinforzate" da uomini del Gruppo Operativo Incursori del Raggruppamento Subacquei e Incursori "Teseo Tesei" della Marina Militare, più noto come COMSUBIN, le "forze speciali" della Forza Armata.
Scopo principale della loro attività consiste nel "bonificare" e preparare il sito nel quale avverrà lo sbarco e l’area in cui saranno fatte confluire le forze per il loro successivo "assemblaggio".
Nella Forza da Sbarco della Marina gli uomini con questa professionalità sono inquadrati nella Compagnia Operazioni Speciali del Reggimento San Marco, che comprende il personale Recon (ricognitori) e SDO (Sommozzatori Demolitori Ostacoli).

Si tratta di due "mestieri" molto diversi, anche se quasi tutto il personale della COS ha entrambe le abilitazioni.
Più "tradizionale" l’attività dei recon, mutuata dalle special forces operation, che si infiltrano in territorio ostile per assicurare il supporto tattico "intelligence" prima dello sbarco; le informazioni così acquisite vengono inviate alle navi con radio satellitari in grado di comunicare in fonia e scambiare dati.



Più particolare il lavoro degli SDO, in passato noti come DOA (Demolitori Ostacoli Antisbarco), che devono bonificare da qualsiasi minaccia il tratto di mare e di spiaggia in cui avverrà lo sbarco.
Anche se sabato prossimo non dovrebbe essercene bisogno, gli SDO dispongono di particolari equipaggiamenti, come sonar portatili, che consentono di rilevare l’eventuale presenza di ordigni senza esporsi alla loro minaccia.
Questi uomini con le loro ricognizioni verificheranno in Libano anche lo stato delle strade e dei ponti che dovranno essere utilizzate successivamente per lo spiegamento sul terreno del dispositivo, riportando queste notizie sulle mappe digitali che utilizzerà il nostro personale. Questa attività è fondamentale per operare in una zona che, come Tiro, recentemente è stata sottoposta a massicci bombardamenti.
Ricordiamo che la Forza da Sbarco della Marina Militare ha sviluppato un’autonoma capacità in questo settore, in quanto è in grado di realizzare una cartografia georeferenziata, in particolare grazie al C2PC (Command and Control Personal Computer): sviluppato dalla Northrop Grumman americana, è il software per la pianificazione e la gestione delle operazioni anfibie adottato dall’US Marine Corps.
Il C2PC opera in ambiente Windows, e quindi può essere installato su personal computer COTS con microprocessori Pentium Intel o compatibili, ovviamente ruggedized alle condizioni particolarmente severe che caratterizzano l’ambiente anfibio. Più terminali sono disponibili nei posti di comando contenuti in strutture modulari gonfiabili, e persino sui veicoli anfibi AAV A7 (in basso) in configurazione "comando".
Il "core" del C2PC consiste nella possibilità di visualizzare la "picture awareness", ovvero di riportare su una cartografia digitale la situazione tattica delle forze amiche e, per quanto possibile, di quelle nemiche.
Il C2PC è un sistema derivato GIS (Geographic Information System) che lavora su una cartografia digitale "georeferenziata" alla quale sono stati associati numerosi layers, il tutto nel rispetto degli standard dell’americana NGA (National Geointelligence Agency).

 

Il sistema consente di caricare, dopo averla digitalizzata, la mappa della zona in cui si dovrà operare e, mediante un software particolare, georeferenziarla associando alla stessa la mole impressionante di informazioni dei layers.
In questo processo si devono necessariamente utilizzare immagini acquisite da satellite o mediante aerofotografia; al di là che in molti casi le carte disponibili sono in una scala troppo elevata per l’impiego tattico, queste non sono mai aggiornate alla situazione reale: le immagini satellitari o fotografiche, invece, contengono un dettaglio più elevato e, inoltre, sono aggiornatissime, indicando, per esempio, se un ponte sul fiume è integro o è stato distrutto, informazioni indispensabili per l’impiego militare.



