FORZA DI PROIEZIONE DAL MARE     
         
   

 

   
   

 

 

   
   

La capacità nazionale di proiezione dal mare deve consentire allo strumento militare di condurre operazioni che prevedano l'inserimento

in ambiente ostile, incerto o permissivo di una forza di sbarco, quale componente di un "ingresso in teatro con uso della forza"

("forcible entry") in vista dell'assolvimento della missione assegnata. Tale forza di sbarco può costituire anche un fattore abilitante

per l'inserimento di ulteriori assetti dal mare, secondo il concetto del "seabasing". Quest'ultimo, da sviluppare in un contesto multinazionale o di coalizione ("coalition seabasing"), prevede di basare in mare le risorse necessarie a sostenere un'operazione fuori area, in modo da svincolarsi dal consenso e/o dal supporto di paesi terzi. 

 

Lo sviluppo della capacità di proiezione dal mare richiede la predisposizione e l'addestramento congiunto di unità operative appartenenti a diverse componenti, segnatamente quella terrestre e quella navale. Elemento cardine del dispositivo è una forza da sbarco a livello di Brigata, in grado di svolgere l'insieme delle operazioni previste per le forze anfibie e di sviluppare nel tempo la capacità di operare quale "Entry Force Battlegroup" anche in profondità.  

 

 

La struttura delle Forze - La componente marittima  

 

Le priorità della Pianificazione di lungo termine richiedono in questo settore migliori capacità di proiezione e sostegno delle forze dal mare, anche a grande distanza dal territorio nazionale. Tale esigenza impone una diversa configurazione della componente marittima, volta ad esprimere un dispositivo sia pure dimensionalmente contenuto ma completo in grado di svolgere, in risposta a situazioni di crisi, operazioni di deterrenza e intervento rapido in aree litorali anche in assenza del supporto di basi o facilitazioni messe a disposizione da paesi terzi.

 

La capacità di proiezione anfibia verrà modernizzata e potenziata sostituendo progressivamente le attuali LPD delle classi San Marco e San Giorgio con nuove unità di maggiori dimensioni. Al momento della sostituzione della portaeromobili Garibaldi sarà inoltre realizzata una LHD/LHA in grado di imbarcare una significativa forza da sbarco e un'aliquota di aeromobili di supporto e dotata di capacità di comando e controllo adeguate alla gestione di operazioni aeronavali e anfibie complesse (livello MCC/(C)JTF/ CATF/CLF).

 

Le capacità di "Power projection" si baseranno sulla portaerei Cavour, in grado di schierare un mix di velivoli ad ala fissa ed elicotteri. L'ossatura delle unità di prima linea sarà costituita da 12-13 caccia e fregate con capacità di difesa antiaerea, antisom e di attacco in profondità di obiettivi terrestri, appartenenti alle classi "Orizzonte" e "Rinascimento" (FREMM), secondo una linea progettuale di sviluppo che prevede una riduzione numerica, a fronte di un aumento delle capacità operative delle singole piattaforme. Il supporto logistico in mare sarà garantito da una nuova classe di navi rifornitrici che sostituiranno nel tempo le attuali Stromboli ed Etna.

 

Le capacità di trasporto e supporto della componente aerea imbarcata saranno rafforzate con l'introduzione in servizio dei nuovi elicotteri EH-101 e NH-90, mentre l'ammodernamento dei velivoli AV8-B garantirà migliori capacità di protezione della flotta e di proiezione di potenza in attesa della loro sostituzione, prevedibilmente affidata al JSF.

L'ingresso in linea dei sommergibili classe Todaro (U212A) consentirà notevoli progressi qualitativi e capacitivi alla componente subacquea che tuttavia, in relazione alla mutata minaccia delineata nei nuovi scenari operativi, sarà anch'essa ridimensionata sul piano numerico. Le prevedibili, ridotte esigenze nel settore del contrasto ai sottomarini richiederanno analogamente un minore impegno alla flotta dei pattugliatori marittimi che sarà progressivamente ridotta.

 La nuova enfasi sarà verso più ampie capacità di sorveglianza e controllo delle aree marittime incidenti al territorio nazionale e di supporto alle operazioni di proiezione, che saranno sviluppate in un'ottica integrata e interforze nell'ambito del "Joint Surveillance and Command System", già citato fra i moltiplicatori strategici.

Lo sviluppo delle capacità di proiezione comporterà anche una contrazione delle unità di seconda linea, le cui capacità, tuttavia, saranno incrementate nelle nuove classi così da metterle in grado di fornire un maggiore contributo al controllo delle linee di comunicazione e al supporto alle forze proiettate. Verranno migliorate anche le capacità di supporto ai sommergibili e alle unità cacciamine e le capacità di esplorazione oceanografica.

In sintesi, lo sforzo sarà diretto a realizzare una componente marittima più flessibile e versatile, in grado di produrre maggiori effetti operativi anche all'interno dell'ambiente terrestre e a gradi distanze dalla madrepatria. Parallelamente verrà aumentata la capacità di fornire specifici contributi alle operazioni a minore scala mediante l'utilizzo di nuove navi individualmente in possesso di più complete capacità.

Le forze armate italiane non potevano continuare ad eludere il requisito della creazione di una forza anfibia più robusta; il nuovo scenario, con annessa la necessità di costruire pacchetti di forze sempre più expeditionary, lo richiedeva. Non si trattava di creare chissà che cosa in termini di nuove capacità e mezzi, ma semplicemente di "guardare a quello che c'era in casa", razionalizzare e mettere a fattor comune assetti che già c'erano per creare una forza di spedizione con una maggiore massa critica. Il San Marco, nella sua attuale configurazione, è una forza comunque leggera adatta per compiere limitate operazioni anfibie tipo colpi di mano, raid ed altro, più che vere e proprie operazioni di forcible entry. Senza andare a scomodare i Marines americani, le forze armate di Paesi come Francia, Spagna o Gran Bretagna, hanno tutte unità di fanteria di marina di maggiore robustezza e con configurazioni di livello brigata. Certo, si tratta di Paesi con una tradizione ed una cultura expeditionary che l'Italia non ha, tuttavia era quanto meno doverose adeguarsi a certi standard che poi, sono gli standard richiesti dai nuovi scenari. Da qui il processo, ormai pienamente awiato, per la creazione di una Forza di Proiezione dal Mare che integrasse, operativamente e da un punto di vista addestrativo, reggimento San Marco della MM e reggimento Lagunari dell'Esercito Italiano.

La Forza di Proiezione dal Mare: concetto e requisiti


È lo stesso Stato Maggiore della Difesa, nel suo documento "Investire in Sicurezza", a tracciare le coordinate di un concetto di proiezione interforze dal mare riguardante la creazione di un Joint Task Group a preAll'assalto con valente connotazione barchini a chiglia rigida. anfibia, da utilizzare La futura quale Joint lnitial Entry Landing Force Force o Joint Rapid Resarà composta sponce Force, compleda due unità to dei relativi comandi operative di per il Task Group e per manovra. la Landing Force. In sostanza si tratta di creare una forza da sbarco a livello brigata leggera in grado di condurre operazioni "expeditionary", al fine di effettuare missioni che prevedano l'inserimento, in ambiente ostile, incerto o permissivo, di una Landing Force quale componente di una forcible entry per azioni isolate predeterminate od a premessa di ulteriori assetti followono In termini operativi tutto questo significa integrare quantitativamente e qualitativamente Lagunari e San Marco per creare una forza con una massa critica superiore capace di condurre operazioni anfibie su scala maggiore rispetto a quella di un semplice raid o colpo di mano, Per ciò che concerne la tempistica, entro la fine del 2006 l'obiettivo è rendere operativo un Gruppo Tattico di livello battaglione (600 uomini) comprensivo di una compagnia fucilieri dei Lagunari ed a seguire, tra il2008 ed ì1201 O, il conseguimento della capacità di proiettare un Gruppo Tattico di due battaglioni (600+600 uomini) con la possibilità di esprimerli assieme" 0ne shot".

