Gruppo Nazionale
LEONE DI SAN MARCO

Marina Militare

 

 


Il Gruppo Leone di San Marco partecipa ufficialmente alla Festa della Marina, Venezia, 10 giugno 2008

 

Venezia non perde il suo fascino da vecchia signora, non la turba la moltitudine di turisti che ne falsa l’essenza e che ruba migliaia d’immagini nella illusione che, al rientro, si possano far rivivere le suggestioni che la città sa regalare. E’ però sufficiente spostarsi dal flusso implacabile che porta tutti negli stessi luoghi per riappropriarsi della vera Venezia, delle sue luci fatti di lembi di facciate riflessi nei canali e di scorci dal sapore antico, di rumori d’acqua  e gente che chiacchiera in dialetto sulla panchina di un campiello.   

Ma oggi non è tempo di andar per piazzette e fondaci, oggi è il 10 giugno, festa della Marina, è necessario affrettarsi verso l’Arsenale, davanti all’ingresso monumentale, scandito da torri e fastigi che ricordano le glorie della marineria veneziana, già un garbata folla si addensa per entrare. Oggi la Marina è tutta qui idealmente riunita attorno alla sua bandiera e fisicamente presente con le rappresentanze di unità navali, reparti ed istituti. Le tribune si gremiscono di autorità e ospiti, i reparti sono schierati e con uno sguardo si abbraccia il raccolto e suggestivo luogo della cerimonia.   San Marco ci ha riservato, per l’occasione, una splendido sole.

Giornata speciale per la presenza del Capo dello Stato, ma per noi la giornata è resa  ancora più densa di significati perchè il Gruppo Leone di San Marco partecipa ufficialmente alla manifestazione, una presenza tangibile, importante, per l’onore di scortare il Medagliere della Marina e per la presenza del nostro labaro, onori che si leggono sui volti degli uomini con il leone che sfilano sotto le tribune per posizionarsi nello schieramento.

E’ il concreto riconoscimento di quello per cui abbiamo lottato, il raggiungimento di uno degli obbiettivi che ci eravamo prefissi. Ci siamo anche NOI. Ma questo traguardo non ci deve appagare, semmai essere di stimolo per quelli successivi. A settembre saremo moltissimi dietro il nostro labaro, a settembre tutti a Reggio Calabria per la festa del mare e dei marinai, da Venezia a Reggio in un ideale abbraccio della nostra Italia.

Ma la giornata riserva ancora una sorpresa, la cerimonia dell’ammaina bandiera. In una pazza San Marco gremita di folla, tra le quinte della basilica, della torre civica e dello specchio di mare antistante la piazza caratterizzato dalla fonda di nave San Marco, i marinai ammainano - dagli alti pennoni svettanti di fronte alla basilica - la bandiera nazionale cui fanno cornice quella europea e il gonfalone della Serenissima. Rendono gli onori la banda della Marina in uniforme storica ed due plotoni, uno del San Marco ed uno del Morisini. La sorpresa più bella è stato vedere, sullo sfondo della basilica marciana, l’alfiere in uniforme operativa, con la rossa insegna che il Gruppo ha donato alla Forza da Sbarco a Como nello scorso aprile.

 Al termine la banda ha tenuto un concerto.

per mare.... per terram....

SAN MARCO

Amm (rip) F.P. Tarantino

 

 

 

10 giugno 2008

La Festa della Marina a Venezia

Il lancio di sei incursori subacquei paracadutisti sull'Arsenale di Venezia ha aperto la Festa della Marina Militare.
Alla cerimonia ufficiale ha partecipato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

«Nella ricorrenza della leggendaria impresa di Premuda dell'eroico comandante Luigi Rizzo, il 10 giugno 1918, la marina militare celebra oggi la sua festa, nel ricordo di tutti coloro che hanno perso la propria vita in mare, nell'adempimento del dovere». S'apre con queste parole il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato all'ammiraglio di squadra Paolo La Rosa, capo di stato maggiore della marina.
«In questa giornata, che ci induce a riflettere sui valori che tanti gloriosi esempi di dedizione alla forza armata, alle istituzioni e alla Patria hanno saputo tramandarci, desidero far giungere a tutti, un affettuoso pensiero augurale. In una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni degli scenari geostrategici, dall'emergere di nuove tensioni e minacce, da una crescente interdipendenza tra stati e grandi problematiche globali, la marina militare - scrive Napolitano - continua a svolgere, nel quadro delle forze armate, del sistema paese e delle organizzazioni internazionali, un ruolo di controllo, sicurezza e collegamento, essenziale ai fini del rispetto della legge, dello sviluppo e della pacifica convivenza tra i popoli. In questa prospettiva, la presenza attiva delle nostre navi in tante zone di crisi nel mondo ed in particolare nell'area del cosiddetto 'Mediterraneo allargatò, che più direttamente incide sulle sorti del nostro paese, testimonia l'impegno costruttivo e convinto che l'Italia assolve, anche sul mare ed attraverso il mare, a sostegno della comunità internazionale, in piena coerenza con il dettato del lungimirante articolo 11 della Costituzione».
«Seguo ed apprezzo il grande sforzo di aggiornamento e di innovazione tecnologica che la forza armata ha avviato per poter disporre di uno strumento moderno, snello ed efficiente, capace di operare in sinergia con le altre forze armate, nei complessi contesti multinazionale e multidisciplinari in cui si collocano le operazioni di sicurezza e di gestione delle crisi.
Presenti a Venezia oltre 2.000 uomini della forza armata con numerosi mezzi navali, tra cui le navi da sbarco 'San Marco' e 'San Giorgio'.