Nei casi più estremi non esiste alcuna cartografia della zona: in questo caso bisognerà partire praticamente da zero utilizzando le immagini satellitari e quelle aeree.
L’aver associato alla cartografia una serie di layers consente all’operatore di poter selezionare la visualizzazione in modo che determinati elementi (strade ferrate, alture, strade praticabili da mezzi ruotati, corsi d’acqua, centri abitati,etc.) vengano evidenziati sulla cartografia presentata dal terminale.
Una delle informazioni disponibili è il cosiddetto "parametro di quota", laddove muovendo il cursore sulla cartografia di ogni punto è possibile visualizzare la latitudine, la longitudine e il parametro "Z", ovvero l’altezza.
La disponibilità di una cartografia georeferenziata trasforma il C2PC da un semplice sistema di rappresentazione del campo di battaglia, in un potente sistema di supporto al comando.
È possibile, per esempio, disporre su un punto della cartografia un apparato radar con determinate caratteristiche, e il sistema C2PC ne rappresenterà la portata utile segnalando eventuali "coni d’ombra" generati da alture.
Allo stesso modo è possibile verificare se due o più elementi della forza in campo - carri comando e plotoni per esempio - possono, in relazione agli apparati in dotazione, alle frequenze utilizzate e all’orografia della zona, comunicare tra loro.
Sono infinite le facilities che un sistema con queste potenzialità mette a disposizione dello staff del Comandante della Joint Landing Force italiana, il contrammiraglio Claudio Confessore, non solo per la pianificazione e la direzione delle operazioni, ma anche per organizzare i flussi della cosiddetta logistica di aderenza, il cosiddetto "combat service support".
Utilizzando la simbologia prevista dagli MIL STD NATO, in seguito sulle stesse carte potrà essere riportata la posizione in teatro delle forze amiche e, sulla base delle notizie intelligence, anche di quelle nemiche.

 


 

   
   

31.08.2006

 

Preparativi di sbarco sulle unità in navigazione alla volta del Libano

616 fucilieri del Reggimento San Marco della Marina Militare, integrati da 120 lagunari dell’Esercito Italiano, riuniti nella neo-costituita Forza Nazionale di Proiezione dal Mare, si stanno preparando ad entrare in azione, insieme a 49 militari della componente NBC (Nucleare Batteriologico e Chimico) ed EOD dell’Esercito Italiano ed 11 carabinieri.
Mare calmo e sole hanno caratterizzato la navigazione dei militari imbarcati sulle navi del gruppo navale partito lunedì scorso dalle coste pugliesi e diretto verso le coste meridionali del Libano.
La missione “Leonte”, il contributo italiano alla operazione Unifil Plus, finalizzata alla piena attuazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nr. 1701, entra nel vivo; le navi sono già in vicinanza della costa, una prima aliquota di militari è andata a terra per i primi contatti con il comando della missione Unifil e per la giornata di sabato 2 settembre si prevede l’inizio delle operazioni di sbarco dei primi fucilieri di marina del Reggimento San Marco e dei Lagunari dell’Esercito Italiano.


Lo sbarco di sabato mattina, che proietterà a terra tutti gli uomini e donne appartenenti alla componente operativa della Early Entry Force nazionale, prevede le seguenti fasi salienti:

·     operazioni di pre-sbarco : fase in cui avviene la ricognizione dei fondali in corrispondenza della spiaggia designata in modo che i mezzi da sbarco non corrano il rischio di incontrare ostacoli durante la navigazione;

·     l’elitrasporto di una Compagnia a terra (circa 120 fucilieri) per provvedere alla ricognizione e sorveglianza dell’area di sbarco in concorso con le forze di sicurezza libanesi;

·     a seguire lo sbarco dei mezzi navali (con personale, mezzi e materiali), i mezzi cingolati anfibi (con circa 100 militari a bordo) e quindi il grosso della forza con i restanti materiali ed i mezzi ruotati.