 

Il processo dovrebbe concludersi dopo il 2010 quando due Gruppi Tattici a livello reggimento (1.200+ 1.200 uomini) dovranno essere proiettati in modo separato o assieme, "0ne shot", in un pacchetto pertanto di livello brigata.
Più nel dettaglio, oltre questo orizzonte temporale, la nuova forza di proiezione italiana comprenderà una struttura C41 per il CATF (Commander Amphibious Task Force), ovvero per il Comandante della forza anfibia operativa, e per il CLF (Commander Landing Force), ovvero il Comandante della forza da sbarco. La Landing Force dovrà essere articolata su un pacchetto di forze comprendente due reggimenti di manovra (San Marco e Lagunari) più una serie di assetti di supporto quali (che, per quanto riguarda la parte EI, sono messi a disposizione per l'esigenza anfibia anche da unità diverse dal reggimento Lagunari): due compagnie mortai pesanti (mortai da 120 mm), una compagnia RECON, due batterie aria-aria di missili Stinger, due compagnie genio guastatori, due squadroni esploranti su blindo Centauro, una sezione di sei elicotteri d'attacco Mangusta, un CSSG (Combat Service Support Group) ed un nucleo SDO (Sommozzatori Demolitori Ostacoli)
.

La componente navale vedrà al vertice un'unità navale sede di comando imbarcato per CATF e CLF. AI proposito, nel caso in cui i due Gruppi Tattici, Lagunari e San Marco, vengano proiettati assieme, l'unità sede del CATF e del CLF non potrà che essere il Gariba/di o il Cavour, le sole navi in grado di ospitare ambedue gli staff al completo degli organici (mentre in casi di pacchetti di livello minore il comando può essere imbarcato anche sul San Giusto). Altre unità ed assetti riguarderanno LPD, portaeromobili (appunto il Cavour il Gariba/dI), navi di altura, un Role 2 imbarcato (ospedale imbarcato), eventuali unità mercantili (in noleggio), assetti SF (Strategie Enablers) ed assetti dell'Aeronautica Militare per il trasporto strategico.
La struttura di comando della forza di proiezione vedrà ruotare tra EI e MM l'incarico di CLF, con turni di rotazione magari biennali sulla scorta di quanto avviene per la SILF (Spanish Italian Landing Force), mentre il COMFORSBARC (COMando FORza da SBARCo), che ovviamente resterà alla MM nelle vesti di un contrammiraglio, sarà il "parent" Headquarters del CLF.
Vale la pena aggiungere che lo staff di COMFORSBARC sarà completamente interforze, sommando personale di EI ed MM (ivi compreso un vicecomandante dell'Esercito), e che le forze del pacchetto resteranno organicamente dipendenti dagli attuali Comandi di appartenenza, quindi COMFORSBARC per il San Marco, brigata "Pozzuolo del Friuli" per i Lagunari o da altre unità ancora per ciò che concerne gli assetti restanti. Nel caso degli A 129 vale la pena ricordare che per sei elicotteri del 5° reggimento A VES" Rigel" è in corso la tanto invocata qualificazione anfibia che consentirà loro di operare come assetti a disposizione del pacchetto della Forza di Proiezione dal Mare, quindi di condurre, con la relativa certificazione, le operazioni di decollo/appontaggio dalle LPD e da Garibaldi e poi Cavour (al proposito è stato istituito un apposito gruppo di lavoro).

Il CIA e l'addestramento

Per portare avanti il processo di integrazione tra San Marco e Lagunari è stato creato un apposito Centro di Integrazione Anfibia. Il CIA è comandato dal vice di COMFORSBARC (attualmente il colonnello Emilio Motulese dei Lagunari), che si avvale di un vicedirettore e di una segreteria
organizzativa, ed è composto da due uffici: il1 o ufficio formazione ed addestramento ed i12° ufficio interoperabilità. Addestramento e interoperabilità sono infatti i due principali binari lungo i quali marcia il processo di integrazione dei due reparti.

Per quanto riguarda l'addestramento, è necessario creare un percorso formativo in grado di portare al conseguimento di una certa omogeneità sia al livello dello stesse pratiche di training sia a livello procedurale. In questo quadro tutto il personale dell'EI che parteciperà alla nuova Forza di Proiezione dal Mare, dovrà prima essere portato al livello addestrativo dei Lagunari, con la conseguente qualificazione anfibia dell'Esercito, poi ottenere l'abilitazione anfibia della Marina Militare. Il modulo per conseguire l'abilitazione anfibia MM,tenuto presso COMFORSBARC, avrà una durata di un mese (tre settimane di addestramento ed una settimana di esercitazione), durante il quale il personale dei Lagunari (o quello portato alla standard dei Lagunari) riceverà un'infarinatura di dottrina anfibia e di impiego dei natanti. A livello addestrativo-operativo vi sarà il completamento elicotteristico per le operazioni di assalto verticale, in particolare la discesa da elicottero con modalità "barbettone" (fast rope) o a corda doppia e la pratica per le operazioni di sbarco sui mezzi in entrata ed uscita dalle unità navali.

Allo stesso tempo il personale del San Marco frequenterà un modulo land, anche questo della durata di un mese, presso COMFORSBARC, ma tenuto da istruttori dei Lagunari. Il modulo riguarderà essenzialmente una parte relativa alle attività di comando ed all'impiego dei mezzi e degli uomini a terra ed una parte riguardante la logistica, in particolare la logistica di campo.Venendo agli equipaggiamenti ed ai materiali, in tempi di vacche magre (in termini di in Lagunari sono vesti menti), si cercherà stati quanto più possibile di modernizzati ed equipaggiati razionalizzare rispetto con torretta a ciò che è disponibile armata di in seno ad entrambi i lanciagranate reparti e di armonizzare da40mmMK- gli sforzi in termini di 1geBrowning procurement.

Tanto per fare un esempio, a breve gli uomini del San Marco inizieranno l'affiancamento per l'utilizzo dei mortai a canna rigata da 120 mm dei Lagunari (in attesa che i fondi consentano al San Marco di acquisire questi sistemi) e questa circostanza dovrebbe già verificarsi in occasione dell'esercitazione "Mare Aperto" che si terrà a giugno a Capo Teulada.

All'esercitazione prenderà parte anche la prima compagnia di Lagunari con l'abilitazione anfibia della Marina Militare, unità che peraltro ha già iniziato il modulo addestrativo presso COMFORSBARC.


Le attività in casa San Marco


Già adesso, in casa San Marco, si sta facendo molto per consentire un più rapido e meno indolore possibile passaggio alla nuova Forza di Proiezione dal Mare.
Uno dei tasselli più importanti in questa direzione, ma non solo (visto che un assetto del genere può essere utilizzato per la stessa SILF), riguarda la creazione di un Posto Comando" da campagna" proiettabile. Il nuovo PCM (Posto Comando Modulare) si compone di: una parte su tende (fino a quattro tende del Posto Comando vero e proprio a cui si possono aggiungere tende logistiche), una parte su due VM/TLC o in alternativa due shelters o, ancora, due AAV in versione comando, Due tende, difatti, presentano una apertura tale da inglobare la parte posteriore dei VM 90 in versione TLC (oppure gli shelters o gli AAV). Lo scopo di tali assetti" augmentees" è fornire gli apparati per le comunicazioni radio (HF/VHF/UHF) per la gestione della situazione tattica. In alternativa ai VM/TLC possono essere posizionati gli shelter radio con dotazioni maggiori (sul VM sono presenti generalmente un apparato multibanda, due SRT 634, VHF, ed un SRT 178, HF), Un ulteriore assetto TLC è il sistema satellitare (SICRAL) la cui antenna è posizionata nei pressi del Posto Comando.
Il PC è interamente modulare ed è scomponibile in più moduli a seconda del livello dell'unità che lo utilizza (brigata, reggimento o battaglione). I moduli possano essere impiegati con tutte le funzioni tecniche ed operative attivate (alimentazione elettrica su gruppo di continuità, suppellettili, proiezione video e LAN), indipendentemente o collegati/integrati tra loro per comporre moduli a due, tre o a quattro schermi di proiezione. Ogni modulo può utilizzare da uno a 11 tavoli attrezzati da lavoro, ognuno dei quali ospita quattro operatori collega bili indistintamente alle due reti LAN disponibili. Il PCM è operativo in due ore, tende ed allestimento: per il montaggio sono necessari 100peratori più i tecnici per il sistema di comando e controllo e l'alimentazione elettrica.