La Marina militare italiana naviga per la pace. È il messaggio che l'Ammiraglio di Squadra, Paolo La Rosa, capo di Stato maggiore della Marina, ha portato oggi alla Festa della Marina in corso all'Arsenale di Venezia.
Alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del ministro della Difesa Ignazio La Russa, l'alto ufficiale ha ricordato che le navi della Marina «navigano per contrastare la criminalità ed il terrorismo internazionale, la proliferazione di strumenti di morte e la pirateria marittima, i traffici illeciti di persone e cose».

In uno scenario internazionale che è "radicalmente mutato", l'Italia contribuisce alla lotta contro nuove minacce alla stabilità e alla sicurezza e la Marina militare "svolge un ruolo fondamentale". E' quanto ha detto oggi il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel suo discorso di saluto in occasione delle celebrazioni per la festa della Marina militare, che si sono svolte questa mattina a Venezia, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Oggi riaffermiamo il valore della patria e il ruolo strategico che l'Italia deve svolgere e nello scenario internazionale", ha detto La Russa. "La partecipazione a numerosissime missioni internazionali impone di mantenere elevato il dibattito sulle prospettive e sul ruolo dell'Italia, ma anche sulla necessità di disporre di uno strumento nazionale adeguato, per risorse e mezzi, ai compiti sempre più gravosi che in tale contesto si attribuiscono alle Forze armate e alla risposta in termini di capacità, efficienza e preparazione che, giustamente, da esse si pretende", ha aggiunto il ministro.
Le ricorrenze come quella odierna, ha sottolineato ancora La Russa, "rappresentano un momento importante per celebrare le memorie del passato e un'occasione per tracciare un consultivo dell'impegno e dello sforzo profuso". Ma allo stesso tempo, ha insistito il ministro, "devono costituire soprattutto lo stimolo per guardare al futuro con visione innovativa e per dare ulteriore impulso al processo di rinnovamento e trasformazione

 

 

 

10 Giugno   Istituzione della Festa della Marina Militare

 

 L'istituzione della "Festa della Marina Militare" risale al 13 marzo 1939. All'epoca ogni singola Forza Armata ebbe l'opportunità di scegliere il giorno in cui celebrare la propria festa: per la Marina Militare fu indicata la data del 10 giugno quale ricordo di una delle più significative ed ardite azioni compiute sul mare nel corso della 1ª Guerra Mondiale: l'impresa di Premuda.

Il 4 dicembre, festa di Santa Barbara patrona della Forza Armata.
Istituita la giornata celebrativa e scelta la data 10 giugno, la festa fu celebrata per la prima volta proprio nel 1939 con solenni cerimonie in tutte le piazze marittime militari, a bordo delle Unità Navali e all'interno di tutti gli stabilimenti di lavoro.

 



Precedentemente al 1939, la festa della Marina veniva celebrata

A Roma affluirono per la circostanza ventiduemila marinai, con 150 stendardi di unità di superficie e 105 di sommergibili. Essi resero omaggio alla tomba del Milite Ignoto e sfilarono su via dei Fori Imperiali. Negli anni 1940 e 1941 la celebrazione fu caratterizzata da un tono decisamente minore, tornando, malgrado gli avvenimenti della guerra in corso, a toni solenni nel 1942. Temporaneamente sospesa dal 1945 al 1949, la celebrazione fu ripristinata nel 1950 abbinata alla festa di Santa Barbara nella data del 4 dicembre.

Nel novembre del 1963, infine, anche su particolare insistenza del Presidente dell'Associazione Nazionale dei Marinai d'Italia, l'allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Ernesto Giuriati, chiese al Ministro della Difesa di riportare la giornata celebrativa alla più significativa data del 10 giugno.

Ottenuta l'autorizzazione ministeriale, la tradizione fu definitivamente ripresa con i festeggiamenti del 10 giugno 1964 e d'allora non ha più subito variazioni.

 

 

10 Giugno  L'azione di Premuda

 La più brillante ed audace azione navale della prima Guerra Mondiale La notte fra il 9 e il 10 Giugno 1918 una sezione di due MAS al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo lasciava il porto di Ancona dirigendosi verso l'isola di Premuda dove avrebbe dovuto effettuare un normale rastrellamento allo scopo di accertare la presenza in zona di campi minati.