Fin dalla partenza a bordo delle navi della Marina Militare è stata curata con particolare attenzione la preparazione degli uomini, delle donne e dei mezzi che saranno impegnati nella prima fase delle operazioni di sbarco.
A bordo sono stati imbarcati i seguenti mezzi del Reggimento San Marco:

·   AR 90 (jeep Land Rover);

·  VM 90 (mezzo da trasporto);

·  HD-6 (camion 6x6);

·  APS (camion 8x8);

·  AAV – 7 (veicoli anfibi di assalto);

·  VCC-1 (mezzi corazzati)

·  VCC-2 (mezzi corazzati);

·  ACTL (autocarro tattico 4x4);

·  mezzi logistici minori.


 

   
    01.09.2006

 

Leonte: Marina ed Esercito preparano lo sbarco in Libano.

Scritto da M. Amatimaggio Il 1 Settembre 2006 http://www.dedalonews.it

Nel pomeriggio di oggi il Gabinetto del ministro della Difesa ha diffuso una nota stampa sugli ultimi sviluppi dell’operazione Leonte e sulla presa di terra che inizierà nella giornata di domani. Confermata la presenza odierna a terra di una delegazione guidata dall’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi (in basso), comandante della JATF-L (Joint Amphibious Task Force - Libano).

Mentre sono in corso i preparativi della presa di terra della forza militare italiana, infatti, l’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi e il suo staff hanno lasciato Nave Garibaldi a bordo di due elicotteri SH-3D della Marina Militare per incontrare il Comandante di UNIFIL, il generale francese Alain Pellegrini, e l’ambasciatore d’Italia in Libano Franco Mistretta.
Con l’ammiraglio anche militari italiani della Forza da Sbarco che coordineranno con il personale UNIFIL le operazioni di sbarco che avranno luogo domattina.
Nella serata di oggi Nave Garibaldi, che nella giornata di ieri aveva effettuato in navigazione un rifornimento laterale con una unità rifornitrice della US Navy, sarà raggiunta nelle acque libanesi dalle navi da assalto anfibio San Giorgio, San Giusto e San Marco.

Queste, scortate dalla corvetta Fenice, sono in navigazione verso le coste libanesi, da cui distavano nel primo pomeriggio di oggi circa 200 miglia. Il Gruppo anfibio italiano, dopo essersi riunito, procederà verso l’area prevista per lo sbarco a sud del porto di Tiro.

I 616 Fucilieri del Reggimento San Marco della Marina Militare ed i 120 lagunari dell’Esercito Italiano imbarcati sulle tre LPD, hanno approfittato delle ottime condimeteo che hanno caratterizzato la navigazione per ultimare la preparazione per l’operazione Leonte (nelle foto M.M.) che li vedrà operare in territorio libanese da domani insieme a 49 militari della componente NBC ed EOD dell’Esercito Italiano e a 11 Carabinieri. Questi, insieme ad un ultima compagnia del San Marco che raggiungerà nei prossimi giorni il Libano con un velivolo C-130J dell’Aeronautica Militare, costituiranno la Joint Landing Force italiana che sarà comandata sul terreno dal contrammiraglio Claudio Confessore.


La nota stampa conferma che l’operazione di sbarco, che avrà inizio domani mattina, prevede la proiezione a terra della componente operativa della JLF-L (Joint Amphibious Landing Force - Lebanon) della Early Entry Force nazionale, che si svolgerà secondo le seguenti fasi:
- operazioni di pre-sbarco: ricognizione dei fondali, in corrispondenza della spiaggia designata, in modo che i mezzi da sbarco non corrano il rischio di incontrare ostacoli durante la navigazione;
- l’elitrasporto di una compagnia a terra di circa 120 fucilieri di Marina del Reggimento San Marco per la ricognizione e sorveglianza dell’area di sbarco in concorso con le forze di sicurezza libanesi;
- sbarco dei mezzi navali (con personale, mezzi e materiali), dei mezzi cingolati anfibi (con circa 100 Fucilieri a bordo) e, quindi, del grosso della forza con i restanti mezzi ruotati e materiali.
Al termine delle operazioni, la Joint Landing Force avrà proiettato a terra circa 800 militari, suddivisi in:
- oltre 600 Fanti di Marina del Reggimento San Marco;
- 120 Lagunari del Reggimento Serenissima dell’Esercito;
- elementi della compagnia NBC;
- elementi della componente EOD;
- 11 carabinieri della MSU, con compiti di polizia militare.
 

