La capacità nazionale di proiezione dal mare
deve consentire allo strumento militare di condurre operazioni che
prevedano l'inserimento
in ambiente ostile, incerto o permissivo di
una forza di sbarco, quale componente di un "ingresso in teatro con
uso della forza"
("forcible entry") in vista dell'assolvimento della
missione assegnata. Tale forza di sbarco può costituire anche un
fattore abilitante
per l'inserimento di ulteriori assetti dal mare,
secondo il concetto del "seabasing". Quest'ultimo, da sviluppare in
un contesto multinazionale o di coalizione ("coalition
seabasing"),
prevede
di basare in mare le risorse necessarie a sostenere un'operazione
fuori area, in modo da svincolarsi dal consenso e/o dal supporto di
paesi terzi.
Lo sviluppo della capacità di proiezione dal mare richiede la
predisposizione e l'addestramento congiunto di unità operative
appartenenti a diverse componenti, segnatamente quella terrestre e
quella navale. Elemento cardine del dispositivo è una forza da
sbarco a livello di Brigata, in grado di svolgere l'insieme delle
operazioni previste per le forze anfibie e di sviluppare nel tempo
la capacità di operare quale "Entry Force Battlegroup" anche in
profondità.
La struttura delle
Forze - La componente marittima
Le priorità della Pianificazione di lungo termine
richiedono in questo settore migliori capacità di
proiezione e sostegno delle forze dal mare, anche a
grande distanza dal territorio nazionale. Tale esigenza
impone una diversa configurazione della componente
marittima, volta ad esprimere un dispositivo sia pure
dimensionalmente contenuto ma completo in grado di
svolgere, in risposta a situazioni di crisi, operazioni
di deterrenza e intervento rapido in aree litorali anche
in assenza del supporto di basi o facilitazioni messe a
disposizione da paesi terzi.
La capacità di proiezione anfibia
verrà modernizzata e potenziata
sostituendo progressivamente le
attuali LPD delle classi San Marco e
San Giorgio con nuove unità di
maggiori dimensioni. Al momento
della sostituzione della
portaeromobili Garibaldi sarà
inoltre realizzata una LHD/LHA in
grado di imbarcare una significativa
forza da sbarco e un'aliquota di
aeromobili di supporto e dotata di
capacità di comando e controllo
adeguate alla gestione di operazioni
aeronavali e anfibie complesse
(livello MCC/(C)JTF/ CATF/CLF).
Le capacità di
"Power
projection" si
baseranno sulla
portaerei
Cavour, in grado
di schierare un
mix di velivoli
ad ala fissa ed
elicotteri.
L'ossatura delle
unità di prima
linea sarà
costituita da
12-13 caccia e
fregate con
capacità di
difesa
antiaerea,
antisom e di
attacco in
profondità di
obiettivi
terrestri,
appartenenti
alle classi
"Orizzonte" e
"Rinascimento" (FREMM),
secondo una
linea
progettuale di
sviluppo che
prevede una
riduzione
numerica, a
fronte di un
aumento delle
capacità
operative delle
singole
piattaforme. Il
supporto
logistico in
mare sarà
garantito da una
nuova classe di
navi
rifornitrici che
sostituiranno
nel tempo le
attuali
Stromboli ed
Etna.
Le capacità di
trasporto e supporto della componente aerea imbarcata saranno
rafforzate con l'introduzione in servizio dei nuovi elicotteri
EH-101 e NH-90, mentre l'ammodernamento dei velivoli AV8-B garantirà
migliori capacità di protezione della flotta e di proiezione di
potenza in attesa della loro sostituzione, prevedibilmente affidata
al JSF.
L'ingresso in
linea dei sommergibili classe Todaro (U212A) consentirà notevoli
progressi qualitativi e capacitivi alla componente subacquea che
tuttavia, in relazione alla mutata minaccia delineata nei nuovi
scenari operativi, sarà anch'essa ridimensionata sul piano numerico.
Le prevedibili, ridotte esigenze nel settore del contrasto ai
sottomarini richiederanno analogamente un minore impegno alla flotta
dei pattugliatori marittimi che sarà progressivamente ridotta.
La
nuova enfasi sarà verso più ampie capacità di sorveglianza e
controllo delle aree marittime incidenti al territorio nazionale e
di supporto alle operazioni di proiezione, che saranno sviluppate in
un'ottica integrata e interforze nell'ambito del "Joint Surveillance
and Command System", già citato fra i moltiplicatori strategici.
Lo sviluppo delle
capacità di proiezione comporterà anche una contrazione delle unità
di seconda linea, le cui capacità, tuttavia, saranno incrementate
nelle nuove classi così da metterle in grado di fornire un maggiore
contributo al controllo delle linee di comunicazione e al supporto
alle forze proiettate. Verranno migliorate anche le capacità di
supporto ai sommergibili e alle unità cacciamine e le capacità di
esplorazione oceanografica.
In sintesi, lo
sforzo sarà diretto a realizzare una componente marittima più
flessibile e versatile, in grado di produrre maggiori effetti
operativi anche all'interno dell'ambiente terrestre e a gradi
distanze dalla madrepatria. Parallelamente verrà aumentata la
capacità di fornire specifici contributi alle operazioni a minore
scala mediante l'utilizzo di nuove navi individualmente in possesso
di più complete capacità.
Le forze armate
italiane non potevano continuare ad eludere il requisito della
creazione di una forza anfibia più robusta; il nuovo scenario, con
annessa la necessità di costruire pacchetti di forze sempre più
expeditionary, lo richiedeva. Non si trattava di creare chissà che
cosa in termini di nuove capacità e mezzi, ma semplicemente di
"guardare a quello che c'era in casa", razionalizzare e mettere a
fattor comune assetti che già c'erano per creare una forza di
spedizione con una maggiore massa critica. Il San Marco, nella sua
attuale configurazione, è una forza comunque leggera adatta per
compiere limitate operazioni anfibie tipo colpi di mano, raid ed
altro, più che vere e proprie operazioni di forcible entry. Senza
andare a scomodare i Marines americani, le forze armate di Paesi
come Francia, Spagna o Gran Bretagna, hanno tutte unità di fanteria
di marina di maggiore robustezza e con configurazioni di livello
brigata. Certo, si tratta di Paesi con una tradizione ed una cultura
expeditionary che l'Italia non ha, tuttavia era quanto meno doverose
adeguarsi a certi standard che poi, sono gli standard richiesti dai
nuovi scenari. Da qui il processo, ormai pienamente awiato, per la
creazione di una Forza di Proiezione dal Mare che integrasse,
operativamente e da un punto di vista addestrativo, reggimento San
Marco della MM e reggimento Lagunari dell'Esercito Italiano.
La Forza di Proiezione dal Mare: concetto e
requisiti
È lo stesso Stato Maggiore della Difesa, nel suo documento
"Investire in Sicurezza", a tracciare le coordinate di un concetto
di proiezione interforze dal mare riguardante la creazione di un
Joint Task Group a preAll'assalto con valente connotazione barchini
a chiglia rigida. anfibia, da utilizzare La futura quale Joint
lnitial Entry Landing Force Force o Joint Rapid Resarà composta
sponce Force, compleda due unità to dei relativi comandi operative
di per il Task Group e per manovra. la Landing Force. In sostanza si
tratta di creare una forza da sbarco a livello brigata leggera in
grado di condurre operazioni "expeditionary", al fine di effettuare
missioni che prevedano l'inserimento, in ambiente ostile, incerto o
permissivo, di una Landing Force quale componente di una forcible
entry per azioni isolate predeterminate od a premessa di ulteriori
assetti followono In termini operativi tutto questo significa
integrare quantitativamente e qualitativamente Lagunari e San Marco
per creare una forza con una massa critica superiore capace di
condurre operazioni anfibie su scala maggiore rispetto a quella di
un semplice raid o colpo di mano, Per ciò che concerne la
tempistica, entro la fine del 2006 l'obiettivo è rendere operativo
un Gruppo Tattico di livello battaglione (600 uomini) comprensivo di
una compagnia fucilieri dei Lagunari ed a seguire, tra il2008 ed
ì1201 O, il conseguimento della capacità di proiettare un Gruppo
Tattico di due battaglioni (600+600 uomini) con la possibilità di
esprimerli assieme" 0ne shot".
