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DESTINAZIONE BRINDISI
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COMDINAV
TRE
RIFLESSIONI SULLA TERZA DIVISIONE NAVALE
UN
NAVALE PURO
ALLA CORTE DEL
«REGNO ANFIBIO»
Dopo quattro
anni passati sulle corvette della Scuola Comando e due a bordo della
modernissima Nave Lupo, con la presuntuosa etichetta che mi ero
attribuito, di «Navale puro» approdai all’inizio dell’anno addestrativo in
quel di Brindisi alla 3^ Divisione Navale, regno incontrastato della poca
conosciuta, ma non meno importante componente anfibia della nostra Marina.
Navi e mezzi da sbarco che con il Battaglione San Marco fanno in Brindisi
il loro addestramento basico e quì hanno tutto il loro supporto logistico.
Già nei primi mesi del periodo addestrativo, il «Navale puro» cominciò a
scoprire quanto differenti erano gli usi e costumi di «questa altra
Marina» che non aveva mai conosciuto.
Infatti osservando l’impiego delle Navi da Sbarco Grado e Caorle si nota
quanto diverso dalle altre Unità sia l’addestramento del loro persona]è;
un impegno un po’ meno «operativo» forse, ma dove viene richiesta una
maggiore perizia marinaresca soprattutto nelle delicate fasi di imbarco e
sbarco di uomini e mezzi quando ogni operazione deve essere condotta con
scrupolosità e meticolosa precisione; il benché minimo contrattempo
potrebbe infatti compromettere l’esito di tutta l’operazione.
Non tutti sanno inoltre che il Gruppo Mezzi da Sbarco è una vera e propria
scuola qualificata nell’addestramento del personale alla condotta dei
mezzi navali.
Senza dubbio affascinante è stata inoltre, la conoscenza del Battaglione
San Marco dove rimangono ancora vivi i reali valori dell’attaccamento al
reparto ed effettiva è la sensazione di vedere gente che crede in quello
che fa.
Questo spirito si può notare sia tra i marinai, tutti ragazzi di leva, che
tra Ufficiali e Sottufficiali, molti dei quali provenienti anche dai
quadri dell’Esercito; Fanti, Bersaglieri, Carristi, Genieri, Paracadutisti
che hanno accantonato momentaneamente le tradizioni dei loro gloriosi
corpi e specialità per divenire Fanti di Marina. Essi si addestrano alla
guerra da sbarco insieme a quegli Ufficiali e Sottufficiali di Marina che,
pur avendo studiato di navigazione, di artiglieria navale, armi subacquee
alle Scuole Sottufficiali o all’Accademia Navale, sanno ormai tutto del
combattimento terrestre con mezzi corazzati, mortai ed armi portatili.
La componente Anfibia della Marina è inoltre la più idonea per l’impiego
nelle pubbliche calamità; basti citare le missioni effettuate quest’anno
da Nave Caorle in Algeria per portare i soccorsi italiani dopo il
terremoto che sconvolse quella Nazione; senza parlare del fattivo apporto
che il Battaglione San Marco ha dato durante l’ultimo tragico terremoto
nel Sud
dell’Italia. Ancora ad Ancona ed in Friuli ricordano l’aiuto che gli
uomini del Battaglione San Marco e le Navi Anfibie diedero durante le
calamità che colpirono negli anni passati.
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IL
COMANDO MOTOSILURANTI
Fanno da splendida
cornice alla componente Anfibia le Motocannoniere del «Comando delle
Motosiluranti» il cui glorioso passato è a tutti noto. Esse pur con
attività differenti ben si amalgamano con gli altri Reparti della
Divisione accomunate dallo stesso spirito di corpo.
Negli ultimi tempi il COMOS è in fase di raggiungimento di una più
qualificante efficienza con l’introduzione delle nuove unità tipo
«Aliscafo» la cui capoclasse «Sparviero» ne è già il «fiore»
all’occhiello.