Una volta a terra la forza sbarcata formerà delle autocolonne per poi trasferirsi nell’area temporaneamente assegnata dall’UNIFIL che dista circa 20 km dalla costa.
Lo Stato Maggiore della Difesa conferma che "ovviamente la presa a terra della Forza di Proiezione non avverrà secondo le classiche procedure dello sbarco anfibio operativo, ma sarà una presa a terra di carattere amministrativo seppure con le dovute cautele, tenuto conto dell’ambiente in cui si trovano".
Lo stesso ammiraglio Giampaolo Di Paola, d’altronde, martedì scorso in conferenza stampa aveva già detto che non bisognava pensare allo Sbarco in Normandia…


Nessun cenno nella nota stampa al lavoro dei nostri servizi si sicurezza che probabilmente hanno già raggiunto da tempo accordi di "non belligeranza" con Hezbollah.
Lo dimostra il bassissimo tenore "militare" del gruppo navale, con una sola corvetta di scorta. Ben poca cosa per proteggere in ambiente littoral l’ammiraglia italiana e tre navi LPD, il che fa presumere da un lato la assoluta "certezza" da parte del nostro intelligence che la minaccia sia quasi nulla, e da un altro che non si voglia urtare la "sensibilità" dei libanesi mostrando troppo i muscoli e presentandosi così come una forza di occupazione.
D’altronde lo stesso ministro della Difesa Arturo Parisi ha confermato, in un intervista pubblicata su L’Espresso, la fiducia del Governo nell’operato del SISMI e nei suoi vertici: «quello che il governo conferma è anzitutto il riconoscimento del ruolo determinante dell’intelligence per la sicurezza del paese, imprescindibile soprattutto nelle operazioni di peace keeping, e l’apprezzamento del prezioso lavoro svolto dal Sismi. Certo, un apprezzamento non scindibile da quello per le persone che lo svolgono e per chi ne è alla guida».
Ricordiamo che il secondo giorno di combattimenti Hezbollah aveva colpito la corvetta israeliana INS Hanit, che stazionava al largo di Beirut per applicare l’embargo navale, uccidendo quattro membri dell’equipaggio e ferendone altri. Nell’azione sarebbe stato impiegato un missile C-802 di costruzione cinese, uno dei migliori missili superficie-superficie antinave al mondo compreso da anni anche negli arsenali iraniani; alcune fonti asseriscono che nell’occasione è stato impiegato anche un UAV per la ricognizione e la identificazione preventiva del bersaglio.

 

 
   
    02.09.2006

 

Leonte. Da Tiro a Naqura inizia lo sbarco italiano in Libano.

http://www.dedalonews.it

 

Dopo una serie di cambiamenti dei siti originariamente prescelti imposta dalle condizioni di mare sfavorevoli, alle 16.00 di oggi (le 17.00 in Libano) hanno preso avvio le operazioni di sbarco che, dopo una prima fase preparatoria, sono proseguite con le procedure tipiche della presa di terra di carattere "amministrativo".
Lo ha reso noto un comunicato diramato nel pomeriggio dal ministero della Difesa che ha confermato quanto già riportato da organi di informazione presenti in massa sul litorale libanese ad aspettare i nostri militari.

In effetti originariamente era stato prescelto lo sbarco sulla spiaggia per l’assenza di idonee banchine e di fondali adeguati nell’area del porto di Tiro. A tal fine lo staff del Comando della Joint Landing Force - Lebanon (JLF-L), agli ordini del contrammiraglio Claudio Confessore, aveva individuato per la presa a terra due diverse zone: la prima sita a circa un chilometro e mezzo a sud del porto di Tiro, e la seconda a poche centinaia di metri dal porto stesso.
Le condizioni di mare non favorevoli, in particolare una forte risacca sulle spiagge designate, non hanno però permesso il regolare andamento delle operazioni obbligando il comando ad apportare delle modifiche al programma originario.