Il processo dovrebbe concludersi dopo
il 2010 quando due Gruppi Tattici a livello reggimento (1.200+ 1.200
uomini) dovranno essere proiettati in modo separato o assieme, "0ne shot", in un pacchetto pertanto di livello brigata.
Più nel dettaglio, oltre questo orizzonte temporale, la nuova forza
di proiezione italiana comprenderà una struttura C41 per il CATF (Commander
Amphibious Task Force), ovvero per il Comandante della forza anfibia
operativa, e per il CLF (Commander Landing Force), ovvero il
Comandante della forza da sbarco. La Landing Force dovrà essere
articolata su un pacchetto di forze comprendente due reggimenti di
manovra (San Marco e Lagunari) più una serie di assetti di supporto
quali (che, per quanto riguarda la parte EI, sono messi a
disposizione per l'esigenza anfibia anche da unità diverse dal
reggimento Lagunari): due compagnie mortai pesanti (mortai da 120
mm), una compagnia RECON, due batterie aria-aria di missili Stinger,
due compagnie genio guastatori, due squadroni esploranti su blindo
Centauro, una sezione di sei elicotteri d'attacco Mangusta, un CSSG
(Combat Service Support Group) ed un nucleo SDO (Sommozzatori
Demolitori Ostacoli).
La componente navale vedrà al vertice un'unità navale sede di
comando imbarcato per CATF e CLF. AI proposito, nel caso in cui i
due Gruppi Tattici, Lagunari e San Marco, vengano proiettati
assieme, l'unità sede del CATF e del CLF non potrà che essere il
Gariba/di o il Cavour, le sole navi in grado di ospitare ambedue gli
staff al completo degli organici (mentre in casi di pacchetti di
livello minore il comando può essere imbarcato anche sul San
Giusto). Altre unità ed assetti riguarderanno LPD, portaeromobili
(appunto il Cavour il Gariba/dI), navi di altura, un Role 2
imbarcato (ospedale imbarcato), eventuali unità mercantili (in
noleggio), assetti SF (Strategie Enablers) ed assetti
dell'Aeronautica Militare per il trasporto strategico.
La struttura di comando della forza di proiezione vedrà ruotare tra
EI e MM l'incarico di CLF, con turni di rotazione magari biennali
sulla scorta di quanto avviene per la SILF (Spanish Italian Landing
Force), mentre il COMFORSBARC (COMando FORza da SBARCo), che
ovviamente resterà alla MM nelle vesti di un contrammiraglio, sarà
il "parent" Headquarters del CLF.
Vale la pena aggiungere che lo staff di COMFORSBARC sarà
completamente interforze, sommando personale di EI ed MM (ivi
compreso un vicecomandante dell'Esercito), e che le forze del
pacchetto resteranno organicamente dipendenti dagli attuali Comandi
di appartenenza, quindi COMFORSBARC per il San Marco, brigata "Pozzuolo
del Friuli" per i Lagunari o da altre unità ancora per ciò che
concerne gli assetti restanti. Nel caso degli A 129 vale la pena
ricordare che per sei elicotteri del 5° reggimento A VES" Rigel" è
in corso la tanto invocata qualificazione anfibia che consentirà
loro di operare come assetti a disposizione del pacchetto della
Forza di Proiezione dal Mare, quindi di condurre, con la relativa
certificazione, le operazioni di decollo/appontaggio dalle LPD e da
Garibaldi e poi Cavour (al proposito è stato istituito
un apposito gruppo di lavoro).
Il CIA e l'addestramento
Per portare avanti il processo di integrazione tra San Marco e
Lagunari è stato creato un apposito Centro di Integrazione Anfibia.
Il CIA è comandato dal vice di COMFORSBARC (attualmente il
colonnello Emilio Motulese dei Lagunari), che si avvale di un
vicedirettore e di una segreteria
organizzativa, ed è composto da due uffici: il1 o ufficio formazione
ed addestramento ed i12° ufficio interoperabilità. Addestramento e
interoperabilità sono infatti i due principali binari lungo i quali
marcia il processo di integrazione dei due reparti.
Per quanto riguarda l'addestramento, è necessario creare un
percorso formativo in grado di portare al conseguimento di una
certa omogeneità sia al livello dello stesse pratiche di
training sia a livello procedurale. In questo quadro tutto il
personale dell'EI che parteciperà alla nuova Forza di Proiezione
dal Mare, dovrà prima essere portato al livello addestrativo dei
Lagunari, con la conseguente qualificazione anfibia
dell'Esercito, poi ottenere l'abilitazione anfibia della Marina
Militare. Il modulo per conseguire l'abilitazione anfibia
MM,tenuto presso COMFORSBARC, avrà una durata di un mese (tre
settimane di addestramento ed una settimana di esercitazione),
durante il quale il personale dei Lagunari (o quello portato
alla standard dei Lagunari) riceverà un'infarinatura di dottrina
anfibia e di impiego dei natanti. A livello
addestrativo-operativo vi sarà il completamento elicotteristico
per le operazioni di assalto verticale, in particolare la
discesa da elicottero con modalità "barbettone" (fast rope) o a
corda doppia e la pratica per le operazioni di sbarco sui mezzi
in entrata ed uscita dalle unità navali.
Allo stesso tempo il personale del San Marco frequenterà un modulo
land, anche questo della durata di un mese, presso COMFORSBARC, ma
tenuto da istruttori dei Lagunari. Il modulo riguarderà
essenzialmente una parte relativa alle attività di comando ed
all'impiego dei mezzi e degli uomini a terra ed una parte
riguardante la logistica, in particolare la logistica di campo.Venendo
agli equipaggiamenti ed ai materiali, in tempi di vacche magre (in
termini di in Lagunari sono vesti menti), si cercherà stati quanto più
possibile di modernizzati ed equipaggiati razionalizzare rispetto
con torretta a ciò che è disponibile armata di in seno ad entrambi i
lanciagranate reparti e di armonizzare da40mmMK- gli sforzi in
termini di 1geBrowning procurement.
Tanto per fare un esempio, a breve gli uomini del San Marco
inizieranno l'affiancamento per l'utilizzo dei mortai a canna rigata
da 120 mm dei Lagunari (in attesa che i fondi consentano al San
Marco di acquisire questi sistemi) e questa circostanza dovrebbe già
verificarsi in occasione dell'esercitazione "Mare Aperto" che si
terrà a giugno a Capo Teulada.
All'esercitazione prenderà parte anche la prima compagnia di
Lagunari con l'abilitazione anfibia della Marina Militare, unità che
peraltro ha già iniziato il modulo addestrativo presso COMFORSBARC.
Le attività in casa San Marco
Già adesso, in casa San Marco, si sta facendo molto per consentire
un più rapido e meno indolore possibile passaggio alla nuova Forza
di Proiezione dal Mare.
Uno dei tasselli più importanti in questa direzione, ma non solo
(visto che un assetto del genere può essere utilizzato per la stessa
SILF), riguarda la creazione di un Posto Comando" da campagna"
proiettabile. Il nuovo PCM (Posto Comando Modulare) si compone di:
una parte su tende (fino a quattro tende del Posto Comando vero e
proprio a cui si possono aggiungere tende logistiche), una parte su
due VM/TLC o in alternativa due shelters o, ancora, due AAV in
versione comando, Due tende, difatti, presentano una apertura tale
da inglobare la parte posteriore dei VM 90 in versione TLC (oppure
gli shelters o gli AAV). Lo scopo di tali assetti" augmentees" è
fornire gli apparati per le comunicazioni radio (HF/VHF/UHF) per la
gestione della situazione tattica. In alternativa ai VM/TLC possono
essere posizionati gli shelter radio con dotazioni maggiori (sul VM
sono presenti generalmente un apparato multibanda, due SRT 634, VHF,
ed un SRT 178, HF), Un ulteriore assetto TLC è il sistema
satellitare (SICRAL) la cui antenna è posizionata nei pressi del
Posto Comando.