Durante le operazioni di rastrellamento le unità intercettarono la potente squadra navale austriaca composta da due corazzate, un cacciatorpediniere e sei torpediniere che, uscita dalla base nemica di Pola, stava dirigendo verso il Canale di Otranto. Ebbe così origine una delle più brillanti azioni navali della prima guerra mondiale, nel corso della quale, a conclusione di un attacco condotto con incredibile audacia e grande perizia, il Comandante RIZZO silurò ed affondò la corazzata "Santo Stefano".

A Luigi RIZZO, già decorato con medaglia d'oro al valor militare per aver forzato sei mesi prima il porto di Trieste affondandovi la Corazzata "Wien" venne attribuita, per questa impresa una seconda medaglia d'oro.

A Premuda Rizzo risolse, senza saperlo, un problema ben più importante dell'affondamento di una singola nave, poichè l'impresa modificò profondamente l'attuazione di un piano politico e strategico che avrebbe portato le forze austriache, con ogni probabilità, ad ottenere la supremazia navale in Adriatico e forse nel Mediterraneo.

La flotta austriaca infatti si trovava in mare nel supremo tentativo di uscire da una lunga ed umiliante situazione d'inerzia. Il piano dell'Ammiraglio Horty era chiaro: attaccare all'improvviso le unità di vigilanza del Canale di Otranto e le forze leggere di protezione italo-franco-inglesi distruggendole prima che la parte più consistente della flotta alleata, concentrata a Taranto e a Corfù, potesse intervenire.

I siluri di Luigi RIZZO, colpendo una importante aliquota delle forze austriache e facendo crollare l'elemento sorpresa, troncarono l'impresa sul nascere, costringendo la flotta austriaca a rinunciare definitivamente all'ambizioso progetto. L'azione di Premuda convinse inoltre definitivamente gli alleati a lasciar cadere la questione relativa all'istituzione dei comandi navali in Mediterraneo lasciando il totale controllo dell'Adriatico all'Italia.

Ammirato dall'azione messa in atto da Luigi RIZZO il Comandante in Capo della Grand Fleet, l'Ammiraglio inglese David Beatty fece giungere all'Ammiraglio Cusani Visconti, Comandante della Flotta italiana, il seguente tele- gramma: "La Grand Fleet porge le 'più sentite congratulazioni alla flotta italiana per la splendida impresa condotta con tanto valore e tanta audacia contro il nemico austriaco".
L'impresa di Premuda rimase un fatto poco noto alla grande massa del popolo italiano, fino a quando, ne1939, la data dell'azione fu scelta come festa della Marina Militare.

 

 

 Museo Storico Navale di Venezia
L'Arsenale

 Le origini dell'Arsenale risalgono al 1104, quando il Doge Falier istituisce un cantiere navale di Stato, presso Piazza San Marco. Nel XII secolo il cantiere, trasferito presso l'attuale sede, in posizione maggiormente protetta, influenza lo sviluppo urbano della città attorno alle proprie opere murarie ed alle indotte realizzazioni abitative della zona.

L'espansione commerciale di Venezia continua senza soste ed alla fine del XIV secolo il Senato, conscio dell'importanza strategica del cantiere ai fini dei fiorenti commerci marittimi, ne decide l'ampliamento.

E' il secolo delle guerre con l'altra Repubblica marinara di Genova, che era di poco precedente la più consistente minaccia turca, alla quale l'Arsenale fa fronte aumentando, fino a triplicare, il numero delle navi costruite.

Con l'avvento delle grandi navi a vele quadre si rendono necessari lavori d'adattamento, tra cui significativi sono gli allargamenti di canali e dello specchio della porta a mare.
 


Dal 1797 si susseguono le occupazioni francesi ed austriache; l'Arsenale, dopo aver subito iniziali devastazioni, registra, da parte austriaca, una ripresa delle attività sino al 1848.

A seguito dell'annessione di Venezia al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, la Regia Marina Italiana s'impegna nella ristrutturazione e nella rivitalizzazione dell'intero Arsenale; attenta però a bilanciare le esigenze di ristrutturazione, connesse alle nuove tecnologie, e la volontà di recuperare il complesso storico monumentale.

Nel corso della I Guerra Mondiale l'efficienza del rimodernato cantiere contribuisce sia al perseguimento della strategia offensiva italiana, sia al sostegno logistico alle linee difensive, approntando i mezzi per le operazioni navali, aeree e terrestri.

L'Arsenale di Venezia è destinato a divenire la sede del polo culturale della Marina Militare. E' già stato costituito a Venezia l'Istituto di Studi Militari Marittimi ed è programmata la realizzazione del Museo Navale italiano.
Attualmente, in prossimità dell'Antico Arsenale di Venezia, in Campo S. Biagio, ha la sua sede il Museo Storico Navale di Venezia

 

Per mare per terram

SAN MARCO