 

Constatato infatti il perdurare della situazione, alle ore 08.00 ora italiana, una compagnia di Fucilieri di Marina del Reggimento "San Marco" ha iniziato l’elisbarco tramite gli elicotteri SH-3D sulla spiaggia nei pressi di Tiro, mentre Nave San Giorgio dirigeva verso Naqura, località in cui ha sede il Comando UNIFIL, per effettuare lo sbarco su una spiaggia all’interno del porto, già individuata come punto di sbarco alternativo.
Alle 09.30 le cosiddette MEN, ovvero i mezzi da sbarco, di Nave San Giorgio hanno iniziato il trasferimento dei veicoli ruotati e dei cingolati a Naqura. Man mano che i mezzi venivano sbarcati sono state organizzate le autocolonne per il trasferimento a Tiro e, da lì, una volta caricato il personale elisbarcato, verso Jebel Marun - circa 35 km ad est di Tiro - area designata per la costituzione del campo; questa, come anticipato dal capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio di squadra Giampaolo di Paola, è in un area non compresa nella zona controllata da UNIFIL (vedi cartina courtesy UNIFIL).

Il trasferimento è stato guidato dagli uomini di UNIFIL. Intanto a Tiro è continuato l’elisbarco dei Fucilieri di Marina del Reggimento "San Marco" e dei Lagunari del Reggimento "Serenissima".
Alle ore 14.00 circa, con 350 militari già a terra e dopo aver sbarcato i mezzi cingolati anfibi gli AAV-7, anche Nave San Giusto e Nave San Marco si sono spostate nei pressi di Naqura dove hanno iniziato le operazioni di sbarco dei restanti veicoli. Quest’operazione, tuttora in corso, sarà ultimata nella giornata di domani con lo sbarco dei supporti logistici.
Nella giornata di domani è altresì previsto l’arrivo a Beirut di un C-130J dell’Aeronautica Militare (a sinistra) che trasporterà personale del genio e della logistica dell’Esercito, che si ricongiungerà con i propri mezzi che giungeranno in porto con una nave RO-RO, il velivolo dovrebbe trasferire nel Paese dei Cedri anche una compagnia di Fucilieri di Marina del San Marco.
Si prevede che al termine della giornata odierna saranno sbarcati circa 450 militari.


 

   
    05.09.2006

Leonte: acquartierati a Jebel Marun, i militari di Esercito e Marina iniziano la familiarizzazione.

Scritto da M. Amatimaggio     www.dedalonews.it

 

La Joint Landing Force-Lebanon ha completato nella serata di ieri l’allestimento del campo base di Jebel Marun, località nella quale i militari italiani trascorreranno i prossimi giorni, fino al ridispiegamento nell’area di responsabilità assegnata per la conduzione dell’operazione.
Ne da notizia il quotidiano comunicato diramato dallo Stato Maggiore della Difesa di concerto con Gabinetto del ministro Parisi.
Lo stesso informa anche che da questa mattina sono iniziate le prime attività di familiarizzazione con il contingente di UNIFIL. Un primo nucleo di circa 20 militari si è recato a Naqura per iniziare i briefing illustrativi dell’organizzazione e delle attività in atto nell’area di competenza. Altri plotoni ripeteranno l’attività domani e nei giorni seguenti.
Presso il Posto Comando della JLF-L lo staff del contrammiraglio Claudio Confessore ha iniziato i briefing operativi e la pianificazione delle attività dei prossimi giorni, che vedranno i Fucilieri di Marina del Reggimento "San Marco" e i Lagunari del Reggimento "Serenissima" impegnati in ricognizioni del territorio e in attività di training in affiancamento ai militari del contingente di UNIFIL.