Il PC è interamente modulare ed è scomponibile in più moduli a
seconda del livello dell'unità che lo utilizza (brigata, reggimento
o battaglione). I moduli possano essere impiegati con tutte le
funzioni tecniche ed operative attivate (alimentazione elettrica su
gruppo di continuità, suppellettili, proiezione video e LAN),
indipendentemente o collegati/integrati tra loro per comporre moduli
a due, tre o a quattro schermi di proiezione. Ogni modulo può
utilizzare da uno a 11 tavoli attrezzati da lavoro, ognuno dei quali
ospita quattro operatori collega bili indistintamente alle due reti
LAN disponibili. Il PCM è operativo in due ore, tende ed
allestimento: per il montaggio sono necessari 100peratori più i
tecnici per il sistema di comando e controllo e l'alimentazione
elettrica.
Il PCM può ospitare sino a 44 operatori che possono collegarsi senza
limitazioni a una delle due LAN disponibili (una classificata ed una
non classificata), Per ciò che concerne il sistema di comando e
controllo, come noto, il San Marco ha da poco acquisito il C2PC
(utilizzato anche dall'USMC). Il C2PC è installato sui 25 PC
collegati via LAN. Il sistema consente la rappresentazione della
situazione sul terreno su mappe digitali, ivi compresa la posizione
di mezzi ed unità sul terreno. Attualmente la posizione viene
aggiornata manualmente o con sistemi non real time. Tuttavia il San
Marco è in attesa di acquisire il pacchetto blue force tracking per
il riporto automatico in tempo reale. E' importante notare che il
C2PC è interfacciabile con l'MCISS, ovvero con il sistema di
supporto al comando imbarcato su tutte le unità di prima linea
della MM, compresa nave San Giusto, e sulle unità di tutte le
maggiori marine NATO.
Al momento è in corso di studio proprio la
modalità di integrazione tra i due sistemi.
Il C2PC è standard commerciali;
prodotto e distribuito dalla Northrop Grumman, è sviluppato su
piattaforma Windows con Personal Computers Rugged Notebook
completamente protetti contro la pioggia, schizzi di acqua, aria
umida salmastra, polvere e sporco. Per assicurare la necessaria
continuità della funzione di comando nella fase dello sbarco, ovvero
dalla nave a terra finchè non viene montato il PCM, due AA V-7, tra
i 18 a disposizione del reggimento, sono stati aggiornati alla
versione comando. L'allestimento interno è tuttora in corso e
prevede l'installazione di postazioni C2PC (quattro postazioni per
un totale di otto PC), un apparato HF CNR 2000, otto VHF (quattro
apparati 636), un UHF SATCOM ed un UHF voice. A differenza della
versione trasporto personale, equipaggiata con torretta armata di
lanciagranate da 40 mm MK-19 e Browning da 12,7 mm (ricordiamo che
per quanto riguarda gli AA V in configurazione trasporto personale
l'aggiornamento, per la parte meccanica e strutturale, è stato lo
stesso sia per i mezzi dei Lagunari sia per i mezzi del San Marco),
gli AAV-7 in versione comando sono dotati di una sola Minimi da 5,56
mm. I due mezzi saranno consegnati entro la fine di quest'anno. AI
momento il C2PC è interfacciabile con il SIACCON (il sistema di
comando e controllo dell'EI che utilizzano i Lagunari) mediante la
"coesistenza" di entrambi i sistemi nel Posto Comando. La soluzione
migliore, proprio nell'ottica della creazione della nuova componente
anfibia interforze, sarebbe nel medio/lungo termine giungere
all'integrazione vera e propria tra i due sistemi.
Il Futuro
E' chiaro che la nuova Forza di Proiezione dal Mare abbisogna ancora
di risorse ed investimenti. In particolare sono due gli assetti da
tutti ormai giudicati indispensabili: una nuova unità anfibia ed un
nuovo blindato per sostituire i VCc. Il discorso sulla 4a unità
anfibia è piuttosto chiaro:
la nave è una priorità per la Marina e per la Difesa nel suo
complesso, requisiti e progetti già ci sono...mancano solo i soldi.
Una nuova unità anfibia, con un dislocamento nell'ordine delle
18/20.000 tonnellate, è del resto necessaria visto che, con le
attuali LPD, non è possibile trasportare Lagunari e San Marco a meno
che non si voglia effettivamente "trasformare" il Garibaldi in una
nave da trasporto, limitandone in questo caso le capacità come
portaeromobili. Anche nel caso dell'acquisizione di un nuovo
blindato, la situazione è piuttosto chiara: è necessario dotarsi di
un blindato ruotato in grado di sostituire i VCC.
Il perché è presto detto: la 12,7 mm ed il lanciagranate del VCC non
"bastano", occorre un veicolo con cannone da 25 o 30 mm in grado di
lavorare con più efficacia contro postazioni poste a protezione
della spiaggia, mezzi e veicoli nemici o contro edifici e nidi di
fuoco in eventuali scenari urbani.
Nell'ambito del San Marco è stato elaborato un requisito già
trasmesso allo Stato Maggiore della Marina. L'orientamento è per un
veicolo tipo il LAV o Piranha (che eventualmente verranno dotati di
torretta OTO Melara). La scelta verrà tuttavia compiuta in accordo
con SME. Per il resto, dalla mancanza di pezzi di artiglieria
all'eventuale impiego di un carro da battaglia in seno alla nuova
forza di proiezione (anche se le Centauro possono essere considerate
alla stregua di un carro "leggero"), tutto è materia di discussione
a tutti i livelli (stampa compresa), ma 4a LPD (o LHD) e blindo
ruotato sono una priorità, immediata e irrinunciabile
20/2/2006B
Brindisi:
Ospiterà
i primi marines interforze.
Esercito e Marina al lavoro per creare una nuova Forza anfibia nazionale col
Reggimento Lagunari Serenissima
(Esercito) e il
Reggimento San Marco.
Immaginate che, in un’isola meta di vacanzieri, ribelli abbiano preso in
ostaggio tutti gli italiani. Oppure ricordate i difficili soccorsi post-
tsunami. Ecco, è in situazioni come queste che può diventare vitale una
Forza nazionale da sbarco che sia “expeditionary”, cioè capace di
raggiungere Paesi molto lontani per agire lì indipendentemente da rinforzi e
rifornimenti esterni. Nel castello di Brindisi, Esercito e Marina Militare
stanno proprio lavorando alla creazione di una nuova Forza anfibia che
sommerà le peculiarità del Reggimento Lagunari Serenissima dell’Esercito,
con quelle del Reggimento San Marco.
Il comando stabile dei primi marines interforze avrà sede a Brindisi e, a
regime, conterà su circa 2.500 persone. Oneri e onori ricadranno su due
ufficiali del Barese che la «Gazzetta» ha intervistato in esclusiva. uturo
comandante della nuova Forza da sbarco nazionale sarà il contrammiraglio
Michele Saponaro, originario di Triggiano e attuale comandante della Forza
da Sbarco della Marina Militare (a sinistra). Futuro vicecomandante sarà il
colonnello dell’Esercito Emilio Motolese (di Conversano). A lui - che vanta
già un curriculum interforze, essendo cresciuto professionalmente tra divise
verdi e blu - è toccato il compito di dirigere il Centro di integrazione
anfibia che dovrà rendere omogenee le specialità di Lagunari e Marò.
«Poche nazioni hanno una capacità anfibia, una forza di proiezione dal mare,
credibile - dice Michele Saponaro - capace di operare con risultati
tangibili, in tempi brevi, autosostenendosi in teatri lontani e con una
forza di impatto capace di scoraggiare. Per questo la Difesa ha puntato sui
due elementi di manovra di cui dispone: il San Marco e i Lagunari. Inoltre,
questa nuova Forza non assorbe altri quattrini e risponde ad una necessità
di ottimizzazione delle risorse delle Forze armate, in chiave interforze».
«I compiti della nuova Brigata - spiega l’ammiraglio - andranno
dall’assistenza umanitaria, all’ingresso in aree ad alta intensità
conflittuale. Noi risponderemo così anche alle esigenze della Nato e a
quelle dell’Unione europea, cui l’Italia (assieme alla Spagna) assicura
l’unica forza anfibia».
«Per raggiungere questo risultato - dice Emilio Motolese (nella foto durante
la missione Antica Babilonia) - stiamo creando percorsi formativi,
d’addestramento e procedure, tali da poter avere un risultato omogeneo ma
nel rispetto delle singole specificità. Perché il valore aggiunto di questa
nuova Forza di proiezione dal mare è quella di avere il meglio di entrambe
le Forze armate». «Per esempio -interviene l’ammiraglio Saponaro - i nostri
colleghi dei Lagunari non sbarcano dalle navi anfibie e ora lo impareranno».
