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L’Abruzzo, ai più, è sinonimo di monti e parchi. Terra aspra e scrigno di ricchezze naturalistiche e paesaggistiche. Io, abruzzese, invece ho sempre vissuto a contatto con l’elemento acqua. Il mare e il fiume hanno da sempre influenzato la mia esistenza. Dal mare ho ricevuto lo spirito di avventura e da esso ho capito che gli elementi della natura vanno rispettati e affrontati con il dovuto riguardo, anche quando credi di sfidarli. Del mare ne ho fatto la mia professione, dell’aria con l’ultraleggero il mio hobby. Quest’estate ho voluto sperimentato anche il piacere delle immersioni, dove mi è apparso un mondo nuovo e a me sino ad allora sconosciuto. Le montagne, però! Erano sempre li che mi scrutavano dalle loro sommità. Da casa, specie nei giorni di tramontana, le potevo ammirare tutte. Quei picchi, imbiancati per molti mesi dell’anno, hanno sempre destato il mio interesse anche se sempre restio a quell' ambiente così duro. Grazie ad un amico e conoscitore della Montagna, quella montagna, la Montagna di noi abruzzesi Il GRAN SASSO D’ITALIA, mi sono deciso. Sabato 3 settembre 2005, animato dallo spirito d’avventura ed inconscio delle difficoltà che avrei trovato, parto con gli amici di “cordata” da Campo Imperatore. Seguiamo i sentieri tracciati dal CAI e immediatamente capisco che non è una semplice passeggiata, anzi! Silvano il capo escursionista e Vincenzo, appena conosciuto in questa impresa, mi danno l’incoraggiamento necessario. Non mollare, guarda avanti, prendi il tuo tempo ma arriveremo lassù “ dove osano le aquile” . Era troppo grande la voglia di guardare il mio mondo da quelle cime che, non so più come, ce l’ho fatta. Siamo arrivati, dopo oltre tre ore, in cima al Grande Corno, quota 2912 m. la cima più alta degli appennini. Io ero li con i miei amici e con la soddisfazione di avercela fatta. Ero li con i miei pensieri, le mie piccole gioie e i miei dispiaceri quotidiani, ma ero li libero come un uccello. Quel giorno non potrò mai dimenticarlo, la mia prima volta in cima al mondo…….. (certo non e` l’Everest ma per me vale molto di piu`). Dimenticavo! Dallo zainetto ho tirato fuori una bandiera e così anche il mio “vecchio” Leone di San Marco ha potuto ruggire maestosamente.
di Alfredo DI FELICE
Alcuni dati sul Parco Nazionale : Uno dei parchi più grandi d’Italia, tre regioni, cinque province e 44 comuni. Tre gruppi montuosi – la catena del Gran Sasso d’Italia, vetta dell’Appennino con i 2912 metri del Corno Grande e la presenza del ghiacciaio più meridionale d’Europa (il Calderone), il Massiccio della Laga e i Monti Gemelli. La varietà del paesaggio, dolomitico quello del Gran Sasso, ricco di fiumi e cascate quello della Laga, e la notevole biodiversità, 2600 specie arboree e rare specie animali tra cui il simbolo del parco, il camoscio d’Abruzzo, recentemente reintrodotto, fanno di questo parco un ambiente cruciale per la difesa della natura.
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