 

Le navi dell’Amphibious Task Force al comando dell’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi, continuano la loro attività in mare rimanendo nell’area dell’operazione per garantire il supporto logistico agli uomini a terra.
Molto importante in questa fase è il supporto sanitario per le truppe a terra assicurato dalla struttura ospedaliera presente a bordo di Nave San Giusto, che attraverso la sua componente sanitaria garantisce elevate capacità d’intervento.
Ricordiamo che Nave San Marco ha lasciato le acque libanesi nella serata di domenica per fare ritorno a Brindisi, dove è attesa per domani. La LPD mollerà nuovamente gli ormeggi nei prossimi giorni per trasferire nel Paese dei Cedri un’ultima compagnia del Reggimento San Marco composta da 122 Fucilieri di Marina.


 


 
   
    06.09.2006

Libano, operazione Leonte: il Contrammiraglio Claudio Confessore ha incontrato i rappresentanti del contingente delle Nazioni Unite

Continua il supporto logistico ai reparti sbarcati della Joint Landing Force-Lebanon (JLF-L) assicurato tramite voli di elicotteri da Nave Garibaldi e con mezzi anfibi per il trasporto dei materiali necessari al sostentamento operativo delle forze. In accordo con la risoluzione delle Nazioni Unite n.1701 ed in armonia con le richieste avanzate dal Governo libanese di fornire concorso alle sue forze navali per la sorveglianza degli spazi marittimi, d'intesa con il Comando di UNIFIL si stanno esaminando le possibili modalità operative da attuare insieme ad Unità della Marina francese.  Questa mattina, un altro plotone fucilieri della JLF-L ha lasciato il campo base di Jebel Marun per spostarsi a Naqura dove sono in corso le attività d'indottrinamento del personale del contingente italiano da parte delle truppe di UNIFIL. 

Durante questi incontri i militari italiani ricevono tutte le informazioni necessarie per l'inquadramento della situazione in atto nella zona di operazioni, come la presenza e dislocazione di aree minate o con presenza di ordigni inesplosi residuati del conflitto che si è appena concluso. Si ricevono informazioni sulla viabilità con particolare riferimento condizioni delle vie di comunicazione principali che possono essere state danneggiate durante i bombardamenti. Le informazioni sulla popolazione locale sono di notevole importanza per i militari che dovranno operare in futuro nei villaggi della zona. Si ricevono aggiornamenti sulla distribuzione della popolazione a seconda delle etnie e delle religioni presenti, con i conseguenti usi e costumi locali. Continuano gli incontri tra il personale degli staff di UNIFIL e del contingente italiano.

Questa mattina, il Contrammiraglio Claudio Confessore si è recato presso la base di UNIFIL, dove accompagnato da alcuni Ufficiali del suo staff, ha incontrato i rappresentanti del contingente delle Nazioni Unite per un briefing operativo. L'inizio delle attività operative sul terreno da parte della JLF-L è previsto nei prossimi giorni, orientativamente intorno al 12 settembre.


 

   
    08.09.2006

Marina: spola del San Marco tra Italia e Libano

Scritto da M. Amatimaggio          www.dedalonews.it

Nave San Marco è giunta a Brindisi nella giornata di ieri, proveniente dalle acque libanesi dove ha partecipato al rischieramento della early entry force del contingente italiano. La nave sta già imbarcando una compagnia e mezzi del Reggimento San Marco che, non appena possibile, trasferirà nel Paese dei Cedri.
Con l’arrivo di questi Fucilieri di Marina si completerà il rischieramento in Libano della Early Entry Force del contingente italiano inviato dall’Italia per partecipare a UNIFIL2, che così dovrebbere la raggiungere la consistenza di 1.041 militari che sono diretti dal contrammiraglio Claudio Confessore, comandante della Joint Landing Force.


 

   
    09.09.2006

Libano, l’ammiraglio De Giorgi comandante della task force navale

Roma, 9 settembre - Ieri pomeriggio, alle ore 12:30 locali, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi ha ufficialmente assunto il compito di comandante della task force marittima che assicurerà ad interim ed in coordinamento con Unifil il monitoraggio e la sorveglianza delle acque libanesi, in attesa dell’arrivo della forza assegnata all’Onu.