«Oppure - aggiunge Motolese - ci sono elicotteri della Marina e
dell’Esercito, le procedure sono diverse perché l’addestramento è mirato a
scopi diversi, ora bisogna integrarli».
Circa l’integrazione c’è da dire che tanto i Lagunari, quanto i Marò, hanno
potuto confrontarsi sul campo sia in esercitazione (come il West African
Training Cruise 2005, in Nuova Guinea, cui si riferisce la foto qui sotto),
sia in operazione (in Iraq).
Poi, per centrare l’ambizioso obiettivo di avere una Forza che, in tempi
brevi, sia pronta a raggiungere una qualsiasi area costiera, riuscendo ad
autosostenersi in quel territorio, anche logisticamente, per tempi
abbastanza lunghi, il colonnello Motolese e i suoi collaboratori stanno
anche censendo le professionalità, incluse quelle di Aeronautica Militare e
Carabinieri. «Ci sono forse metereologi più bravi dei colleghi
dell’Aeronautica? E che dire di come svolgono la funzioni di Polizia
militare i Carabinieri che sono un esempio anche per le Forze armate
estere», cita a titolo esemplificativo l’ammiraglio Saponaro.
Insomma, nel castello di Brindisi si sta facendo un lavoro enorme che, tra
l’altro, è anche un primo sforzo concreto per dare sostanza alla nuova
visione strategica dello Stato Maggiore della Difesa, con Forze Armate da
impiegare in modo integrato, nell’ambito di un vasto impegno di
razionalizzazione degli investimenti (da dosare col contagocce dopo i tagli
dell’ultima manovra Finanziaria).
I tempi? «Tra giugno e luglio - conclude il colonnello - una prima compagnia
Lagunari sarà pronta a cooperare in seno alla nuova componente anfibia».
La "dote" della Marina Militare per la nuova
Forza di proiezione dal mare
La Marina Militare porta in "dote" alla nuova Forza di proiezione dal mare:
- il Reggimento "San Marco", composto da 1.300 persone (un reparto comando,
un battaglione assalto, un battaglione logistico e una compagnia operazioni
speciali);
- i relativi equipaggiamenti del "San Marco", nonché i mezzi anfibi
cingolati (AAV7), le "jeep" (WM90) e i camion (HD6 e ACTL);
- tre navi anfibie per l’imbarco e il trasporto, cioè "San Giusto", "San
Giorgio" e "San Marco"; va aggiunto che questi natanti possono anche
assolvere alla funzione di nave ospedale;
- navi da schierare a difesa: una portaerei (per il momento, in attesa del
"Cavour", il "Garibaldi"), due caccia, una nave rifornitrice e altre;
- elicotteri EH101, SH3D e AB212;
- aerei AV8B a decollo corto e atterraggio verticale, cioè ideali per
operare da una portaerei;
- staff e assetti per il comando e controllo (la parte del nucleo comando di
pertinenza della MM e le strutture sede del comando, a Brindisi);
- è previsto che ci sarà un ospedale da campo (Role2) imbarcato, cioè un
vero e proprio ospedale completo di sale operatorie e attrezzature, in grado
di operare a bordo e, una volta costituita la testa di ponte, anche sulla
terra ferma.
La "dote" dell’Esercito italiano per la nuova
Forza di proiezione dal mare
La "dote" dell’Esercito italiano per la nuova Forza di
proiezione dal mare:
- il Reggimento Lagunari "Serenissima" composto da 1.000 persone (un reparto
comando, tre compagnie assalto, una compagnia mortai pesanti, una compagnia
controcarri, una compagnia supporto logistico, una compagnia mezzi anfibi e
un plotone esploratori);
- i relativi equipaggiamenti dei "Lagunari", nonché i mezzi anfibi cingolati
(AAV7), le "jeep" (WM90) e i camion (HD6 e ACTL);
- due batterie di missili per la difesa aerea tipo "Stinger";
- due squadroni esploranti su blindo "Centauro" (un carroarmato su ruote,
capace di muoversi rapidamente sul terreno e però dotato anche di una solida
blindatura e di protezione contro eventuali attacchi batteriologici e
chimici);
- due compagnie genio guastatori (cioè capaci sia di bonificare le strutture
ostili, sia di ricostruire le infrastrutture principali di un Paese, come
strade, ponti, ferrovie, aeroporti, ospedali, acquedotti);
- da sei a otto elicotteri Mangusta A129CBT;
- staff e assetti per il comando e controllo (la parte del nucleo comando di
pertinenza dell’Esercito);
- personale medico da impiegare nell’ospedale da campo (Role2) imbarcato (un
vero e proprio ospedale completo di sale operatorie e attrezzature, in grado
di operare a bordo e, una volta costituita la testa di ponte, anche sulla
terra ferma).
21 Marzo 2006
Brindisi
:
Presentata la Capacità Nazionale di Proiezione
dal Mare.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio
Giampaolo Di Paola si è recato in visita al Comando della Forza da Sbarco,
per incontrare il Comandante, il Contrammiraglio Michele Saponaro ed il
Direttore del Nucleo Iniziale di Formazione e Centro d’Integrazione Anfibia,
Colonnello Emilio Motolese. A ricevere il CSMD, il Capo di Stato Maggiore
della Marina, Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa e il Comandante in Capo
della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte. Dopo un
rapido briefing, nel nuovo Posto Comando tattico Campale Modulare (PCM),
sulle capacità della Forza da Sbarco e lo stato dei lavori del Centro
d’Integrazione Anfibia, la visita è proseguita con una mostra statica dei
mezzi in dotazione ai Reparti della Forza.
Nel pomeriggio, gli Ammiragli hanno potuto assistere ad una dimostrazione
pratica sulle operazioni anfibie, presso l’area addestrativa di Pedagne,
importante sede addestrativa situata all’imboccatura del Porto di Brindisi.
La Forza di Proiezione dal Mare, dovrà possedere le seguenti capacità:
operare in aree distanti dal Territorio Nazionale, operare autonomamente per
un prolungato periodo di tempo, partecipare alle iniziative dell’Unione
Europea e della NATO e poter proiettare le forze a terra da spiagge non
attrezzate.
La Forza di Proiezione dal Mare sarà composta dalle Navi anfibie per
l’imbarco, il trasporto e la difesa della “Landing Force”(LF), dalle Navi
per il trasporto del sostentamento logistico della Forza e dai Reparti da
Sbarco (Forza da Sbarco della Marina Militare – Brindisi ed il Reggimento
Lagunari “Serenissima” – Venezia ed altri Reparti non organici dell’Esercito
Italiano).
23 Marzo 2006
La Giornata della Forza da
Sbarco M.M.
da : DEDALONEWS
Scritto da M. Amatimaggio
Dopo la visita della mostra
statica, la giornata dedicata ai media presso il San Marco a
Brindisi ha previsto anche un briefing che ha presentato la
Forza da Sbarco della Marina Militare.
A similitudine di una "brigata", la Forza da Sbarco attualmente è
strutturata sul Reggimento "San Marco", l’elemento
operativo, il Reggimento "Carlotto" che assicura il
supporto tecnico-logistico e quello formativo, ed il Gruppo
Mezzi da Sbarco che fornisce i mezzi navali minori che
provvedono al trasporto dalla nave alla spiaggia di uomini e mezzi.
Il San Marco rappresenta una snella forza di pronto intervento o di
reazione immediata, proiettabile dal mare, anche a grande distanza,
logisticamente autonoma, anche se per un periodo limitato, in seguito ha
necessità di inserirsi in una catena logistica.
Dispone di un autonomo sistema
di comando e controllo tattico, è il C2PC impiegato
anche dai Marines americani, che gli consente di interoperare in
ambito combined. Peccato che anche in questo briefing, come peraltro
nella mostra statica, non siano stati valorizzati i progressi
compiuti dalla Forza da Sbarco in questo settore "strategico".