 

Il PCM può ospitare sino a 44 operatori che possono collegarsi senza limitazioni a una delle due LAN disponibili (una classificata ed una non classificata), Per ciò che concerne il sistema di comando e controllo, come noto, il San Marco ha da poco acquisito il C2PC (utilizzato anche dall'USMC). Il C2PC è installato sui 25 PC collegati via LAN.   Il sistema consente la rappresentazione della situazione sul terreno su mappe digitali, ivi compresa la posizione di mezzi ed unità sul terreno. Attualmente la posizione viene aggiornata manualmente o con sistemi non real time.    Tuttavia il San Marco è in attesa di acquisire il pacchetto blue force tracking per il riporto automatico in tempo reale.     E' importante notare che il C2PC è interfacciabile con l'MCISS, ovvero con il sistema di supporto al comando imbarcato su tutte le unità di prima linea della MM, compresa nave San Giusto, e sulle unità di tutte le maggiori marine NATO.

Al momento è in corso di studio proprio la modalità di integrazione tra i due sistemi.

 Il C2PC è standard commerciali; prodotto e distribuito dalla Northrop Grumman, è sviluppato su piattaforma Windows con Personal Computers Rugged Notebook completamente protetti contro la pioggia, schizzi di acqua, aria umida salmastra, polvere e sporco. Per assicurare la necessaria continuità della funzione di comando nella fase dello sbarco, ovvero dalla nave a terra finchè non viene montato il PCM, due AA V-7, tra i 18 a disposizione del reggimento, sono stati aggiornati alla versione comando. L'allestimento interno è tuttora in corso e prevede l'installazione di postazioni C2PC (quattro postazioni per un totale di otto PC), un apparato HF CNR 2000, otto VHF (quattro apparati 636), un UHF SATCOM ed un UHF voice. A differenza della versione trasporto personale, equipaggiata con torretta armata di lanciagranate da 40 mm MK-19 e Browning da 12,7 mm (ricordiamo che per quanto riguarda gli AA V in configurazione trasporto personale l'aggiornamento, per la parte meccanica e strutturale, è stato lo stesso sia per i mezzi dei Lagunari sia per i mezzi del San Marco), gli AAV-7 in versione comando sono dotati di una sola Minimi da 5,56 mm. I due mezzi saranno consegnati entro la fine di quest'anno. AI momento il C2PC è interfacciabile con il SIACCON (il sistema di comando e controllo dell'EI che utilizzano i Lagunari) mediante la "coesistenza" di entrambi i sistemi nel Posto Comando. La soluzione migliore, proprio nell'ottica della creazione della nuova componente anfibia interforze, sarebbe nel medio/lungo termine giungere all'integrazione vera e propria tra i due sistemi.


Il Futuro


E' chiaro che la nuova Forza di Proiezione dal Mare abbisogna ancora di risorse ed investimenti. In particolare sono due gli assetti da tutti ormai giudicati indispensabili: una nuova unità anfibia ed un nuovo blindato per sostituire i VCc. Il discorso sulla 4a unità anfibia è piuttosto chiaro:
la nave è una priorità per la Marina e per la Difesa nel suo complesso, requisiti e progetti già ci sono...mancano solo i soldi.
Una nuova unità anfibia, con un dislocamento nell'ordine delle 18/20.000 tonnellate, è del resto necessaria visto che, con le attuali LPD, non è possibile trasportare Lagunari e San Marco a meno che non si voglia effettivamente "trasformare" il Garibaldi in una nave da trasporto, limitandone in questo caso le capacità come portaeromobili. Anche nel caso dell'acquisizione di un nuovo blindato, la situazione è piuttosto chiara: è necessario dotarsi di un blindato ruotato in grado di sostituire i VCC.
Il perché è presto detto: la 12,7 mm ed il lanciagranate del VCC non "bastano", occorre un veicolo con cannone da 25 o 30 mm in grado di lavorare con più efficacia contro postazioni poste a protezione della spiaggia, mezzi e veicoli nemici o contro edifici e nidi di fuoco in eventuali scenari urbani.
Nell'ambito del San Marco è stato elaborato un requisito già trasmesso allo Stato Maggiore della Marina. L'orientamento è per un veicolo tipo il LAV o Piranha (che eventualmente verranno dotati di torretta OTO Melara). La scelta verrà tuttavia compiuta in accordo con SME. Per il resto, dalla mancanza di pezzi di artiglieria all'eventuale impiego di un carro da battaglia in seno alla nuova forza di proiezione (anche se le Centauro possono essere considerate alla stregua di un carro "leggero"), tutto è materia di discussione a tutti i livelli (stampa compresa), ma 4a LPD (o LHD) e blindo ruotato sono una priorità, immediata e irrinunciabile

 

 

   
     
   
   

20/2/2006B

Brindisi:

Ospiterà i primi marines interforze.

Esercito e Marina al lavoro per creare una nuova Forza anfibia nazionale col Reggimento Lagunari Serenissima (Esercito) e il Reggimento San Marco.

Immaginate che, in un’isola meta di vacanzieri, ribelli abbiano preso in ostaggio tutti gli italiani. Oppure ricordate i difficili soccorsi post- tsunami. Ecco, è in situazioni come queste che può diventare vitale una Forza nazionale da sbarco che sia “expeditionary”, cioè capace di raggiungere Paesi molto lontani per agire lì indipendentemente da rinforzi e rifornimenti esterni. Nel castello di Brindisi, Esercito e Marina Militare stanno proprio lavorando alla creazione di una nuova Forza anfibia che sommerà le peculiarità del Reggimento Lagunari Serenissima dell’Esercito, con quelle del Reggimento San Marco.
Il comando stabile dei primi marines interforze avrà sede a Brindisi e, a regime, conterà su circa 2.500 persone. Oneri e onori ricadranno su due ufficiali del Barese che la «Gazzetta» ha intervistato in esclusiva. uturo comandante della nuova Forza da sbarco nazionale sarà il contrammiraglio Michele Saponaro, originario di Triggiano e attuale comandante della Forza da Sbarco della Marina Militare (a sinistra). Futuro vicecomandante sarà il colonnello dell’Esercito Emilio Motolese (di Conversano). A lui - che vanta già un curriculum interforze, essendo cresciuto professionalmente tra divise verdi e blu - è toccato il compito di dirigere il Centro di integrazione anfibia che dovrà rendere omogenee le specialità di Lagunari e Marò.
«Poche nazioni hanno una capacità anfibia, una forza di proiezione dal mare, credibile - dice Michele Saponaro - capace di operare con risultati tangibili, in tempi brevi, autosostenendosi in teatri lontani e con una forza di impatto capace di scoraggiare. Per questo la Difesa ha puntato sui due elementi di manovra di cui dispone: il San Marco e i Lagunari. Inoltre, questa nuova Forza non assorbe altri quattrini e risponde ad una necessità di ottimizzazione delle risorse delle Forze armate, in chiave interforze». «I compiti della nuova Brigata - spiega l’ammiraglio - andranno dall’assistenza umanitaria, all’ingresso in aree ad alta intensità conflittuale. Noi risponderemo così anche alle esigenze della Nato e a quelle dell’Unione europea, cui l’Italia (assieme alla Spagna) assicura l’unica forza anfibia».
«Per raggiungere questo risultato - dice Emilio Motolese (nella foto durante la missione Antica Babilonia) - stiamo creando percorsi formativi, d’addestramento e procedure, tali da poter avere un risultato omogeneo ma nel rispetto delle singole specificità. Perché il valore aggiunto di questa nuova Forza di proiezione dal mare è quella di avere il meglio di entrambe le Forze armate». «Per esempio -interviene l’ammiraglio Saponaro - i nostri colleghi dei Lagunari non sbarcano dalle navi anfibie e ora lo impareranno». «Oppure - aggiunge Motolese - ci sono elicotteri della Marina e dell’Esercito, le procedure sono diverse perché l’addestramento è mirato a scopi diversi, ora bisogna integrarli».
Circa l’integrazione c’è da dire che tanto i Lagunari, quanto i Marò, hanno potuto confrontarsi sul campo sia in esercitazione (come il West African Training Cruise 2005, in Nuova Guinea, cui si riferisce la foto qui sotto), sia in operazione (in Iraq).
Poi, per centrare l’ambizioso obiettivo di avere una Forza che, in tempi brevi, sia pronta a raggiungere una qualsiasi area costiera, riuscendo ad autosostenersi in quel territorio, anche logisticamente, per tempi abbastanza lunghi, il colonnello Motolese e i suoi collaboratori stanno anche censendo le professionalità, incluse quelle di Aeronautica Militare e Carabinieri. «Ci sono forse metereologi più bravi dei colleghi dell’Aeronautica? E che dire di come svolgono la funzioni di Polizia militare i Carabinieri che sono un esempio anche per le Forze armate estere», cita a titolo esemplificativo l’ammiraglio Saponaro.
Insomma, nel castello di Brindisi si sta facendo un lavoro enorme che, tra l’altro, è anche un primo sforzo concreto per dare sostanza alla nuova visione strategica dello Stato Maggiore della Difesa, con Forze Armate da impiegare in modo integrato, nell’ambito di un vasto impegno di razionalizzazione degli investimenti (da dosare col contagocce dopo i tagli dell’ultima manovra Finanziaria).
I tempi? «Tra giugno e luglio - conclude il colonnello - una prima compagnia Lagunari sarà pronta a cooperare in seno alla nuova componente anfibia».