Il dispositivo navale ha iniziato a operare da subito, dividendo l’area di interesse in settori e assegnando a ciascun settore una unità navale. La sorveglianza è assicurata anche dagli elicotteri imbarcati, dotati di radar e di apparecchiature Flir (Forward Looking InfraRed).

Della task force fanno parte al momento: le quattro unità italiane in zona (nave Garibaldi, nave San Giorgio, nave San Giusto e nave Fenice), una unità della Marina francese (FS Cassard) e, da ieri sera, una unità della Marina greca (HS Kanaris). Nei prossimi giorni il dispositivo potrebbe vedere l’integrazione di ulteriori unità navali francesi e di altre nazionalità.

Il comando delle operazioni è gestito da bordo di nave Garibaldi, dove si accentrano le informazioni raccolte: queste sono poi inoltrate alla cellula navale costituita presso il comando Unifil, che successivamente le inoltra alle autorità libanesi.

La presenza della Task Force multinazionale a comando italiano ha creato le condizioni necessarie per la fine del blocco navale imposto al Libano comunicata ufficialmente dalle autorità israeliane ieri alle 18.00 locali. Nave San Marco continua il trasferimento da Brindisi, da dove è partita nella serata di ieri. L’arrivo nelle acque libanesi è previsto per la sera del 11 settembre. Al termine delle operazioni di sbarco del personale del reggimento San Marco imbarcato a Brindisi, anche nave San Marco verrà integrata nel dispositivo di sorveglianza.

Fonte: Ministero della Difesa


 

   
    12.09.2006

Libano. avvenuto il TOA dei militari italiani a UNIFIL

Scritto da M. Amatimaggio       www.dedalonews.it

Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, sarebbe già avvenuto il Transfer Of Authority della entry force del nostro contingente nazionale dalla catena di comando nazionale a quella di UNIFIL. I militari italiani in Libano, agli ordini del contrammiraglio Claudio Confessore, prendono così ordini dal generale francese Alain Pellegrini per applicare la risoluzione ONU 1701.
 

I nostri militari - Lagunari del Reggimento Serenissima dell’Esercito e Fucilieri di Marina del Reggimento San Marco e operatori del Gruppo Operativo Incursori della Marina Militare, starebbero già pattugliando la loro area of responsabilty nei dintorni di Tiro.

L’inizio delle operazioni nei militari italiani sul terreno giunge all’indomani delle minacce rivolte dal numero due di al Qaeda, Ayman al-Zawahri, alle forze dell’ONU in Libano.


Da stamattina è in visita in Libano il ministro della Difesa Arturo Parisi accompagnato dal capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola. Oltre che l’omologo ed il premier libanese, il ministro ha incontrato i nostri militari in territorio libanese e sulla portaerei Garibaldi.
Queste le notizie riportate dalle agenzie di stampa, in quanto non è stato diramato a tuttora il giornaliero comunicato stampa della Difesa, che viene a mancare proprio nella giornata più densa di avvenimenti


 

   
    08. 11. 2006

Cambio di Comando al JLF

La mattina di mercoledì 8 novembre, nella base Onu di Tibnin, il contrammiraglio Claudio Confessore, comandante della Joint Landing Force-Lebanon, ha ceduto il comando del settore ovest di Unifil al generale di brigata Paolo Gerometta, comandante della brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli. La cerimonia si è svolta alla presenza del comandante della Forza di Unifil, generale di divisione Alain Pellegrini, e del vice comandante del Coi, generale di divisione aerea Tommaso Ferro.