Con
l’adozione di questo sistema, infatti, il San Marco si predispone
per la piena integrazione nel sistema "networkcentrico" alla base
del moderno warfare: si pensi che su tutti i nuovi mezzi anfibi AAV
7 della Forza da Sbarco è installato un sistema che consentirà di
trasmettere in tempo reale al C2PC la posizione del cingolato,
un’informazione che sarà riportata sulla cartografia di tutti i
terminali del sistema e trasmessa alla nave alla fonda e agli
"anelli" della catena di comando!
Nella componente di volo elicotteristica della Marina Militare è stata
sviluppata una capacità di supporto al fuoco e di aeromobilità a favore
del San Marco, con un nucleo di piloti e di aeromobili specializzati in
questo tipo di missioni, anche con capacità di volo notturno.
Oltre che dal Garibaldi, gli elicotteri possono operare
anche dalle tre navi da assalto anfibio della Marina Militare; due di
queste (foto a destra) recentemente sono state sottoposti a lavori di
trasformazione che hanno aumentato a quattro gli spot disponibili sul
ponte di volo per gli aeromobili (due elicotteri leggeri e due medi),
che però non possono essere ricoverati nell’hangar sottostante.
Nel briefing sono stati presentati anche i nuovi elicotteri
EH-101 nella versione per il trasporto truppe, già consegnati
alla Marina Militare, e la nuova portaerei Cavour che
potrà ospitare a bordo 325 Fucilieri di Marina del San Marco.
L’unica vera novità presentata nel briefing consiste nell’avvio a
soluzione dell’annoso problema del veicolo ruotato da combattimento,
un’esigenza palesatasi fin dalla prima missione in Somalia.
Il requisito operativo, già inviato allo Stato Maggiore Marina,
comprende caratteristiche che di fatto limitano la scelta a due
candidati, entrambi caratterizzati da otto ruote: il LAV (Light Armored Vehicle ) della General Dynamics
Armaments Systems di Burlington (USA), impiegato anche dai
Marines americani, ed il Piranha III (foto a destra )
della MOWAG, un’azienda svizzera controllata dal 2003
dalla stessa General Dynamics. Su questo ultimo mezzo, che il San Marco
ha potuto sperimentare provando gli esemplari in dotazione alla fanteria
di marina spagnola, potrebbero essere montate anche torrette della OTO Melara, un’azienda Finmeccanica.
La scelta tra i due candidati verrà effettuata insieme allo Stato
Maggiore Esercito per avere una comunalità operativa e logistica.
Il briefing presentatoci a
Brindisi presso la Forza da Sbarco si è concluso con un ampio spazio
dal titolo "dove stiamo andando: la Forza di Proiezione dal
Mare". Come già detto, questa sarà una unità expeditionary
interforze composta da Marina ed Esercito.
Per onor di cronaca, sottolineamo che il briefing è stato presentato
da un ufficiale della Marina Militare, senza la presenza di un
ufficiale dell’Esercito al quale chiedere ragguagli sulla "vision"
della Forza Armata sull’argomento.
In questo articolo, dunque, riportiamo gli elementi sulla Forza di
Proiezione dal Mare presentati nel briefing.
Quello di una forza
expeditionary joint italiana è un sogno antico: già alla fine degli
anni Novanta si cercò di realizzare la Brigata Anfibia Interforze,
programma poi impantanatosi nelle "sabbie mobili" del contenzioso
creatosi sulla catena di comando.
Questo progetto è stato ripreso recentemente dalla Difesa italiana
che ha deciso di dotare nel prossimo futuro lo strumento militare
italiano di una Forza di Proiezione dal Mare.
Tra gli elementi chiave del processo di trasformazione delle Forze
Armate italiane, infatti, ci sono sia la capacità di intervenire con
tempestività, sia quella di operare a grandi distanze dall’Italia
sviluppando la capacità di operazioni di natura "expeditionary".
Per questo motivo lo Stato
Maggiore della Difesa ha avviato la costituzione di una Forza di
Proiezione dal Mare a prevalente connotazione anfibia, utilizzabile
quale "joint initial entry force" o parte di una "joint rapid
response force", da inserire in ambiente ostile, incerto o
permissivo, quale componente di un "ingresso in teatro con uso della
forza" ("forcible entry") in vista dell’assolvimento della missione
assegnata.
Un documento ufficiale dello Stato Maggiore della Difesa italiana
riconosce che la capacità expeditionary «è storicamente associata
alla forze anfibie, ovvero ai Marines».
Il "core" di questa nuova unità non poteva che essere rappresentato
dal "San Marco", la forza anfibia della Marina Militare che da
sempre è perfettamente "allineata" alla dottrina dei Marines
americani.
Per avere un minimo significato operativo, questa forza avrebbe
dovuto avere necessariamente la consistenza di una brigata leggera,
mentre il San Marco aveva quella di un solo reggimento.
Per questo fu deciso di
costituire la Landing Force della Forza di Proiezione dal Mare
attraverso un processo di integrazione addestrativa ed operativa del
Reggimento San Marco della Marina e del Reggimento Serenissima
dell’Esercito.
D’altronde I soldati delle due unità hanno un discreto grado di
comunalità operativa , e gran parte dei mezzi, degli equipaggiamenti
e degli armamenti delle due unità sono gli stessi.
Di fatto il battlegroup anfibio così ottenuto, opportunamente
rafforzato nei settori del supporto di fuoco e del genio/servizi,
avrebbero consentito di disporre di una Forza da Sbarco a livello
brigata leggera.
Nello scorso mese di ottobre militari dell’Esercito sono così giunti
a Brindisi, sede del Comando la Forza da Sbarco, dove hanno
costituito il Nucleo Iniziale di Formazione (N.I.F.).
Questo ha portato alla
costituzione del Centro di Integrazione Anfibia, con personale
dell’Esercito e della Marina, che sta curando nei dettagli l’omogenizzazione
dell’addestramento e l’interoperabilità e la standardizzazione dei
mezzi, dei materiali e delle procedure.
Il CIA, tra l’altro, sta definendo i requisiti joint del personale
della landing force, sta verificando l’iter formativo-addestrativo
del personale da qualificare "anfibio" e sta definendo le capacità
degli staff e dei reparti
Gli step fissati per lo
sviluppo della Forza di Proiezione dal Mare prevedono tra tre mesi
circa il battesimo del fuoco. In occasione della Mare Aperto, una
grande esercitazione aeronavale/anfibia, sarà schierato in Sardegna
un primo gruppo tattico a livello di battaglione (600 militari),
composto da due compagnie, una del San Marco e una dei Lagunari.
Nel medio termine, entro un paio di anni, la Forza di Proiezione dal
Mare dovrà schierare due gruppi tattici, ognuno a livello di BTG,
che potranno anche essere impiegati "one shoot" (1.200 militari in
tutto).
L’obiettivo finale, entro il 2010, è quello di una brigata leggera
composta da due gruppi tattici a livello di reggimento che, quando
impiegati "one shoot", avranno una consistenza di circa 2.500
militari.
In questa composizione la landing force dovrà disporre, oltre ai due
reggimenti "d’assalto", di due compagnie mortai pesanti, una "Recon",
due batterie a/a Stinger, due compagnie genio-guastatori, due
compagnie (squadroni) Esploranti, ed una sezione di sei elicotteri
da combattimento Mangusta.
Negli ultimissimi anni il San
Marco è stato impiegato soprattutto in teatro in lunghe operazioni
di peace enforcing e di peace keeping, e molto raramente come entry
force expeditionary. Parimenti questa nuova Forza di Proiezione dal
Mare rischia in futuro di essere impiegata molto poco in
"proiezioni", e molto più spesso in lunghe operazioni nelle quali
l’elevata manovrabilità non è un requisito fondamentale.
In tal senso devono essere previsti sin da ora degli "augmenties" per
"appesantire" alla bisogna la Forza di Proiezione dal Mare: quando
serve, i Marines americani possono schierare anche i Bradley e gli
Abrams…
E allora, verso quale unità minima di manovra si indirizzerà la nostra
Forza di Proiezione dal Mare: la più agile squadra di sei uomini del San
Marco, o la squadra di 11/12 uomini dei Marines che può sviluppare un
enorme volume di fuoco?
Articolo da Dedalonews:
http://www.dedalonews.it/it
Il Col. Motolese comandante del Centro di
Integrazione Anfibia
Per costituzione forza da sbarco congiunta
Lagunari - San Marco
Il Col.