 
La "dote" della Marina Militare per la nuova Forza di proiezione dal mare


La Marina Militare porta in "dote" alla nuova Forza di proiezione dal mare:
- il Reggimento "San Marco", composto da 1.300 persone (un reparto comando, un battaglione assalto, un battaglione logistico e una compagnia operazioni speciali);
- i relativi equipaggiamenti del "San Marco", nonché i mezzi anfibi cingolati (AAV7), le "jeep" (WM90) e i camion (HD6 e ACTL);
- tre navi anfibie per l’imbarco e il trasporto, cioè "San Giusto", "San Giorgio" e "San Marco"; va aggiunto che questi natanti possono anche assolvere alla funzione di nave ospedale;
- navi da schierare a difesa: una portaerei (per il momento, in attesa del "Cavour", il "Garibaldi"), due caccia, una nave rifornitrice e altre;
- elicotteri EH101, SH3D e AB212;

- aerei AV8B a decollo corto e atterraggio verticale, cioè ideali per operare da una portaerei;
- staff e assetti per il comando e controllo (la parte del nucleo comando di pertinenza della MM e le strutture sede del comando, a Brindisi);
- è previsto che ci sarà un ospedale da campo (Role2) imbarcato, cioè un vero e proprio ospedale completo di sale operatorie e attrezzature, in grado di operare a bordo e, una volta costituita la testa di ponte, anche sulla terra ferma.


La "dote" dell’Esercito italiano per la nuova Forza di proiezione dal mare

La "dote" dell’Esercito italiano per la nuova Forza di proiezione dal mare:
- il Reggimento Lagunari "Serenissima" composto da 1.000 persone (un reparto comando, tre compagnie assalto, una compagnia mortai pesanti, una compagnia controcarri, una compagnia supporto logistico, una compagnia mezzi anfibi e un plotone esploratori);
- i relativi equipaggiamenti dei "Lagunari", nonché i mezzi anfibi cingolati (AAV7), le "jeep" (WM90) e i camion (HD6 e ACTL);
- due batterie di missili per la difesa aerea tipo "Stinger";
- due squadroni esploranti su blindo "Centauro" (un carroarmato su ruote, capace di muoversi rapidamente sul terreno e però dotato anche di una solida blindatura e di protezione contro eventuali attacchi batteriologici e chimici);
- due compagnie genio guastatori (cioè capaci sia di bonificare le strutture ostili, sia di ricostruire le infrastrutture principali di un Paese, come strade, ponti, ferrovie, aeroporti, ospedali, acquedotti);
- da sei a otto elicotteri Mangusta A129CBT;
- staff e assetti per il comando e controllo (la parte del nucleo comando di pertinenza dell’Esercito);
- personale medico da impiegare nell’ospedale da campo (Role2) imbarcato (un vero e proprio ospedale completo di sale operatorie e attrezzature, in grado di operare a bordo e, una volta costituita la testa di ponte, anche sulla terra ferma).

 

 

   
   

21 Marzo 2006

Brindisi :

Presentata la Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare.

 


Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola si è recato in visita al Comando della Forza da Sbarco, per incontrare il Comandante, il Contrammiraglio Michele Saponaro ed il Direttore del Nucleo Iniziale di Formazione e Centro d’Integrazione Anfibia, Colonnello Emilio Motolese. A ricevere il CSMD, il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa e il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte. Dopo un rapido briefing, nel nuovo Posto Comando tattico Campale Modulare (PCM), sulle capacità della Forza da Sbarco e lo stato dei lavori del Centro d’Integrazione Anfibia, la visita è proseguita con una mostra statica dei mezzi in dotazione ai Reparti della Forza.

Nel pomeriggio, gli Ammiragli hanno potuto assistere ad una dimostrazione pratica sulle operazioni anfibie, presso l’area addestrativa di Pedagne, importante sede addestrativa situata all’imboccatura del Porto di Brindisi.

La Forza di Proiezione dal Mare, dovrà possedere le seguenti capacità: operare in aree distanti dal Territorio Nazionale, operare autonomamente per un prolungato periodo di tempo, partecipare alle iniziative dell’Unione Europea e della NATO e poter proiettare le forze a terra da spiagge non attrezzate.

La Forza di Proiezione dal Mare sarà composta dalle Navi anfibie per l’imbarco, il trasporto e la difesa della “Landing Force”(LF), dalle Navi per il trasporto del sostentamento logistico della Forza e dai Reparti da Sbarco (Forza da Sbarco della Marina Militare – Brindisi ed il Reggimento Lagunari “Serenissima” – Venezia ed altri Reparti non organici dell’Esercito Italiano).

 

 

 

 

   
   

23 Marzo 2006

La Giornata della Forza da Sbarco M.M.

da : DEDALONEWS

Scritto da M. Amatimaggio

 

 


Dopo la visita della mostra statica, la giornata dedicata ai media presso il San Marco a Brindisi ha previsto anche un briefing che ha presentato la Forza da Sbarco della Marina Militare.
A similitudine di una "brigata", la Forza da Sbarco attualmente è strutturata sul Reggimento "San Marco", l’elemento operativo, il Reggimento "Carlotto" che assicura il supporto tecnico-logistico e quello formativo, ed il Gruppo Mezzi da Sbarco che fornisce i mezzi navali minori che provvedono al trasporto dalla nave alla spiaggia di uomini e mezzi.

 

 

Il San Marco rappresenta una snella forza di pronto intervento o di reazione immediata, proiettabile dal mare, anche a grande distanza, logisticamente autonoma, anche se per un periodo limitato, in seguito ha necessità di inserirsi in una catena logistica.

 

Dispone di un autonomo sistema di comando e controllo tattico, è il C2PC impiegato anche dai Marines americani, che gli consente di interoperare in ambito combined. Peccato che anche in questo briefing, come peraltro nella mostra statica, non siano stati valorizzati i progressi compiuti dalla Forza da Sbarco in questo settore "strategico".

Con l’adozione di questo sistema, infatti, il San Marco si predispone per la piena integrazione nel sistema "networkcentrico" alla base del moderno warfare: si pensi che su tutti i nuovi mezzi anfibi AAV 7 della Forza da Sbarco è installato un sistema che consentirà di trasmettere in tempo reale al C2PC la posizione del cingolato, un’informazione che sarà riportata sulla cartografia di tutti i terminali del sistema e trasmessa alla nave alla fonda e agli "anelli" della catena di comando!

