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Venezia non perde il suo fascino da vecchia signora, non la
turba la moltitudine di turisti che ne falsa l’essenza e che ruba
migliaia d’immagini nella illusione che, al rientro, si possano far
rivivere le suggestioni che la città sa regalare. E’ però
sufficiente spostarsi dal flusso implacabile che porta tutti negli
stessi luoghi per riappropriarsi della vera Venezia, delle sue luci
fatti di lembi di facciate riflessi nei canali e di scorci dal
sapore antico, di rumori d’acqua e gente che chiacchiera in
dialetto sulla panchina di un campiello.
Ma oggi non è tempo di andar per piazzette e fondaci, oggi è
il 10 giugno, festa della Marina, è necessario affrettarsi verso
l’Arsenale, davanti all’ingresso monumentale, scandito da torri e
fastigi che ricordano le glorie della marineria veneziana, già un
garbata folla si addensa per entrare. Oggi la Marina è tutta qui
idealmente riunita attorno alla sua bandiera e fisicamente presente
con le rappresentanze di unità navali, reparti ed istituti. Le
tribune si gremiscono di autorità e ospiti, i reparti sono schierati
e con uno sguardo si abbraccia il raccolto e suggestivo luogo della
cerimonia. San Marco ci ha riservato, per l’occasione, una
splendido sole.
Giornata speciale
per la presenza del Capo dello Stato, ma per noi la giornata è resa
ancora più densa di significati perchè il Gruppo Leone di San Marco
partecipa ufficialmente alla manifestazione, una presenza tangibile,
importante, per l’onore di scortare il Medagliere della Marina e per
la presenza del nostro labaro, onori che si leggono sui volti degli
uomini con il leone che sfilano sotto le tribune per posizionarsi
nello schieramento.
E’ il concreto riconoscimento di quello per cui abbiamo
lottato, il raggiungimento di uno degli obbiettivi che ci eravamo
prefissi. Ci siamo anche NOI. Ma questo traguardo non ci deve
appagare, semmai essere di stimolo per quelli successivi. A
settembre saremo moltissimi dietro il nostro labaro, a settembre
tutti a Reggio Calabria per la festa del mare e dei marinai, da
Venezia a Reggio in un ideale abbraccio della nostra Italia.
Ma la giornata riserva ancora una sorpresa, la cerimonia
dell’ammaina bandiera. In una pazza San Marco gremita di folla, tra
le quinte della basilica, della torre civica e dello specchio di
mare antistante la piazza caratterizzato dalla fonda di nave San
Marco, i marinai ammainano - dagli alti pennoni svettanti di fronte
alla basilica - la bandiera nazionale cui fanno cornice quella
europea e il gonfalone della Serenissima. Rendono gli onori la banda
della Marina in uniforme storica ed due plotoni, uno del San Marco
ed uno del Morisini. La sorpresa più bella è stato vedere, sullo
sfondo della basilica marciana, l’alfiere in uniforme operativa, con
la rossa insegna che il Gruppo ha donato alla Forza da Sbarco a Como
nello scorso aprile.
Al termine la
banda ha tenuto un concerto.
per mare.... per
terram....
SAN MARCO
Amm (rip) F.P.
Tarantino
10 giugno 2008
La Festa della Marina a
Venezia
Il lancio di sei
incursori subacquei paracadutisti sull'Arsenale di Venezia ha aperto
la Festa della Marina Militare.
Alla cerimonia ufficiale ha partecipato il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano.
«Nella
ricorrenza della leggendaria impresa di
Premuda dell'eroico comandante
Luigi Rizzo, il 10 giugno 1918, la marina militare celebra oggi
la sua festa, nel ricordo di tutti coloro che hanno perso la propria
vita in mare, nell'adempimento del dovere». S'apre con queste parole
il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
ha inviato all'ammiraglio di squadra Paolo La Rosa, capo di stato
maggiore della marina.
«In questa giornata, che ci induce a riflettere sui valori che tanti
gloriosi esempi di dedizione alla forza armata, alle istituzioni e
alla Patria hanno saputo tramandarci, desidero far giungere a tutti,
un affettuoso pensiero augurale. In una fase storica caratterizzata
da profonde trasformazioni degli scenari geostrategici,
dall'emergere di nuove tensioni e minacce, da una crescente
interdipendenza tra stati e grandi problematiche globali, la marina
militare - scrive Napolitano - continua a svolgere, nel quadro delle
forze armate, del sistema paese e delle organizzazioni
internazionali, un ruolo di controllo, sicurezza e collegamento,
essenziale ai fini del rispetto della legge, dello sviluppo e della
pacifica convivenza tra i popoli. In questa prospettiva, la presenza
attiva delle nostre navi in tante zone di crisi nel mondo ed in
particolare nell'area del cosiddetto 'Mediterraneo allargatò, che
più direttamente incide sulle sorti del nostro paese, testimonia
l'impegno costruttivo e convinto che l'Italia assolve, anche sul
mare ed attraverso il mare, a sostegno della comunità
internazionale, in piena coerenza con il dettato del lungimirante
articolo 11 della Costituzione».