Emilio Motolese ha assunto la responsabilità del Centro di Integrazione
Anfibia, chiamato ad omogeneizzare l'addestramento, le procedure, i
materiali degli uomini del Reggimento Lagunari "Serenissima" dell'Esercito e
del "San Marco" della Marina Militare, nell'ambito della costituzione di una
Forza da sbarco nazionale, di cui lo stesso ufficiale è stato designato a
ricoprire l'incarico di vicecomandante. L'obiettivo è quello di ottimizzare
le risorse già esistenti per realizzare una nuova forza da sbarco
interforze, con sede a Brindisi, in grado di intervenire in caso di
necessità, integrandosi facilmente anche in operazioni multinazionali. Alla
realizzazione della Forza da sbarco la Marina Militare partecipa con le navi
San Marco, San Giusto e San Giorgio e con le forze della propria Commander
Amphibious Task Force. L'Esercito contribuisce con due compagnie genio, due
batterie contraerei, elicotteri Mangusta e blindo Centauro. Complessivamente
sono circa 2.000 (1.000 soldati del Reggimento Lagunari e altrettanti uomini
di supporto) i militari che l'Esercito mette a disposizione della nuova
Forza da sbarco. Già comandante del Reggimento Lagunari durante la missione
in Iraq della Brigata Pozzuolo del Friuli, tra maggio e settembre 2004,
Motolese ha rivestito in precedenza nel Reggimento San Marco il ruolo di
vice comandante del Gruppo operativo. "L'aver già prestato servizio in
entrambi i reparti - sottolinea l'ufficiale, 46 anni, originario di
Conversano (Bari), laureato in Scienze politiche presso l'Università di
Trieste e in Scienze strategiche presso l'Università di Torino - mi dà ora
la possibilità di riannodare i miei contatti con Venezia e di rinsaldare i
vincoli di affetto che mi legano ai Lagunari". "Già da capitano, quando
prestavo servizio nel San Marco - ricorda Motolese - tutti noi giovani
ufficiali auspicavamo la creazione di un reparto che accorpasse il
Reggimento Lagunari Serenissima e il San Marco, che già hanno mentalità,
addestramento, mezzi e materiali similari". Prove tecniche di integrazione
tra i due reparti sono già state effettuate in occasione di varie
esercitazioni internazionali congiunte: la Bright Star in Egitto, la Eolo in
Francia e recentemente la Watc (West African Training Cruise) in Africa.
Giunta al COMFORSBARC
di BRINDISI
la 3ª Compagnia LAGUNARI
Il 02
maggio è giunta la 3ª COMPAGNIA LAGUNARI (Cap. FREDA) a COMFORSBARC (COMANDO
FORZA DA SBARCO) in quel di BRINDISI. La compagnia è formata da 129
LAGUNARI.
Effettueranno il corso di ABILITAZIONE ANFIBIA presso COMFORSBARC dal 03
maggio al 31 maggio, durante tutto il periodo del corso saranno imbarcati su
NAVE "SAN MARCO" (L9893).
Durante il
corso i LAGUNARI prenderanno dimestichezza con mezzi e vettori (navali ed ad
ala rotante) in dotazione alla MARINA MILITARE (LPD classe SAN GIORGIO e
elicotteri SH 3D, EH 101, AB 212) e tecniche della MARINA MILITARE e del SAN
MARCO (discesa dagli elicotteri con tecnica del "barbettone" e "corda
doppia") e per affinare le procedure tecnico-tattiche tra LAGUNARI e SAN
MARCO (compito del Centro di Integrazione Anfibia, di cui io sono il
DIRETTORE, è proprio quello di "omogeneizzare" e "standardizzare" le
procedure in ambito Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare).
Prima di
giungere a BRINDISI, la 3ª COMPAGNIA ha effettuato un corso ROCCIA ( presso
VILLA DI TEOLO - PD con istruttori di COMALP) e un corso ESPLOSIVI (con
istruttori del GENIO).
Al termine
del CORSO DI ABILITAZIONE ANFIBIA la 3ª compagnia parteciperà
all'esercitazione "MARE APERTO" (dal 5 giugno al 21 giugno) della MARINA
MILITARE (sempre IMBARCATI su NAVE "SAN MARCO") insieme ad una compagnia
del reggimento "SAN MARCO" che sarà imbarcata su NAVE "SAN GIORGIO".
All'esercitazione "MARE APERTO" parteciperanno altre UNITA' NAVALI tra le
quali il portaeromobili GARIBALDI.
Brindisi
31 maggio 2006
Brevetto Anfibio a 120 Lagunari dell'Esercito Italiano
Mercoledì 31 maggio, a Brindisi, presso la Caserma “E. Carlotto” del Comando
della Forza da Sbarco della Marina Militare, 120 Lagunari, tra i quali anche
una donna, del Reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito Italiano,
hanno ricevuto il brevetto di abilitazione “Anfibia” quale ulteriore
perfezionamento della già acquisita qualifica “Anfibia E.I.”.
Proprio per completare la formazione per quanto riguarda la “marittimità” e
quindi la possibilità di operare con la componente navale della Forza
Anfibia italiana e di altre Marine, i colleghi dell’Esercito Italiano hanno
utilizzato per quattro settimane l’esperienza e le infrastrutture del
Comando Forze da Sbarco della Marina Militare, ubicate lungo la costa e
l’entroterra di Brindisi.
Il brevetto permetterà ai militari del Reggimento Lagunari di operare dalle
Navi da Assalto Anfibio tipo LPD (Landing Platform Dock), dai mezzi da
sbarco della Marina Militare e effettuare elisbarchi con tecnica del
“barbettone” o “corda doppia” da elicotteri della Marina.
Proprio l’esperienza anfibia maturata dal Reggimento San Marco in oltre un
secolo di operazioni dal e sul mare è stata considerata il nucleo di
dottrina e competenza specialistica da porre alla base della Capacità di
Proiezione dal Mare che sarà ottenuta integrando le risorse fornite dalla
Marina Militare, con il Reggimento “San Marco” e dall’Esercito Italiano, con
il Reggimento “Serenissima”.
Anche l’Italia ha avviato la trasformazione del proprio strumento militare
nazionale in senso “expeditionary”, con l’avvio di iniziative nazionali e
multinazionali nel segno della tradizione del Reggimento San Marco, l’erede
delle secolari glorie della Fanteria di Marina che risalgono al 1713 e che
hanno sempre visto i fucilieri di Marina in prima linea nelle crisi
internazionali: dalla Cina nel 1905, al Libano, alla Somalia, al Kosovo,
all’Afghanistan e all’Irak.
29 Agosto 2006
"Operazione Leonte"
Con il saluto delle
autorità di Governo e militari ha preso il via l’Operazione Leonte.
L’arrivo delle navi nelle acque libanesi è previsto per venerdì
prossimo.
Al largo di Brindisi l’amphibious task force della Marina Militare
(composta dalle navi Garibaldi, San Marco, San Giorgio, San Giusto e
Fenice) è stata raggiunta dal presidente del Consiglio
Romano Prodi,
dal ministro della Difesa
Arturo Parisi,
dai tre sottosegretari alla Difesa e dai presidenti delle commissioni
Difesa di Camera e Senato.
I vertici militari erano ovviamente presenti al
gran completo: l’ammiraglio
Giampaolo di Paola,
capo di stato maggiore della Difesa, i capi di stato maggiore delle
quattro Forze Armate, tra questi l’ammiraglio
Paolo La Rosa
a fare gli onori di casa (a destra), il direttore del SISMI
Nicolò Pollari
ed il CINCNAV ammiraglio
Bruno Branciforte.
Da segnalare la presenza del generale
Fabrizio
Castagnetti, attuale Comandate del Centro Operativo di Vertice
Interforze, che è stato designato dal ministro Parisi come prossimo
responsabile della Cellula di Direzione Strategica della Missione UNIFIL
presso il Dipartimento per le Operazioni di Peace-Keeping dell’ONU.
La cerimonia di
saluto si è tenuta sul ponte di volo del Garibaldi, alla presenza
dell’ammiraglio di divisione
Giuseppe De
Giorgi, che comanderà le navi dell’amphibious task force, e
del contrammiraglio
Claudio
Confessore che comanderà sul terreno la Joint Landing Force.