 



 

Nella componente di volo elicotteristica della Marina Militare è stata sviluppata una capacità di supporto al fuoco e di aeromobilità a favore del San Marco, con un nucleo di piloti e di aeromobili specializzati in questo tipo di missioni, anche con capacità di volo notturno.
Oltre che dal Garibaldi, gli elicotteri possono operare anche dalle tre navi da assalto anfibio della Marina Militare; due di queste (foto a destra) recentemente sono state sottoposti a lavori di trasformazione che hanno aumentato a quattro gli spot disponibili sul ponte di volo per gli aeromobili (due elicotteri leggeri e due medi), che però non possono essere ricoverati nell’hangar sottostante.
Nel briefing sono stati presentati anche i nuovi elicotteri EH-101 nella versione per il trasporto truppe, già consegnati alla Marina Militare, e la nuova portaerei Cavour che potrà ospitare a bordo 325 Fucilieri di Marina del San Marco.

L’unica vera novità presentata nel briefing consiste nell’avvio a soluzione dell’annoso problema del veicolo ruotato da combattimento, un’esigenza palesatasi fin dalla prima missione in Somalia.
Il requisito operativo, già inviato allo Stato Maggiore Marina, comprende caratteristiche che di fatto limitano la scelta a due candidati, entrambi caratterizzati da otto ruote: il LAV (Light Armored Vehicle ) della General Dynamics Armaments Systems di Burlington (USA), impiegato anche dai Marines americani, ed il Piranha III (foto a destra ) della MOWAG, un’azienda svizzera controllata dal 2003 dalla stessa General Dynamics. Su questo ultimo mezzo, che il San Marco ha potuto sperimentare provando gli esemplari in dotazione alla fanteria di marina spagnola,  potrebbero essere montate anche torrette della OTO Melara, un’azienda Finmeccanica.
La scelta tra i due candidati verrà effettuata insieme allo Stato Maggiore Esercito per avere una comunalità operativa e logistica.

 

Il briefing presentatoci a Brindisi presso la Forza da Sbarco si è concluso con un ampio spazio dal titolo "dove stiamo andando: la Forza di Proiezione dal Mare". Come già detto, questa sarà una unità expeditionary interforze composta da Marina ed Esercito.
Per onor di cronaca, sottolineamo che il briefing è stato presentato da un ufficiale della Marina Militare, senza la presenza di un ufficiale dell’Esercito al quale chiedere ragguagli sulla "vision" della Forza Armata sull’argomento.
In questo articolo, dunque, riportiamo gli elementi sulla Forza di Proiezione dal Mare presentati nel briefing.
Quello di una forza expeditionary joint italiana è un sogno antico: già alla fine degli anni Novanta si cercò di realizzare la Brigata Anfibia Interforze, programma poi impantanatosi nelle "sabbie mobili" del contenzioso creatosi sulla catena di comando.
Questo progetto è stato ripreso recentemente dalla Difesa italiana che ha deciso di dotare nel prossimo futuro lo strumento militare italiano di una Forza di Proiezione dal Mare.
Tra gli elementi chiave del processo di trasformazione delle Forze Armate italiane, infatti, ci sono sia la capacità di intervenire con tempestività, sia quella di operare a grandi distanze dall’Italia sviluppando la capacità di operazioni di natura "expeditionary".

Per questo motivo lo Stato Maggiore della Difesa ha avviato la costituzione di una Forza di Proiezione dal Mare a prevalente connotazione anfibia, utilizzabile quale "joint initial entry force" o parte di una "joint rapid response force", da inserire in ambiente ostile, incerto o permissivo, quale componente di un "ingresso in teatro con uso della forza" ("forcible entry") in vista dell’assolvimento della missione assegnata.
Un documento ufficiale dello Stato Maggiore della Difesa italiana riconosce che la capacità expeditionary «è storicamente associata alla forze anfibie, ovvero ai Marines».
Il "core" di questa nuova unità non poteva che essere rappresentato dal "San Marco", la forza anfibia della Marina Militare che da sempre è perfettamente "allineata" alla dottrina dei Marines americani.
Per avere un minimo significato operativo, questa forza avrebbe dovuto avere necessariamente la consistenza di una brigata leggera, mentre il San Marco aveva quella di un solo reggimento.
Per questo fu deciso di costituire la Landing Force della Forza di Proiezione dal Mare attraverso un processo di integrazione addestrativa ed operativa del Reggimento San Marco della Marina e del Reggimento Serenissima dell’Esercito.
D’altronde I soldati delle due unità hanno un discreto grado di comunalità operativa , e gran parte dei mezzi, degli equipaggiamenti e degli armamenti delle due unità sono gli stessi.
Di fatto il battlegroup anfibio così ottenuto, opportunamente rafforzato nei settori del supporto di fuoco e del genio/servizi, avrebbero consentito di disporre di una Forza da Sbarco a livello brigata leggera.
Nello scorso mese di ottobre militari dell’Esercito sono così giunti a Brindisi, sede del Comando la Forza da Sbarco, dove hanno costituito il Nucleo Iniziale di Formazione (N.I.F.).

Questo ha portato alla costituzione del Centro di Integrazione Anfibia, con personale dell’Esercito e della Marina, che sta curando nei dettagli l’omogenizzazione dell’addestramento e l’interoperabilità e la standardizzazione dei mezzi, dei materiali e delle procedure.
Il CIA, tra l’altro, sta definendo i requisiti joint del personale della landing force, sta verificando l’iter formativo-addestrativo del personale da qualificare "anfibio" e sta definendo le capacità degli staff e dei reparti

Gli step fissati per lo sviluppo della Forza di Proiezione dal Mare prevedono tra tre mesi circa il battesimo del fuoco. In occasione della Mare Aperto, una grande esercitazione aeronavale/anfibia, sarà schierato in Sardegna un primo gruppo tattico a livello di battaglione (600 militari), composto da due compagnie, una del San Marco e una dei Lagunari.
Nel medio termine, entro un paio di anni, la Forza di Proiezione dal Mare dovrà schierare due gruppi tattici, ognuno a livello di BTG, che potranno anche essere impiegati "one shoot" (1.200 militari in tutto).
L’obiettivo finale, entro il 2010, è quello di una brigata leggera composta da due gruppi tattici a livello di reggimento che, quando impiegati "one shoot", avranno una consistenza di circa 2.500 militari.
In questa composizione la landing force dovrà disporre, oltre ai due reggimenti "d’assalto", di due compagnie mortai pesanti, una "Recon", due batterie a/a Stinger, due compagnie genio-guastatori, due compagnie (squadroni) Esploranti, ed una sezione di sei elicotteri da combattimento Mangusta.
Negli ultimissimi anni il San Marco è stato impiegato soprattutto in teatro in lunghe operazioni di peace enforcing e di peace keeping, e molto raramente come entry force expeditionary. Parimenti questa nuova Forza di Proiezione dal Mare rischia in futuro di essere impiegata molto poco in "proiezioni", e molto più spesso in lunghe operazioni nelle quali l’elevata manovrabilità non è un requisito fondamentale. In tal senso devono essere previsti sin da ora degli "augmenties" per "appesantire" alla bisogna la Forza di Proiezione dal Mare: quando serve, i Marines americani possono schierare anche i Bradley e gli Abrams…
E allora, verso quale unità minima di manovra si indirizzerà la nostra Forza di Proiezione dal Mare: la più agile squadra di sei uomini del San Marco, o la squadra di 11/12 uomini dei Marines che può sviluppare un enorme volume di fuoco?

