Gruppo Nazionale
LEONE DI SAN MARCO

Marina Militare

 

 


Assemblea Nazionale e Cerimonia commemorativa di ALTARE

 

 24 – 25 APRILE 2006:

 Era stato programmato tutto con largo anticipo. IL Consiglio Direttivo del Gruppo Nazionale, tenuto il 5 novembre 2005 a Guardiagrele aveva infatti deciso che nel 2006 noi, uomini di San Marco avremmo festeggiato nel modo più plebiscitario possibile il nostro patrono proprio nel suo giorno. Quindi il 25 aprile era per tutti l’appuntamento ad Altare, nel Cimitero di guerra della Divisione. Logica conseguenza di questa importante decisione di cui dobbiamo tutti – e in particolare noi della Divisione- essere grati alla sensibilità ed all’equilibrio del Comandante Zavattaro, era quella di profittare del lungo ponte festivo fissando per il giorno precedente l’Assemblea Nazionale del Gruppo che doveva approvare il bilancio del 2005, rinnovare riconfermare i quadri direttivi, compresa la presidenza, che già da un anno Franco Zavattaro aveva messo a disposizione. Sempre a Guardiagrele, veniva affidato a Nicola Tropeano, l’incarico di organizzare la cerimonia ad Altare, compito non facile ma già da lui assolto brillantemente negli ultimi tre anni, nonché il reperimento e la prenotazione degli alberghi in località idonea nella zona in grado di ospitarci tutti e di consentire l’Assemblea e la cena sociale del giorno 24.  Nel successivo Consiglio direttivo del 18 febbraio a Bocca di Magra, Tropeano riferiva di tutti i contatti presi e scioglieva la riserva circa la località. Saremmo andati ad Acqui Terme. 

E’ opportuno ricordare che per non lasciare nulla al caso, ed avere la certezza che tutto avrebbe funzionato alla perfezione, a metà marzo il presidente Zavattaro ha ritenuto opportuna una ricognizione in forze ad Acqui, dove si è recato assieme al segretario Enea De Vito. Rispondevano all’appello anche Abriani, che aveva convocato per la stessa data del 24 aprile anche l’Assemblea della Divisione, e i sempre presenti Ricci, Chiappori, Ghedini oltre naturalmente a Tropeano. Si è avuta così la certezza che le nostre attese sarebbero state certamente e completamente soddisfatte. In quella occasione si sono decisi orario, modalità e percorso di una cerimonia con cui aprire il Raduno il giorno 24 aprile, cerimonia che avrebbe dato un particolare significato  alla scelta di Acqui Terme. Intendiamo riferirci alla deposizione di una corona ai piedi del monumento dedicato ai Caduti della Divisione Acqui a Cefalonia. A questa cerimonia, come ci è stato assicurato in Comune, avvertito dell’iniziativa, avrebbe partecipato il sindaco e ne sarebbe stata data per tempo comunicazione ai cittadini. Un “consiglio direttivo improvvisato”, poiché  quel giorno erano presenti sei consiglieri, decideva anche di far precedere l’omaggio ai Caduti di Cefalonia da un altro breve rituale: l’omaggio del Gruppo al monumento ai marinai d’Italia. Questo è un obbligo che sentivamo, come sentiamo sempre, poiché, accettati o non accettati dall’ANMI, siamo sicuri di essere e vogliamo essere degni figli della Marina Militare Italiana.

 

24 aprile, mattino :      E così infatti alle 11 del mattino ci siamo trovati tutti davanti al monumento ai Caduti del Mare, dove era schierato un drappello di fucilieri in tuta mimetica inviato da Brindisi, che ci accompagnerà non solo quel giorno ma anche l’indomani ad Altare. Questo drappello, agli ordini del capitano di corvetta Antonio Pantaleo, era costituito dai marò, e con loro era venuto anche il caro amico luogotenente Antonio Bulgaro. Quando in rappresentanza del sindaco di Acqui, si univa a noi la signora, assessore del Comune, aveva inizio la prima delle due cerimonie di quel mattino, breve ma significativa, che ha visto il comandante Zavattaro accompagnare una corona alla base del monumento, mentre la tromba suonava le note del silenzio. Poi, non con un regolare defilamento, non possibile per ragioni di traffico, ci siamo trasferiti alla stele che ricorda il sacrificio dei soldati della Divisione Acqui. Ancora la deposizione di una corona di alloro, ancora un momento di commosso raccoglimento sull’attenti, scandito dalle note del silenzio e seguito da una sentita rievocazione fatta da Franco Zavattaro, che, con profondo rispetto della verità storica, ha ricordato come questi uomini che noi oggi onoriamo, siano stati vittime di una crudele ed indiscriminata repressione da parte dell’alleato tradito, ma ugualmente, anzi soprattutto, vittime dell’insipienza dei comandi e della totale mancanza di ordini derivata dalla fuga della monarchia e di una intera, salvo eccezioni per fortuna, alta gerarchia militare. La signora Gotta molto emozionata, ha risposto ringraziando per l’omaggio portato ai Caduti della Acqui.