«Seguo ed apprezzo il grande sforzo di aggiornamento e di
innovazione tecnologica che la forza armata ha avviato per poter
disporre di uno strumento moderno, snello ed efficiente, capace di
operare in sinergia con le altre forze armate, nei complessi
contesti multinazionale e multidisciplinari in cui si collocano le
operazioni di sicurezza e di gestione delle crisi.
Presenti a Venezia oltre 2.000 uomini della forza armata con
numerosi mezzi navali, tra cui le navi da sbarco 'San Marco' e 'San
Giorgio'.
La Marina
militare italiana naviga per la pace. È il messaggio che
l'Ammiraglio di Squadra, Paolo La Rosa, capo di Stato maggiore della
Marina, ha portato oggi alla Festa della Marina in corso
all'Arsenale di Venezia.
Alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e
del ministro della Difesa Ignazio La Russa, l'alto ufficiale ha
ricordato che le navi della Marina «navigano per contrastare la
criminalità ed il terrorismo internazionale, la proliferazione di
strumenti di morte e la pirateria marittima, i traffici illeciti di
persone e cose».
In uno scenario
internazionale che è "radicalmente mutato", l'Italia contribuisce
alla lotta contro nuove minacce alla stabilità e alla sicurezza e la
Marina militare "svolge un ruolo fondamentale". E' quanto ha detto
oggi il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel suo discorso di
saluto in occasione delle celebrazioni per la festa della Marina
militare, che si sono svolte questa mattina a Venezia, alla presenza
del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Oggi riaffermiamo il valore della patria e il ruolo strategico che
l'Italia deve svolgere e nello scenario internazionale", ha detto La
Russa. "La partecipazione a numerosissime missioni internazionali
impone di mantenere elevato il dibattito sulle prospettive e sul
ruolo dell'Italia, ma anche sulla necessità di disporre di uno
strumento nazionale adeguato, per risorse e mezzi, ai compiti sempre
più gravosi che in tale contesto si attribuiscono alle Forze armate
e alla risposta in termini di capacità, efficienza e preparazione
che, giustamente, da esse si pretende", ha aggiunto il ministro.
Le ricorrenze come quella odierna, ha sottolineato ancora La Russa,
"rappresentano un momento importante per celebrare le memorie del
passato e un'occasione per tracciare un consultivo dell'impegno e
dello sforzo profuso". Ma allo stesso tempo, ha insistito il
ministro, "devono costituire soprattutto lo stimolo per guardare al
futuro con visione innovativa e per dare ulteriore impulso al
processo di rinnovamento e trasformazione
10 Giugno Istituzione della
Festa della Marina Militare
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L'istituzione della "Festa della Marina Militare"
risale al 13 marzo 1939. All'epoca ogni singola Forza
Armata ebbe l'opportunità di scegliere il giorno in cui
celebrare la propria festa: per la Marina Militare fu
indicata la data del 10 giugno quale ricordo di una
delle più significative ed ardite azioni compiute sul
mare nel corso della 1ª Guerra Mondiale: l'impresa di
Premuda.
Il
4 dicembre, festa di Santa Barbara patrona della Forza
Armata.
Istituita la giornata celebrativa e scelta la data 10
giugno, la festa fu celebrata per la prima volta proprio
nel 1939 con solenni cerimonie in tutte le piazze
marittime militari, a bordo delle Unità Navali e
all'interno di tutti gli stabilimenti di lavoro. |
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Precedentemente al 1939, la festa della Marina veniva celebrata
A Roma affluirono per la circostanza ventiduemila marinai, con 150
stendardi di unità di superficie e 105 di sommergibili. Essi resero
omaggio alla tomba del Milite Ignoto e sfilarono su via dei Fori
Imperiali. Negli anni 1940 e 1941 la celebrazione fu caratterizzata
da un tono decisamente minore, tornando, malgrado gli avvenimenti
della guerra in corso, a toni solenni nel 1942. Temporaneamente
sospesa dal 1945 al 1949, la celebrazione fu ripristinata nel 1950
abbinata alla festa di Santa Barbara nella data del 4 dicembre.
Nel novembre del 1963, infine, anche su particolare insistenza del
Presidente dell'Associazione Nazionale dei Marinai d'Italia,
l'allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Ernesto
Giuriati, chiese al Ministro della Difesa di riportare la giornata
celebrativa alla più significativa data del 10 giugno.
Ottenuta l'autorizzazione ministeriale, la tradizione fu
definitivamente ripresa con i festeggiamenti del 10 giugno 1964 e
d'allora non ha più subito variazioni.
10 Giugno L'azione di Premuda
La
più brillante ed audace azione navale della prima Guerra Mondiale La
notte fra il 9 e il 10 Giugno 1918 una sezione di due MAS al comando
del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo lasciava il porto di Ancona
dirigendosi verso l'isola di Premuda dove avrebbe dovuto effettuare
un normale rastrellamento allo scopo di accertare la presenza in
zona di campi minati.