Articolo  da Dedalonews: http://www.dedalonews.it/it

URL dell'articolo: http://www.dedalonews.it/it/03/2006/la-giornata-della-forza-da-sbarco-mm-il-san-marco-verso-il-veicolo-ruotato-da-combattimento/

 

   
   

Il Col. Motolese comandante del Centro di Integrazione Anfibia

 

Per costituzione forza da sbarco congiunta Lagunari - San Marco

 

 


Il Col. Emilio Motolese ha assunto la responsabilità del Centro di Integrazione Anfibia, chiamato ad omogeneizzare l'addestramento, le procedure, i materiali degli uomini del Reggimento Lagunari "Serenissima" dell'Esercito e del "San Marco" della Marina Militare, nell'ambito della costituzione di una Forza da sbarco nazionale, di cui lo stesso ufficiale è stato designato a ricoprire l'incarico di vicecomandante. L'obiettivo è quello di ottimizzare le risorse già esistenti per realizzare una nuova forza da sbarco interforze, con sede a Brindisi, in grado di intervenire in caso di necessità, integrandosi facilmente anche in operazioni multinazionali. Alla realizzazione della Forza da sbarco la Marina Militare partecipa con le navi San Marco, San Giusto e San Giorgio e con le forze della propria Commander Amphibious Task Force. L'Esercito contribuisce con due compagnie genio, due batterie contraerei, elicotteri Mangusta e blindo Centauro. Complessivamente sono circa 2.000 (1.000 soldati del Reggimento Lagunari e altrettanti uomini di supporto) i militari che l'Esercito mette a disposizione della nuova Forza da sbarco. Già comandante del Reggimento Lagunari durante la missione in Iraq della Brigata Pozzuolo del Friuli, tra maggio e settembre 2004, Motolese ha rivestito in precedenza nel Reggimento San Marco il ruolo di vice comandante del Gruppo operativo. "L'aver già prestato servizio in entrambi i reparti - sottolinea l'ufficiale, 46 anni, originario di Conversano (Bari), laureato in Scienze politiche presso l'Università di Trieste e in Scienze strategiche presso l'Università di Torino - mi dà ora la possibilità di riannodare i miei contatti con Venezia e di rinsaldare i vincoli di affetto che mi legano ai Lagunari". "Già da capitano, quando prestavo servizio nel San Marco - ricorda Motolese - tutti noi giovani ufficiali auspicavamo la creazione di un reparto che accorpasse il Reggimento Lagunari Serenissima e il San Marco, che già hanno mentalità, addestramento, mezzi e materiali similari". Prove tecniche di integrazione tra i due reparti sono già state effettuate in occasione di varie esercitazioni internazionali congiunte: la Bright Star in Egitto, la Eolo in Francia e recentemente la Watc (West African Training Cruise) in Africa.

 

 

 

 

   
   

Giunta al COMFORSBARC

di  BRINDISI

 la  3ª Compagnia LAGUNARI

 

 


Il 02 maggio è giunta la 3ª COMPAGNIA LAGUNARI (Cap. FREDA) a COMFORSBARC (COMANDO FORZA DA SBARCO) in quel di BRINDISI. La compagnia è formata da 129 LAGUNARI.

Effettueranno il corso di ABILITAZIONE ANFIBIA presso COMFORSBARC dal 03 maggio al 31 maggio, durante tutto il periodo del corso saranno imbarcati su NAVE "SAN MARCO" (L9893).

Durante il corso i LAGUNARI prenderanno dimestichezza con mezzi e vettori (navali ed ad ala rotante) in dotazione alla MARINA MILITARE (LPD classe SAN GIORGIO e elicotteri SH 3D, EH 101, AB 212) e tecniche della MARINA MILITARE e del SAN MARCO (discesa dagli elicotteri con tecnica del "barbettone" e "corda doppia") e per affinare le procedure tecnico-tattiche tra LAGUNARI e SAN MARCO (compito del Centro di Integrazione Anfibia, di cui io sono il DIRETTORE, è proprio quello di "omogeneizzare" e "standardizzare" le procedure in ambito Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare).

Prima di giungere a BRINDISI, la 3ª COMPAGNIA ha effettuato un corso ROCCIA ( presso VILLA DI TEOLO - PD con istruttori di COMALP)  e un corso ESPLOSIVI (con istruttori del GENIO).

Al termine del CORSO DI ABILITAZIONE ANFIBIA   la 3ª compagnia parteciperà all'esercitazione "MARE APERTO" (dal 5 giugno al 21 giugno) della MARINA MILITARE (sempre IMBARCATI su NAVE "SAN MARCO")  insieme ad una compagnia del reggimento  "SAN MARCO" che sarà imbarcata su NAVE "SAN GIORGIO".

All'esercitazione "MARE APERTO" parteciperanno altre UNITA' NAVALI tra le quali il portaeromobili GARIBALDI.

 

   
   

Brindisi

31 maggio 2006

Brevetto Anfibio a 120 Lagunari dell'Esercito Italiano

  

 


Mercoledì 31 maggio, a Brindisi, presso la Caserma “E. Carlotto” del Comando della Forza da Sbarco della Marina Militare, 120 Lagunari, tra i quali anche una donna, del Reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito Italiano, hanno ricevuto il brevetto di abilitazione “Anfibia” quale ulteriore perfezionamento della già acquisita qualifica “Anfibia E.I.”.

Proprio per completare la formazione per quanto riguarda la “marittimità” e quindi la possibilità di operare con la componente navale della Forza Anfibia italiana e di altre Marine, i colleghi dell’Esercito Italiano hanno utilizzato per quattro settimane l’esperienza e le infrastrutture del Comando Forze da Sbarco della Marina Militare, ubicate lungo la costa e l’entroterra di Brindisi.
 

 

 

Il brevetto permetterà ai militari del Reggimento Lagunari di operare dalle Navi da Assalto Anfibio tipo LPD (Landing Platform Dock), dai mezzi da sbarco della Marina Militare e effettuare elisbarchi con tecnica del “barbettone” o “corda doppia” da elicotteri della Marina.
Proprio l’esperienza anfibia maturata dal Reggimento San Marco in oltre un secolo di operazioni dal e sul mare è stata considerata il nucleo di dottrina e competenza specialistica da porre alla base della Capacità di Proiezione dal Mare che sarà ottenuta integrando le risorse fornite dalla Marina Militare, con il Reggimento “San Marco” e dall’Esercito Italiano, con il Reggimento “Serenissima”.

Anche l’Italia ha avviato la trasformazione del proprio strumento militare nazionale in senso “expeditionary”, con l’avvio di iniziative nazionali e multinazionali nel segno della tradizione del Reggimento San Marco, l’erede delle secolari glorie della Fanteria di Marina che risalgono al 1713 e che hanno sempre visto i fucilieri di Marina in prima linea nelle crisi internazionali: dalla Cina nel 1905, al Libano, alla Somalia, al Kosovo, all’Afghanistan e all’Irak.

 

 

   
   

29 Agosto 2006

"Operazione Leonte"

  


Con il saluto delle autorità di Governo e militari ha preso il via l’Operazione Leonte.  L’arrivo delle navi nelle acque libanesi è previsto per venerdì prossimo.
Al largo di Brindisi l’amphibious task force della Marina Militare (composta dalle navi Garibaldi, San Marco, San Giorgio, San Giusto e Fenice) è stata raggiunta dal presidente del Consiglio Romano Prodi, dal ministro della Difesa Arturo Parisi, dai tre sottosegretari alla Difesa e dai presidenti delle commissioni Difesa di Camera e Senato.

 

I vertici militari erano ovviamente presenti al gran completo: l’ammiraglio Giampaolo di Paola, capo di stato maggiore della Difesa, i capi di stato maggiore delle quattro Forze Armate, tra questi l’ammiraglio Paolo La Rosa a fare gli onori di casa (a destra),  il direttore del SISMI Nicolò Pollari ed il CINCNAV ammiraglio Bruno Branciforte.
Da segnalare la presenza del generale Fabrizio Castagnetti, attuale Comandate del Centro Operativo di Vertice Interforze, che è stato designato dal ministro Parisi come prossimo responsabile della Cellula di Direzione Strategica della Missione UNIFIL presso il Dipartimento per le Operazioni di Peace-Keeping dell’ONU.

 

La cerimonia di saluto si è tenuta sul ponte di volo del Garibaldi, alla presenza dell’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi, che comanderà le navi dell’amphibious task force, e del contrammiraglio Claudio Confessore che comanderà sul terreno la Joint Landing Force.

 

 

Joint perché, pur basata fondamentalmente sulla Forza da Sbarco e delle Forze Speciali della Marina, comprende anche assetti dell’Esercito, in primis una compagnia di Lagunari del Reggimento Serenissima ed elementi del Genio e delle Trasmissioni; presente anche un’aliquota di Carabinieri con compiti di polizia militare del contingente.