 

24 aprile ore 14.00:   Inizia l’Assemblea della Associazione Divisione Fanteria di Marina San Marco, Sono presenti con il presidente Mancini ed il segretario Abriani i componenti del consiglio direttivo, Baucia, Casadei, Codecasa, Gamba, Mariani, Sagaria e Tropeano. Siamo in tutto una quarantina, non tantissimi purtroppo, ma nemmeno pochi visti gli anni passati. Ci piace ricordare tra i presenti Vittorio Re, venuto dalla Bretagna, Marco Pagliaga, da Coira, Svizzera, Arturo De Cadilhac da Roma, e da Cagliari, il colonnello Francesco Zoppi da molti anni nostro socio. Con lui ricordiamo anche Ghedini e Chiappori, che oltre essere già soci del Gruppo, hanno voluto anche essere soci dell’Associazione della Divisione. Non possiamo per ragioni evidenti ricordare tutti i presenti, ma ad essi rinnoviamo il nostro ringraziamento, come lo inviamo con i nostri migliori auguri a quanti non hanno potuto partecipare per ragioni di salute, di distanza e di età.    Il Segretario, Dr. Abriani, apre l’Assemblea illustrando l’ordine del giorno e proponendo il Presidente Dr. Donatello Mancini quale Presidente dell’Assemblea ( approvato per acclamazione). Segretario dell’Assemblea viene nominato Luigi Inverni. Mancini inizia il suo intervento richiamando le figure dei Presidenti scomparsi,  e quanto fatto nel corso della vita dell’associazione. Parlando poi del futuro dell’Associazione e della sua nuova vita all’interno della nuova associazione che vede uniti tutti i marò di tutti i tempi ribadisce  non esserci “nessuna rinuncia da parte nostra ad acquisire forze nuove  che sappiano continuare negli anni ad affermare le nostre tradizioni ed i nostri valori ...”  Quindi il presidente del collegio dei revisori, Ing. Osvaldo Magnaghi, dà lettura della relazione del Collegio: conferma la corrispondenza dei dati contabili ai dati di bilancio e la correttezza della tenuta delle scritture, illustra i contenuti del bilancio e delle principali attività di rilievo amministrativo contabile. Rileva infine uno sbilancio relativamente ad  attività ed oneri di segreteria, generato da attività svolte in passato in proprio che, nel corso dell’esercizio preso in esame, sono passate a società di servizi a causa dell’età sempre più avanzata dei soci che se ne occupavano. Nota inoltre come lo sbilancio risulti compensato dai  notevoli introiti rilevabili dall’attività editoriale. Propone, in chiusura della relazione, l’approvazione. A sua volta il Tesoriere, Antonio Sagaria, dopo aver ricordato i Presidenti ed i Segretari che si sono succeduti, ed aver ringraziato i membri del Direttivo illustra i contenuti di dettaglio del Bilancio e delle relative scritture contabili aggiornate all’esercizio in corso.