"SARDINIA
1981"
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L’apoteosi della 3^
Divisione Navale si realizza nell’effettuazione della più complessa e
importante esercitazione anfibia che si svolge in Mediterraneo, cioè
la «Sardinia»; essa è una delle poche esercitazioni alleate totalmente
pianificata da un Comando Complesso Navale Italiano. Ogni anno i vari
Staff che si alternano alla Divisione si cimentano nella preparazione
del mastodontico e «mallopposo» OPORD, dove tutto o quasi viene
previsto e per mesi tutti vi sono impegnati. L’esercitazione di
quest’anno ebbe inizio con la riunione a La Maddalena di tutte le
Unità (Italiani, Inglesi e Francesi) partecipanti; la vista di tutte
quelle Navi, in quella bella mattina di sole era imponente e la
presenza delle poderose navi anfibie con la mole della portaelicotteri
americana Iwo Jima arricchiva il nutrito gruppo di navi con un fascino
a me nuovo. Con simpatia ed efficienza Nave Audace con tutto il suo
equipaggio ha espletato il ruolo di Nave Comando «anfibia», ospitando
con cordialità sia lo Staff della 3S Divisione Navale che un Nucleo
del Battaglione San Marco destinato allo sbarco con elicotteri SH3D.
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| L'Amm.
Clara ed il Com.te Torre durante una sosta delle esercitazione con i
Sergenti della 1^ Compagnia Assalto : Giovannoni,
Di
Felice, Pappalardo, Aloisi, Rizzo, Lo Patriello, De Marinis, Spignolo,
Campese, Favuzzi, Russo, Traversa. |
Al Comando di quest’ultimi vi era il maresciallo dei Bersaglieri Bernabei
la cui traversata sull’Audace da La Maddalena a Teulada fu senza dubbio un
indimenticabile periodo: essere infatti per la prima volta su una «vera
nave da guerra», aveva suscitato in lui un’indescrivibile emozione. Dopo
un giorno e due notti di trasferimento vivacizzati da attacchi di aerei,
navi e sommergibili «nemici», arrivammo a Teulada dove finalmente avvenne
lo sbarco effettivo preceduto da un giorno di prova e dai tiri navali
contro costa. Per due giorni, le Navi da Sbarco hanno «vomitato» con
elicotteri e mezzi da sbarco di ogni tipo e dimensioni, uomini e mezzi
sulle desolate e deserte spiagge di Capo Teulada. Terminata la parte
Navale, le Unità da combattimento lasciarono Teulada, dopo un «Hot Wash
Up» su Nave Audace. L’esercitazione non era però finita, le navi da sbarco
rimanevano, ed a terra le truppe continuavano l’addestramento.
Lo Staff della 3 Divisione si trasferì a bordo di Nave Caorle. Appena a
bordo tolsi la mia divisa blu da «Navale puro» ed indossai la tenuta
mimetica completa di basco e foulard del Battaglione San Marco: diedi
un’occhiata al mio aspetto curando che fosse abbastanza «guerriero» e non
appena possibile mi recai a terra a dare un’occhiata.
Fu davvero
impressionante vedere «quello che ti avevano combinato» sugli incolti
terreni del Poligono di Capo Teulada; era nato infatti un porticciolo
completo di pontile e luci di segnalazione, accampamenti erano sorti un
po’ dovunque e tutto era animato da un continuo andirivieni di elicotteri,
carri armati, camion e mezzi di ogni tipo, mentre il crepitio delle armi
si udiva incessantemente.
Sulla spiaggia incontrai il Lt Williams Ufficiale di collegamento della US
Navy alla 3^ Divisione Navale, che aveva validamente contribuito alla
preparazione dell’esercitazione; anche lui era vestito da «guerriero» e
finalmente mi esternava la propria soddisfazione per il ritorno alla vita
attiva, lui che era specializzato «incursore».
In quei due giorni assistetti ad interessanti esercitazioni americane tra
le quali vi fu un’ampia dimostrazione organizzata a favore dell’Ammiraglio
Clara e di alcuni osservatori dell’Esercito Italiano, sulle ammirevoli
capacità operative dei Marines, del B.S.M. e dei Commando francesi,
incluse tra l’altro, vere e proprie esercitazioni a fuoco.
Restai due giorni a terra a condividere i duri disagi del «campo», con il
Battaglione San Marco, duri disagi che furono per me anche «burrascosi» a
causa di candelotti fumogeni e castagnole che «vivacizzarono» la mia prima
notte al campo; gli «anziani» mi avevano così simpaticamente ricordato il
mio stato di «matricola».
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L’esercitazione ha avuto termine con l’ormai tradizionale «barbecù party»
al campo del Battaglione San Marco, con agnelli alla brace e fiumi di vino
a cui hanno preso parte rappresentanti delle Unità e dei Comandi
partecipanti.
T.V. Ubaldo Fabrizio
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