L’ammiraglio Di Paola ha sottolineato come la Leonte segni l’esordio operativo della Forza di Proiezione dal Mare come entry force a favore delle follow-on forces.
«Il cardine della Forza di Proiezione dal Mare - ha spiegato il capo di SMD - è rappresentato da due reparti di elite dell’Esercito e della Marina, che singolarmente hanno già operato brillantemente e con onore in numerose missioni, anche sul suolo libanese: il Reggimento Lagunari Serenissima e il Reggimento San Marco, sostenuti dalla componente aeronavale nel ruolo di Comando, controllo e di supporto operativo e logistico.
Questi reparti, dopo un percorso di integrazione operativa, durata circa un anno, sono oggi in grado di assolvere ad una vasta gamma di compiti - ha continuato Di Paola - in piena sinergia ed in assoluta interoperabilità, unitamente agli assetti forniti, a seconda delle esigenze, da tutte le altre componenti dello strumento militare».


Fortemente voluta proprio da Di Paola e costituita non più di un anno fa, nel suo discorso lo stesso ha definito La Forza di Proiezione dal Mare «una concreta testimonianza della trasformazione avviata dalle nostre Forze Armate nel riferimento ineludibile del "trasformarsi operando", un’altra tappa del sempre più spinto percorso di integrazione interforze che caratterizza la trasformazione delle Forze Armate nazionali».
Particolarmente interessanti alcuni elementi emersi nel corso della successiva conferenza stampa.
L’ammiraglio Giampaolo Di Paola ha sottolineato come la situazione sia estremamente fluida, i contatti con il Comando UNIFIL sono costanti, e quindi non è possibile ipotizzare dove avverrà lo sbarco, anche se è molto probabile che possa avvenire a Tiro, smentite quindi le indiscrezioni di stampa che le avevano localizzato a Naqoura.
Inizialmente, infatti, l’area di intervento del contingente italiano dovrebbe corrispondere alla cosiddetta "tasca di Tiro", una zona di ventina di chilometri intorno al porto libanese che in precedenza non faceva parte dell’area in cui operavano gli osservatori di UNIFIL.
Lo stesso Di Paola ha affermato che non è possibile preventivare una data nella quale avverrà il Transfer of Authority del nostro contingente sotto il Comando UNIFIL, ma che è intenzione farlo il più presto possibile, non appena i nostri saranno sbarcati e la forza sarà stata "assemblata" sul terreno.
In questa prima fase la entry force del contingente italiano conterà a regime 1.041 militari.
Riguardo la distribuzione definitiva sul territorio della forza, lo stesso Di Paola ha poi sottolineato che, sulla base delle "percezioni" attuali, è probabile che quando tutto il dispositivo previsto dalla risoluzione 1701 sarà schierato in Libano, è probabile che l’area da controllare sarà suddivisa in due.

 

 

   
   

Estratto da: Defense News, gennaio 2008.


 

Italy Joint Landing Force Works To Find Its Feet

By TOM KINGTON

 

ROME - As Italy's joint Army-Navy landing force, known as COMFORSBARC, enters its third year, planners say they are getting closer to making the mix work as training puts the partners in new roles.

Since March 2006, units from the Navy's San Marco amphibious regiment have been training under a joint COMFORSBARC landing force command structure with the Army's Venice-based Serenissima regiment, which was formed to protect the Venice lagoon. The bottom line, one official said, is bulking up to carry more weight at the international level. "It was just fundamental to have bigger numbers," said Fabrizio Maltinti, landing force chief of staff and Navy commander.

hile the San Marco now numbers 1,400 troops, the aim is to create a brigade level force of 4,000 by 2010, including a ground combat element of 2,500. As part of training in 2008, Lagunari, as the Serenissima regiment soldiers are known, will head up onto the beachhead during an amphibious exercise to run the land-based command-and-control portion of a joint force landing operation.

"This will involve the Serenissima commanding an element of the Grado assault battalion of the San Marco," said Maltinti. "The Lagunari will also possibly mount a command-and-control operation at sea this year," he said. "Running an operation from a command vessel, rather than from the land, requires a different mind-set."

In the run-up to the exercises planned for this year, a company of Lagunari trained for a month in both 2006 and 2007 with the San Marco regiment. Two cycles of training for Army personnel - one for 190 and one for 150 personnel - also will take place this year. Overseeing the mix is a permanent command, now numbering 130, including  45 Army staff, and led by Navy Rear Adm. Claudio Confessore, who  masterminded the Italian Navy's landing of troops in southern Lebanon  in 2006 to start the U.N.'s beefed- up peacekeeping mission in the wake  of the Lebanon-Israel conflict. From the Army, Confessore's deputy is  Brig. Gen. Emanuele Sblendorio. The Lebanon landing was typical of a modern amphibious landing: more  unloading and logistics than assault under fire. To handle the job of  rapidly bringing onto land the enormous quantity of gear needed for  peacekeeping, the San Marco units rely on three 8,000-ton landing  platform dock vessels: the San Marco, San Giusto and San Giorgio. A fourth vessel has long been on the Navy's wish list, but despite an  uptick in Italian procurement, a new acquisition remains on the drawing  board. Planners are nevertheless aiming high, and they have set their  sights on a 17,000- to 20,000-ton version that could ferry 600 to 700  landing troops and carry LCM 8 landing craft, rather than the smaller  LCM 6 craft that fit into the current LPD fleet. Room for a hovercraft  is also being mulled. The new vessel would have the same on-deck aircraft and  helicopter- osting capability as Italy's new Cavour carrier, which is  set to join the Garibaldi in service and will hold 12 helicopters,  including the EH101, NH90 or SH- D, or up to eight aircraft - now, the  Harrier; in coming years, the Joint Strike Fighter. Italian shipbuilder Fincantieri, meanwhile, is offering the Navy  various designs to ponder, including a modular concept that could weigh  from 14,000 to 21,000 tons, depending on specifications, and host a  50-by-15- quare-meter floodable dock. "Ideally, we would add such a vessel to the three LPDs we have, then  buy two more, as the LPDs are retired from service," Maltinti said.

Another asset on the wish list is a wheeled amphibious vehicle. "The  San Marco was not allowed to use its tracked amphibious AAV-7 vehicles  in Kosovo, and we would like the new force to have a wheeled variant  like the Piranha or the Patria," one naval official said. Local player  Iveco is also developing an amphibious wheeled vehicle using its  experience from developing the Centauro wheeled tank, he said. "The  Centauro has a combat weight of 28 tons, and we would need it slimmed  down to 20 tons to fit requirements."

The official said plans launched in 1999 to give the Navy's VCC tracked  vehicles amphibious cladding and a propulsion system, with four  prototypes tested, had meanwhile been slowed in favor of the plans for a wheeled vehicle buy.

 

 

Traduzione

 

Italia – La Forza Anfibia Congiunta cerca la sua collocazione.

By TOM KINGTON

 

ROMA – Visto che, la congiunta forza da sbarco Italiana, conosciuta come COMFORSBARC, entra nel suo terzo anno, gli ideatori  affermano che sono vicini a costituire  con questa unione, un corso di formazione per i nuovi  ruoli.

Da marzo 2006, l’unità del Reggimento anfibio  Marina San Marco si è addestrato alle dipendenze del comune comando di forza da sbarco COMFORSBARC con il Reggimento Lagunari Serenissima , dell’esercito di base a Venezia, il quale era stato formato per proteggere la laguna di Venezia.

Il risultato finale, ha affermato un ufficiale, é quello di espandere e portare maggior peso a livello internazionale. “Era proprio essenziale  avere una aumentata capacità” ha detto Fabrizio Maltinti capo di stato maggiore della forza da sbarco, e comandante della Marina.

Mentre il San Marco attualmente é costituito da una truppa di 1,400 elementi, lo scopo è quello di creare una brigata con una forza di 4,000 uomini  per il 2010, includendo un gruppo da combattimento terrestre di 2,500 uomini.

Come  parte dell’addestramento nel 2008, i Lagunari, militari del Reggimento Serenissima  quali  sono conosciuti,  si  dirigeranno sulla spiaggia  durante l’esercitazione anfibia per coordinare la parte terrestre comando e controllo, dell’operazione della forza da sbarco congiunta.