Con il trasferimento di autorità del 9 novembre termina l’incarico assegnato alla Early Entry Force che ha gettato le basi dell’operazione Leonte. Iniziata con la partenza del Gruppo Navale il 30 agosto scorso e proseguita con lo sbarco della JLF-L sulle coste del Libano meridionale il successivo 2 settembre, l’operazione Leonte ha visto operare il contingente italiano interforze in supporto alle Forze armate libanesi nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel corso della cerimonia, il contrammiraglio Confessore ha rivolto un caloroso saluto alle autorità e alla popolazione libanesi per l’accoglienza ricevuta e un ringraziamento “per l’eccezionale collaborazione offerta” al Contingente italiano nella delicata fase dello schieramento iniziale. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche “a tutti gli uomini e le donne della JLF-L che hanno saputo operare con grande professionalità e competenza”. Il generale Gerometta ha salutato le autorità presenti garantendo da parte sua e del personale del suo staff il massimo impegno per l’assolvimento del compito assegnato.

La Joint Landing Force-Lebanon – costituita in gran parte dai fucilieri di Marina del reggimento San Marco, oltre che dai lagunari del reggimento Serenissima e altre componenti specialistiche dell’Esercito italiano, quali Nbc, Eod, genio e nucleo di carabinieri – ha concluso la missione in Libano e ha ceduto la responsabilità ai militari della brigata Pozzuolo del Friuli. In questi due mesi, è stata condotta un’intensa e delicata attività di controllo e monitoraggio dell’area compresa tra il fiume Litani e il confine con Israele, oltre a numerosi interventi in favore della popolazione locale. Le attività operative svolte possono riassumersi in:

attività di rivelazione Nbc su tutta l’area di responsabilità, per la tutela della salute dei militari italiani e in supporto alla popolazione civile (270 rilievi; più di 800 km di viabilità controllata; analisi di campioni d’aria, di terreno e d’acqua; 27 attività di decontaminazione e 36 di monitoraggio Nbc);

Mappatura a favore del ministero dell’Ambiente libanese;

Bonifica degli ordigni inesplosi (120 attività Eod-Eor; bonificati circa 500 ordigni inesplosi (Uxo) tra i quali bombe di aereo, cluster bomb, razzi, bombe da mortaio, granate e munizionamento di vari calibri; controllati più di 18mila metri cubi di terreno, 450 km di viabilità, circa 300mila metri quadrati di terreno);

Oltre 1.800 pattuglie diurne e 700 notturne per garantire il controllo e monitoraggio delle principali vie di comunicazione;

Circa 450 Static Points diurni e 250 notturni hanno assicurato i principali nodi di comunicazione;

Oltre 270mila chilometri percorsi dai mezzi della JLF-L;

Quotidiana attività di supporto medico-sanitario alla popolazione con oltre 200 interventi.

Fonte: Stato Maggiore Difesa


 
   
    19.11.2006

 

Fonte: Italfor Libano

Libano, ai Lagunari la responsabilità della Sacca di Tiro

 Il 19 novembre 2006 nella Base "Lepanto" di Ma'rakah è avvenuto il passaggio di consegne tra il reggimento San Marco e il reggimento Serenissima. I lagunari hanno ora la responsabilità della cosiddetta Sacca di Tiro, la nuova area del sud del Libano assegnata ai caschi blu di Unifil. Testimone dell'evento il generale di brigata Paolo Gerometta, insediatosi da alcuni giorni al comando del settore ovest della missione che comprende, oltre a quello italiano, i contingenti francese e ganese. I lagunari, già presenti in Libano con la Early Entry Force dal mese di settembre, provvederanno a far rispettare la risoluzione Onu 1701.

Sono già all'opera i mezzi di nuova generazione dell'Esercito italiano Vtml (Veicolo tattico leggero multiruolo), dotati di protezione antimina e dalla elevata mobilità su qualsiasi terreno. Di tali loro capacità hanno dato prova nei giorni scorsi, muovendosi senza difficoltà lungo le strade secondarie della regione di Tiro, non asfaltate e rese viscide e quasi impercorribili dalle forti pioggie. La popolazione della cittadina di Ma'rakah ha accolto i lagunari con uno striscione di benvenuto.


   
    Gennaio/Febbraio 2007

Notiziario della Marina.

I Fucilieri di Marina In Libano

Il Punto di vista della Forza da Sbarco, protagonista della prima fase dell'impegno italiano in Libano

 

   
         
         
         
         
         
   

 

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