Apre la discussione il presidente Mancini che chiede informazioni circa la situazione relativa ai “soci morosi”. Risponde il segretario illustrando la situazione rilevata (su 200 soci iscritti 100 hanno provveduto nei tempi all’invio della quota). Illustra inoltre i provvedimenti presi sottolineando come, proprio in occasione dell’invito all’Assemblea, sia stato inviato a tutti i soci  un “garbato invito ad effettuare per tempo i versamenti relativi alla quota associativa secondo le proprie possibilità”. In ogni caso, successivamente all’assemblea è previsto “un inventario dei soci attivi” finalizzato a verificare l’effettiva volontà di “partecipare alle attività dell’associazione”

Si passa alla votazione del Bilancio, che viene approvato da tutti i partecipanti con l’eccezione del Presidente dei collegio dei revisori che si astiene motivando l’astensione con la sua qualifica. Il Segretario Abriani svolge la sua relazione sottolineando la necessità “di rendere operativa l’unione con il Gruppo Nazionale leone di San Marco” anche attraverso una sempre più fattiva collaborazione  per tutto quanto concerne le operatività connesse con la vita della nostra associazione, dagli adempimenti necessari all’edizione del periodico sino a tutto quanto riguarda l’attività amministrativa e di “tenuta dei conti”: “ ... continuità ideale significa continuare nelle attività concrete poiché è anche e soprattutto attraverso queste che i nostri ideali potranno essere vissuti e praticati nel futuro: anche dopo di noi!! ...”. Sottolinea poi come l’attività della segreteria sia stato orientata nello scorso anno proprio alla ricerca di questa continuità e ricorda, in proposito, quanti partecipano attivamente alla vita dell’associazione, tra questi , in particolare, il camerata Curioni, che, nonostante la grave malattia che lo costringe all’utilizzo di una sedia a rotelle, è sempre  presente alle manifestazioni dell’associazione, mostrando un attaccamento che è di esempio per tutti.

Affronta poi il tema relativo alla posa della lapide dedicata al ricordo dei Martiri di Monte Manfrei presso il Cimiteri di Guerra di Altare: in merito sottolinea come non sia ancora pervenuta la necessaria autorizzazione dal Ministero della Difesa (Sezione Onor Caduti) nonostante il testo sia stato più volte modificato, per venire incontro alle necessità manifestate dal Ministero, ma sempre nel più rigoroso rispetto della “verità storica”. Si continuerà ad insistere presso il Ministero affinché l’autorizzazione venga concessa al più presto. Chiede la parola il Signor Emilio Scarone, storico della RSI, che comunica di aver identificato un marò di San Marco deceduto a Cairo Montenotte (SV) sino ad oggi classificato come “civile”. Si tratta del Marò FAUSTO MAGISTRI, nato a Roma il 26 aprile 1923 e deceduto a Montenotte , comune di Cairo Montenotte, il 24 aprile 1945 ( atto di morte 7/parte 2B – 1948). Chiusura dell’Assemblea da parte del Presidente Mancini  che riprende le motivazioni “che ci hanno spinto ad aderire alla nuova associazione legate alla necessità di veder continuare nei giovani i valori e gli ideali che hanno segnato e segnano la nostra vita” .

Ore 16.00  Il presidente Zavattaro, nominato dai presenti  presidente dell’assemblea nomina come segretario il generale Nicola Signore, già suo vice comandante del Battaglione San Marco, e recente socio del Gruppo. Alla presenza dei due vicepresidenti Abriani e Tropeano. del segretario Enea De Vito e dei consiglieri Ghedini (Piemonte), Mancini (Sezione Storica) Ricci (Liguria) Carraro e Pieri (TriVeneto), Zoppi (Sardegna) , Melfi (Puglia)  assente giustificato per ragioni di lavoro De Felice (Abruzzo),iniziano i lavori con la constatazione che il numero dei partecipanti è sufficiente per la validità dell’Assemblea, ma non lo è per approvare modifiche allo Statuto, come previsto dall’ordine del giorno.

Il presidente Zavattaro presenta la sua relazione sull’attività svolta nel corso dell’anno sociale, ricorda in particolare la partecipazione a Brindisi di numerosi soci alla cerimonia del cambio del comando della Forza da Sbarco, passato nell’agosto 2005 dall’ammiraglio Sirio Lanfredini all’ammiraglio Michele Saponaro. Erano presenti numerose autorità civili e militari, tra cui il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte. Informa l’Assemblea che l’ammiraglio Gino Birindelli (di cui pubblichiamo in un riquadro una breve biografia), Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha accettato di divenire socio onorario del Gruppo. I presenti rispondono con un caldo e lungo applauso.  Subito dopo Franco Zavattaro ha il piacere di consegnare, tra gli applausi dei presenti, a Giacomino Pieri il Leone d’argento, che è diventato ormai il riconoscimento ufficiale del Gruppo ai soci particolarmente meritevoli. Viene quindi invitato il socio Vittorio Re a leggere un messaggio di saluto inviato dagli Stati Uniti da Isacco Valli, della Sezione Storica. In chiusura della sua relazione Zavattaro lamenta il fatto che la mancata partecipazione di troppi soci abbia impedito l’approvazione delle modifiche statutarie che ci avrebbero molto facilitato il riconoscimento ufficiale. Al termine della relazione del presidente, il tesoriere Luciano Ricci presenta il Bilancio, mentre la relazione dei revisori dei conti è letta  da Osvaldo Magnaghi.  Approvato il Bilancio all’unanimità, si procede al rinnovo delle cariche sociali.