Joint perché, pur basata fondamentalmente sulla
Forza da Sbarco e delle Forze Speciali della Marina, comprende anche
assetti dell’Esercito, in primis una compagnia di Lagunari del
Reggimento Serenissima ed elementi del Genio e delle Trasmissioni;
presente anche un’aliquota di Carabinieri con compiti di polizia
militare del contingente.
L’ammiraglio Di Paola ha sottolineato come la
Leonte segni l’esordio operativo della Forza di Proiezione dal Mare come
entry force a favore delle follow-on forces.
«Il cardine della Forza di Proiezione dal Mare - ha spiegato il capo di
SMD - è rappresentato da due reparti di elite dell’Esercito e della
Marina, che singolarmente hanno già operato brillantemente e con onore
in numerose missioni, anche sul suolo libanese: il Reggimento Lagunari
Serenissima e il Reggimento San Marco, sostenuti dalla componente
aeronavale nel ruolo di Comando, controllo e di supporto operativo e
logistico.
Questi reparti, dopo un percorso di integrazione operativa, durata circa
un anno, sono oggi in grado di assolvere ad una vasta gamma di compiti -
ha continuato Di Paola - in piena sinergia ed in assoluta
interoperabilità, unitamente agli assetti forniti, a seconda delle
esigenze, da tutte le altre componenti dello strumento militare».
Fortemente voluta proprio da Di Paola e costituita non più di un anno
fa, nel suo discorso lo stesso ha definito La Forza di Proiezione dal
Mare «una concreta testimonianza della trasformazione avviata dalle
nostre Forze Armate nel riferimento ineludibile del "trasformarsi
operando", un’altra tappa del sempre più spinto percorso di integrazione
interforze che caratterizza la trasformazione delle Forze Armate
nazionali».
Particolarmente interessanti alcuni elementi emersi nel corso della
successiva conferenza stampa.
L’ammiraglio Giampaolo Di Paola ha sottolineato come la situazione sia
estremamente fluida, i contatti con il Comando UNIFIL sono costanti, e
quindi non è possibile ipotizzare dove avverrà lo sbarco, anche se è
molto probabile che possa avvenire a Tiro, smentite quindi le
indiscrezioni di stampa che le avevano localizzato a Naqoura.
Inizialmente, infatti, l’area di intervento del contingente italiano
dovrebbe corrispondere alla cosiddetta "tasca di Tiro", una zona di
ventina di chilometri intorno al porto libanese che in precedenza non
faceva parte dell’area in cui operavano gli osservatori di UNIFIL.
Lo stesso Di Paola ha affermato che non è possibile preventivare una
data nella quale avverrà il Transfer of Authority del nostro contingente
sotto il Comando UNIFIL, ma che è intenzione farlo il più presto
possibile, non appena i nostri saranno sbarcati e la forza sarà stata
"assemblata" sul terreno.
In questa prima fase la entry force del contingente italiano conterà a
regime 1.041 militari.
Riguardo la distribuzione definitiva sul territorio della forza, lo
stesso Di Paola ha poi sottolineato che, sulla base delle "percezioni"
attuali, è probabile che quando tutto il dispositivo previsto dalla
risoluzione 1701 sarà schierato in Libano, è probabile che l’area da
controllare sarà suddivisa in due.
Estratto da: Defense
News,gennaio 2008.
Italy Joint Landing Force Works To Find Its Feet
By TOM KINGTON
ROME - As Italy's joint Army-Navy landing force, known as
COMFORSBARC, enters its third year, planners say they are getting
closer to making the mix work as training puts the partners in new
roles.
Since March 2006, units from the Navy's San Marco amphibious
regiment have been training under a joint COMFORSBARC landing force
command structure with the Army's Venice-based Serenissima regiment,
which was formed to protect the Venice lagoon. The bottom line, one
official said, is bulking up to carry more weight at the
international level. "It was just fundamental to have bigger
numbers," said Fabrizio Maltinti, landing force chief of staff and
Navy commander.
hile the San Marco now numbers 1,400 troops, the aim is to create a
brigade level force of 4,000 by 2010, including a ground combat
element of 2,500. As part of training in 2008, Lagunari, as the
Serenissima regiment soldiers are known, will head up onto the
beachhead during an amphibious exercise to run the land-based
command-and-control portion of a joint force landing operation.
"This will involve the Serenissima commanding an element of the
Grado assault battalion of the San Marco," said Maltinti. "The
Lagunari will also possibly mount a command-and-control operation at
sea this year," he said. "Running an operation from a command
vessel, rather than from the land, requires a different mind-set."
In the run-up to the exercises planned for this year, a company of
Lagunari trained for a month in both 2006 and 2007 with the San
Marco regiment. Two cycles of training for Army personnel - one for
190 and one for 150 personnel - also will take place this year.
Overseeing the mix is a permanent command, now numbering 130,
including 45 Army staff, and led by Navy Rear Adm. Claudio
Confessore, who masterminded the Italian Navy's landing of troops
in southern Lebanon in 2006 to start the U.N.'s beefed- up
peacekeeping mission in the wake of the Lebanon-Israel conflict.
From the Army, Confessore's deputy is Brig. Gen. Emanuele
Sblendorio. The Lebanon landing was typical of a modern amphibious
landing: more unloading and logistics than assault under fire. To
handle the job of rapidly bringing onto land the enormous quantity
of gear needed for peacekeeping, the San Marco units rely on three
8,000-ton landing platform dock vessels: the San Marco, San Giusto
and San Giorgio. A fourth vessel has long been on the Navy's wish
list, but despite an uptick in Italian procurement, a new
acquisition remains on the drawing board. Planners are nevertheless
aiming high, and they have set their sights on a 17,000- to
20,000-ton version that could ferry 600 to 700 landing troops and
carry LCM 8 landing craft, rather than the smaller LCM 6 craft that
fit into the current LPD fleet. Room for a hovercraft is also being
mulled. The new vessel would have the same on-deck aircraft and
helicopter- osting capability as Italy's new Cavour carrier, which
is set to join the Garibaldi in service and will hold 12
helicopters, including the EH101, NH90 or SH- D, or up to eight
aircraft - now, the Harrier; in coming years, the Joint Strike
Fighter. Italian shipbuilder Fincantieri, meanwhile, is offering the
Navy various designs to ponder, including a modular concept that
could weigh from 14,000 to 21,000 tons, depending on
specifications, and host a 50-by-15- quare-meter floodable dock.
"Ideally, we would add such a vessel to the three LPDs we have,
then buy two more, as the LPDs are retired from service," Maltinti
said.
Another asset on the wish list is a wheeled amphibious vehicle.
"The San Marco was not allowed to use its tracked amphibious AAV-7
vehicles in Kosovo, and we would like the new force to have a
wheeled variant like the Piranha or the Patria," one naval official
said. Local player Iveco is also developing an amphibious wheeled
vehicle using its experience from developing the Centauro wheeled
tank, he said. "The Centauro has a combat weight of 28 tons, and we
would need it slimmed down to 20 tons to fit requirements."
The official said plans launched in 1999 to give the Navy's VCC
tracked vehicles amphibious cladding and a propulsion system, with
four prototypes tested, had meanwhile been slowed in favor of the
plans for a wheeled vehicle buy.
Traduzione
Italia – La Forza Anfibia
Congiunta cerca la sua collocazione.
By TOM KINGTON
ROMA – Visto che, la congiunta forza da sbarco Italiana,
conosciuta come COMFORSBARC, entra nel suo terzo anno, gli ideatori
affermano che sono vicini a costituire con questa unione, un corso
di formazione per i nuovi ruoli.
Da marzo 2006, l’unità del Reggimento anfibio Marina San
Marco si è addestrato alle dipendenze del comune comando di forza da
sbarco COMFORSBARC con il Reggimento Lagunari Serenissima ,
dell’esercito di base a Venezia, il quale era stato formato per
proteggere la laguna di Venezia.
Il risultato finale, ha affermato un ufficiale, é quello di
espandere e portare maggior peso a livello internazionale. “Era
proprio essenziale avere una aumentata capacità” ha detto Fabrizio
Maltinti capo di stato maggiore della forza da sbarco, e comandante
della Marina.
Mentre il San Marco attualmente é costituito da una truppa
di 1,400 elementi, lo scopo è quello di creare una brigata con una
forza di 4,000 uomini per il 2010, includendo un gruppo da
combattimento terrestre di 2,500 uomini.