Durante le operazioni di rastrellamento le unità intercettarono la
potente squadra navale austriaca composta da due corazzate, un
cacciatorpediniere e sei torpediniere che, uscita dalla base nemica
di Pola, stava dirigendo verso il Canale di Otranto. Ebbe così
origine una delle più brillanti azioni navali della prima guerra
mondiale, nel corso della quale, a conclusione di un attacco
condotto con incredibile audacia e grande perizia, il Comandante
RIZZO silurò ed affondò la corazzata "Santo Stefano".
A Luigi RIZZO, già decorato con medaglia d'oro al valor militare per
aver forzato sei mesi prima il porto di Trieste affondandovi la
Corazzata "Wien" venne attribuita, per questa impresa una seconda
medaglia d'oro.
A Premuda Rizzo risolse, senza saperlo, un problema ben più
importante dell'affondamento di una singola nave, poichè l'impresa
modificò profondamente l'attuazione di un piano politico e
strategico che avrebbe portato le forze austriache, con ogni
probabilità, ad ottenere la supremazia navale in Adriatico e forse
nel Mediterraneo.
La flotta austriaca infatti si trovava in mare nel supremo tentativo
di uscire da una lunga ed umiliante situazione d'inerzia. Il piano
dell'Ammiraglio Horty era chiaro: attaccare all'improvviso le unità
di vigilanza del Canale di Otranto e le forze leggere di protezione
italo-franco-inglesi distruggendole prima che la parte più
consistente della flotta alleata, concentrata a Taranto e a Corfù,
potesse intervenire.
I siluri di Luigi RIZZO, colpendo una importante aliquota delle
forze austriache e facendo crollare l'elemento sorpresa, troncarono
l'impresa sul nascere, costringendo la flotta austriaca a rinunciare
definitivamente all'ambizioso progetto. L'azione di Premuda convinse
inoltre definitivamente gli alleati a lasciar cadere la questione
relativa all'istituzione dei comandi navali in Mediterraneo
lasciando il totale controllo dell'Adriatico all'Italia.
Ammirato dall'azione messa in atto da Luigi RIZZO il Comandante in
Capo della Grand Fleet, l'Ammiraglio inglese David Beatty fece
giungere all'Ammiraglio Cusani Visconti, Comandante della Flotta
italiana, il seguente tele- gramma: "La Grand Fleet porge le 'più
sentite congratulazioni alla flotta italiana per la splendida
impresa condotta con tanto valore e tanta audacia contro il nemico
austriaco".
L'impresa di Premuda rimase un fatto poco noto alla grande massa del
popolo italiano, fino a quando, ne1939, la data dell'azione fu
scelta come festa della Marina Militare.
Museo
Storico Navale di Venezia
L'Arsenale
Le
origini dell'Arsenale risalgono al 1104, quando il Doge Falier
istituisce un cantiere navale di Stato, presso Piazza San Marco. Nel
XII secolo il cantiere, trasferito presso l'attuale sede, in
posizione maggiormente protetta, influenza lo sviluppo urbano della
città attorno alle proprie opere murarie ed alle indotte
realizzazioni abitative della zona.
L'espansione commerciale di Venezia continua senza soste ed alla
fine del XIV secolo il Senato, conscio dell'importanza strategica
del cantiere ai fini dei fiorenti commerci marittimi, ne decide
l'ampliamento.
E' il secolo delle guerre con l'altra Repubblica marinara di Genova,
che era di poco precedente la più consistente minaccia turca, alla
quale l'Arsenale fa fronte aumentando, fino a triplicare, il numero
delle navi costruite.
Con l'avvento delle grandi navi a vele quadre si rendono necessari
lavori d'adattamento, tra cui significativi sono gli allargamenti di
canali e dello specchio della porta a mare.
Dal 1797 si susseguono le occupazioni francesi ed austriache;
l'Arsenale, dopo aver subito iniziali devastazioni, registra, da
parte austriaca, una ripresa delle attività sino al 1848.
A seguito dell'annessione di Venezia al Regno d'Italia, avvenuta nel
1866, la Regia Marina Italiana s'impegna nella ristrutturazione e
nella rivitalizzazione dell'intero Arsenale; attenta però a
bilanciare le esigenze di ristrutturazione, connesse alle nuove
tecnologie, e la volontà di recuperare il complesso storico
monumentale.
Nel corso della I Guerra Mondiale l'efficienza del rimodernato
cantiere contribuisce sia al perseguimento della strategia offensiva
italiana, sia al sostegno logistico alle linee difensive,
approntando i mezzi per le operazioni navali, aeree e terrestri.
L'Arsenale di Venezia è destinato a divenire la sede del polo
culturale della Marina Militare. E' già stato costituito a Venezia
l'Istituto di Studi Militari Marittimi ed è programmata la
realizzazione del Museo Navale italiano.
Attualmente, in prossimità dell'Antico Arsenale di Venezia, in Campo
S. Biagio, ha la sua sede il Museo Storico Navale di Venezia
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