“Questo coinvolgerà il Serenissima il quale sarà al comando di una componente del battaglione d’assalto Grado del San Marco” ha affermato Maltinti.

“i Lagunari  quest’anno, prepareranno  forse anche una operazione di comando e controllo a mare”  ha detto (Maltinti)

“Dirigere una operazione da una nave comando, piuttosto che da terra, richiede un differente atteggiamento mentale”.

Nel percorso relativo agli addestramenti pianificati per quest’anno, ci  sarà  anche una compagnia di Lagunari che si addestrò  per un mese nel 2006 e nel 2007 con il reggimento San Marco.

Quest’anno vi saranno inoltre due cicli di addestramento per personale dell’esercito, uno con una forza di 190 elementi  ed un altro di  150 .

La supervisione per questa configurazione è un comando permanente, che attualmente è  costituito da 130 militari  inclusivi  di 45 elementi di personale dell’ Esercito, comandati dall’Ammiraglio di Divisione Claudio Confessore, il quale diresse le truppe anfibie della Marina Italiana nel sud del Libano, all’inizio della missione di pace conseguente il conflitto Israelo-Libanese, il vice comandante di Confessore invece, proviene dall’esercito ed è il Brigadiere Generale Emanuele Sblendorio.

La presa di terra in  Libano è  stata una tipica e moderna operazione di sbarco anfibio, caratterizzata  più da movimentazione di  materiali e logistica, che da un assalto sotto il fuoco .

Per attuare l’incarico di portare rapidamente a terra l’enorme quantità di equipaggiamento  necessario per l’operazione relativa al mantenimento della pace,  le unità del  San Marco possono contare su tre navi  da trasporto anfibio di 8,000 tonnellate, il San Marco, il San Giusto, ed il San Giorgio.

Una quarta nave e’ da lungo tempo nella lista dei desideri della Marina, ma malgrado l’interesse Italiano per  l’ottenimento, l’acquisizione di  detta nave rimane per ora a livello di studio.

I pianificatori tuttavia mirano in alto, ed  hanno messo i loro occhi, su una versione di nave da 17,000 a 20,000 tonnellate, che può  traghettare da 600 a 700 uomini di truppa e portare un mezzo da sbarco LCM8 al posto  del più piccolo LCM6 che è in dotazione alla attuale flotta LPD, inoltre è nei progetto  maggior spazio per alloggiare anche per un hovercraft.

La nuova nave dovrebbe avere la capacità di portaerei e portaelicotteri, come la nuova portaerei italiana Cavour, la quale si aggiungerà alla Garibaldi che è già in servizio e che porta 12 elicotteri, inclusi EH101,NH90 o SH-3D, oppure fino ad otto aeroplani attualmente l’Harrier, nei prossimi anni il Joint Strike Fighter.

Frattanto i  cantieri navali Fincantieri stanno offrendo alla Marina diversi progetti su cui ponderare, incluso un concetto modulare che potrà pesare dalle 14,000 alle 21,000 tonnellate, a seconda delle specifiche, e che potrà trasportare un bacino allagabile di 50 per 15  metri  (per ospitare LCM).

“Idealmente vorremmo aggiungere questa nave alle tre LPDs che abbiamo , poi acquistarne altre due dato che le LPDs  saranno ritirate dal servizio” ha detto Maltinti.

Un altro mezzo nella lista dei desideri, è quello di  un veicolo anfibio gommato.

Un ufficiale della Marina ha detto che  Il San Marco non era stato autorizzato ad usare l’anfibio cingolato AAV-7 in Kosovo, pertanto  si vorrebbe per  la nuova forza di proiezione, avere una variante gommata come il Piranha  od il Patria.

Ha aggiunto che la locale Iveco sta sviluppando un veicolo anfibio gommato usando l’esperienza acquisita sviluppando il veicolo blindato Centauro.

“ Il Centauro ha un peso di combattimento di 28 tonnellate, ed avremmo bisogno di un mezzo più leggero di che pesi 20 tonnellate per essere adeguato alle esigenze” L’ufficiale ha inoltre detto che il progetto di studio lanciato nel 1999 di dare alla Marina un VCC  anfibio cingolato dopo quattro prototipi testati, è stato rallentato in favore del nuovo progetto di acquisire l’anfibio gommato.

 

 

 

   
   
 

 

   
    La digitalizzazione della Forza Anfibia.

Il Reggimento San Marco.

di Fabio RIGGI.
 

 

 Il reggimento San Marco, punta di diamante insieme ai lagunari dell’esercito, della “Forza di proiezione dal mare”, può a buon diritto inserirsi nel novero di quelle forze in possesso delle capacità necessarie per poter mettere in atto i dettami basati sulle più recenti dottrine ispirate al concept NCW/NEC. Queste potenzialità sono dovute alla recente acquisizione del sistema automatizzato di comando e controllo C2PC (Command e Control Personal Computer). Si tratta di un prodotto, sviluppato dalla Northrop-Grumman, già in servizio presso l’US Marine Corps, che ha letteralmente rivoluzionato le procedure riguardanti i processi decisionali e la trasmissione degli ordini della nostra fanteria di marina. Unitamente ai sistemi radio multibanda Harris RF-5800H-MP “Falcon” VHF-UHF, anch’essi recentemente entrati a far parte degli equipaggiamenti in dotazione al San Marco, il C2PC ha proiettato verso il futuro le forze anfibie italiane. Il sistema consiste in una serie di terminali che equipaggiano veicoli e posti comando mettendoli in grado di scambiarsi informazioni in forma digitale.
Il San Marco possiede 15 veicoli cingolati anfibi trasporto truppe AAV7 (versione modernizzata del LVTP 7) dotati di relativo terminale, più due in versione posto comando i quali sono equipaggiati con 4 postazioni e quindi potenzialmente in grado di gestire le operazioni tattiche anfibie in modo semiautonomo. I veicoli possono sfruttare un sistema di navigazione GPS e quindi aggiornare automaticamente e costantemente i dati di posizione verso i propri comandi superiori. Gli enormi vantaggi in termini di miglioramento della “situational awareness” forniti da questa apparentemente semplice funzione sono ormai ben noti. Inoltre è possibile l’inoltro e la ricezione di pacchetti d’ordine in forma grafica e trasmetterli e riceverli digitalmente: tutto in linea con i più moderni requisiti relativi ai moderni sistemi di C2 in dotazione alle forze terrestri.

 

 Il San Marco ha sviluppato un sistema di posti comando modulari denominato MCPS (Modular Command Post system) che a partire dal livello compagnia fino ad arrivare a quello Brigata è in grado di sfruttare al meglio e in modalità “expeditionary”, mezzi e materiali per la realizzazione di strutture di questo tipo. Il C2PC è anche dotato di software GIS (Geographic Information Sistem) in grado di fornire un importante funzione di supporto alla pianificazione mediante l’utilizzo di cartografia digitale georeferenziata. Aspetto particolarmente importante è la capacità di interfacciarsi con il MCCIS, il sistema di C2 della MM, rendendo quindi possibile l’integrazione degli assetti navali con i reparti anfibi. La possibilità di integrare completamente anche i sistemi di designazione obiettivi Litton GLDII, anche questi in dotazione al San Marco, mettendoli in grado di dialogare automaticamente con le unità di erogazione del fuoco dotate di postazione C2PC, oltre che con gli AV8B “Harrier” del GRUPAER, rappresenterà un passo decisivo verso una vera realizzazione del concetto “sensor to shooter” così importante nelle nuove filosofie d’impiego. La vera sfida è rappresentata dall’integrazione con il SIACCON dell’EI, presente nel reggimento Lagunari “Serenissima”, in modo da rendere i due sistemi realmente interoperabili, e realizzare pienamente quella che potrebbe essere una vera “Forza NEC anfibia”.
 

 

   
           
     
 

 

 

   
         
     
 

 

 

   
         
         
   

 

                  www.btgsanmarco.it

   
                 

 

| Home | Mi presento | Storia del San Marco | San Marco oggi | Album | News | Inni | Bacheca |
| Bandiera | Associazione | Forum del BTG San Marco  | GuestBook | @email |

     Copyright © 2006 - www.btgsanmarco.it