Come parte dell’addestramento nel 2008, i Lagunari,
militari del Reggimento Serenissima quali sono conosciuti, si
dirigeranno sulla spiaggia durante l’esercitazione anfibia per
coordinare la parte terrestre comando e controllo, dell’operazione
della forza da sbarco congiunta.
“Questo coinvolgerà il Serenissima il quale sarà al comando
di una componente del battaglione d’assalto Grado del San Marco” ha
affermato Maltinti.
“i Lagunari quest’anno, prepareranno forse anche una
operazione di comando e controllo a mare” ha detto (Maltinti)
“Dirigere una operazione da una nave comando, piuttosto che
da terra, richiede un differente atteggiamento mentale”.
Nel percorso relativo agli addestramenti pianificati per
quest’anno, ci sarà anche una compagnia di Lagunari che si
addestrò per un mese nel 2006 e nel 2007 con il reggimento San
Marco.
Quest’anno vi saranno inoltre due cicli di addestramento
per personale dell’esercito, uno con una forza di 190 elementi ed
un altro di 150 .
La supervisione per questa configurazione è un comando
permanente, che attualmente è costituito da 130 militari
inclusivi di 45 elementi di personale dell’ Esercito, comandati
dall’Ammiraglio di Divisione Claudio Confessore, il quale diresse le
truppe anfibie della Marina Italiana nel sud del Libano, all’inizio
della missione di pace conseguente il conflitto Israelo-Libanese, il
vice comandante di Confessore invece, proviene dall’esercito ed è il
Brigadiere Generale Emanuele Sblendorio.
La presa di terra in Libano è stata una tipica e moderna
operazione di sbarco anfibio, caratterizzata più da movimentazione
di materiali e logistica, che da un assalto sotto il fuoco .
Per attuare l’incarico di portare rapidamente a terra
l’enorme quantità di equipaggiamento necessario per l’operazione
relativa al mantenimento della pace, le unità del San Marco
possono contare su tre navi da trasporto anfibio di 8,000
tonnellate, il San Marco, il San Giusto, ed il San Giorgio.
Una quarta nave e’ da lungo tempo nella lista dei desideri
della Marina, ma malgrado l’interesse Italiano per l’ottenimento,
l’acquisizione di detta nave rimane per ora a livello di studio.
I pianificatori tuttavia mirano in alto, ed hanno messo i
loro occhi, su una versione di nave da 17,000 a 20,000 tonnellate,
che può traghettare da 600 a 700 uomini di truppa e portare un
mezzo da sbarco LCM8 al posto del più piccolo LCM6 che è in
dotazione alla attuale flotta LPD, inoltre è nei progetto maggior
spazio per alloggiare anche per un hovercraft.
La nuova nave dovrebbe avere la capacità di portaerei e
portaelicotteri, come la nuova portaerei italiana Cavour, la quale
si aggiungerà alla Garibaldi che è già in servizio e che porta 12
elicotteri, inclusi EH101,NH90 o SH-3D, oppure fino ad otto
aeroplani attualmente l’Harrier, nei prossimi anni il Joint Strike
Fighter.
Frattanto i cantieri navali Fincantieri stanno offrendo
alla Marina diversi progetti su cui ponderare, incluso un concetto
modulare che potrà pesare dalle 14,000 alle 21,000 tonnellate, a
seconda delle specifiche, e che potrà trasportare un bacino
allagabile di 50 per 15 metri (per ospitare LCM).
“Idealmente vorremmo aggiungere questa nave alle tre LPDs
che abbiamo , poi acquistarne altre due dato che le LPDs saranno
ritirate dal servizio” ha detto Maltinti.
Un altro mezzo nella lista dei desideri, è quello di un
veicolo anfibio gommato.
Un ufficiale della Marina ha detto che Il San Marco non
era stato autorizzato ad usare l’anfibio cingolato AAV-7 in Kosovo,
pertanto si vorrebbe per la nuova forza di proiezione, avere una
variante gommata come il Piranha od il Patria.
Ha aggiunto che la locale Iveco sta sviluppando un veicolo
anfibio gommato usando l’esperienza acquisita sviluppando il veicolo
blindato Centauro.
“ Il Centauro ha un peso di combattimento di 28 tonnellate,
ed avremmo bisogno di un mezzo più leggero di che pesi 20 tonnellate
per essere adeguato alle esigenze” L’ufficiale ha inoltre detto che
il progetto di studio lanciato nel 1999 di dare alla Marina un VCC
anfibio cingolato dopo quattro prototipi testati, è stato rallentato
in favore del nuovo progetto di acquisire l’anfibio gommato.
La digitalizzazione
della Forza Anfibia.
Il Reggimento San
Marco.
diFabio RIGGI.
Il reggimento San Marco, punta di diamante
insieme ai lagunari dell’esercito, della “Forza di proiezione dal
mare”, può a buon diritto inserirsi nel novero di quelle forze in
possesso delle capacità necessarie per poter mettere in atto i
dettami basati sulle più recenti dottrine ispirate al concept NCW/NEC.
Queste potenzialità sono dovute alla recente acquisizione del
sistema automatizzato di comando e controllo C2PC (Command e Control
Personal Computer). Si tratta di un prodotto, sviluppato dalla
Northrop-Grumman, già in servizio presso l’US Marine Corps, che ha
letteralmente rivoluzionato le procedure riguardanti i processi
decisionali e la trasmissione degli ordini della nostra fanteria di
marina. Unitamente ai sistemi radio multibanda Harris RF-5800H-MP
“Falcon” VHF-UHF, anch’essi recentemente entrati a far parte degli
equipaggiamenti in dotazione al San Marco, il C2PC ha proiettato
verso il futuro le forze anfibie italiane. Il sistema consiste in
una serie di terminali che equipaggiano veicoli e posti comando
mettendoli in grado di scambiarsi informazioni in forma digitale.
Il San Marco possiede 15 veicoli
cingolati anfibi trasporto truppe AAV7 (versione
modernizzata del LVTP 7) dotati di relativo terminale,
più due in versione posto comando i quali sono
equipaggiati con 4 postazioni e quindi potenzialmente in
grado di gestire le operazioni tattiche anfibie in modo
semiautonomo. I veicoli possono sfruttare un sistema di
navigazione GPS e quindi aggiornare automaticamente e
costantemente i dati di posizione verso i propri comandi
superiori. Gli enormi vantaggi in termini di
miglioramento della “situational awareness” forniti da
questa apparentemente semplice funzione sono ormai ben
noti. Inoltre è possibile l’inoltro e la ricezione di
pacchetti d’ordine in forma grafica e trasmetterli e
riceverli digitalmente: tutto in linea con i più moderni
requisiti relativi ai moderni sistemi di C2 in dotazione
alle forze terrestri.
Il San Marco ha sviluppato un sistema di
posti comando modulari denominato MCPS (Modular Command Post system)
che a partire dal livello compagnia fino ad arrivare a quello
Brigata è in grado di sfruttare al meglio e in modalità “expeditionary”,
mezzi e materiali per la realizzazione di strutture di questo tipo.
Il C2PC è anche dotato di software GIS (Geographic Information
Sistem) in grado di fornire un importante funzione di supporto alla
pianificazione mediante l’utilizzo di cartografia digitale
georeferenziata. Aspetto particolarmente importante è la capacità di
interfacciarsi con il MCCIS, il sistema di C2 della MM, rendendo
quindi possibile l’integrazione degli assetti navali con i reparti
anfibi. La possibilità di integrare completamente anche i sistemi di
designazione obiettivi Litton GLDII, anche questi in dotazione al
San Marco, mettendoli in grado di dialogare automaticamente con le
unità di erogazione del fuoco dotate di postazione C2PC, oltre che
con gli AV8B “Harrier” del GRUPAER, rappresenterà un passo decisivo
verso una vera realizzazione del concetto “sensor to shooter” così
importante nelle nuove filosofie d’impiego. La vera sfida è
rappresentata dall’integrazione con il SIACCON dell’EI, presente nel
reggimento Lagunari “Serenissima”, in modo da rendere i due sistemi
realmente interoperabili, e realizzare pienamente quella che
potrebbe essere una vera “Forza NEC anfibia”.