Prima di ogni altra cosa Zavattaro conferma la sua decisione di lasciare la presidenza, propone di eleggere al suo posto come Presidente del Gruppo  l’ammiraglio Francesco Paolo Tarantino che ha dato la sua disponibilità. L’Assemblea accoglie la proposta con un’ovazione confermandolo alla presidenza all’unanimità. Il nuovo presidente ha ringraziato l’assemblea per la fiducia dimostratagli e in particolare il suo predecessore. 

Seguono le votazioni per le cariche dei revisori dei conti e dei probiviri, e vengono eletti: Ivan Garbinato, Nicola Signore ed Egidio Bieker, mentre a ricoprire la carica dei revisori dei conti sono chiamati Marcello Armonia, Osvaldo Magnaghi e Alberto Tricarico. Al termine dello spoglio delle schede si era già vicini all’ora della cena sociale, per cui una breve riunione del Consiglio Direttivo ha rinviato ogni ulteriore decisione sui programmi del Gruppo ad un nuovo Consiglio  che si terrà a Conselve il 10 giugno p. v. in occasione dell’omaggio al monumento ai “fanti da mar” inaugurato l’anno scorso.

25 aprile, ore 11, Altare :

Particolarmente grande quest’anno la partecipazione alla cerimonia strettamente militare svolta al Cimitero di guerra di Altare, che ha visto una più larga presenza di soci del Gruppo, oltre ai rappresentanti delle varie Associazioni d’Arma, che, insegne in testa, da sempre onorano con la loro presenza i nostri Caduti. Tutta la cancellata esterna del Cimitero era stata adornata di tricolori, e la corona di alloro del sindaco come tutti gli anni era già stata posta davanti all’altare, fasciato dall’insegna del Leone alato. A fare da sfondo al celebrante vi era la bandiera di guerra dell’Esercito Nazionale Repubblicano, cui la Divisione San Marco apparteneva.

Formatosi all’esterno del Cimitero, ha fatto il suo ingresso nel viale centrale il corteo, con in testa le insegne  e le due corone di alloro, destinate una, della Sezione storica, all’altare e l’altra, del Gruppo, alla lapide dedicata ai Caduti di San Marco di tutti i tempi, che è stata inaugurata al termine della messa. Raggiunto il terrapieno superiore dove è situato l’altare, e completato lo schieramento è risuonalo uno squillo di tromba e lo speaker ordinava l’attenti e l’alzabandiera, eseguito mentre suonava l’inno nazionale, seguito da quello di San Marco.

Con una insolita procedura, prima della santa  messa, Mario Abriani ha preso la parola per illustrare brevemente, per i molti che per la prima volta erano ad Altare, la nascita e la storia del Cimitero. In particolare ha evidenziato come allora, nel corso di un cruento scontro fratricida, il generale Farina volle la costruzione di questo Cimitero destinato per sua volontà ad accogliere non solo i morti della San Marco e della RSI, ma anche i partigiani, i soldati tedeschi, i piloti angloamericani abbattuti, ed i genere quanti erano deceduti per cause belliche in quel tempo in quella zona. Con lo stesso spirito ci siamo incontrati, noi San Marco della RSI con quelli del regno del Sud, costituendo con i più giovani San Marco del dopoguerra il gruppo Nazionale. Quanti erano l’anno scorso a Conselve hanno visto che alla scopertura del monumento ai fanti di marina fungevano da testimone un reduce della Divisione della RSI ed uno del Reggimento San Marco del Sud

“Imparino - ha sottolineato Abriani - quelli che ancora oggi, dopo sessanta anni pretendono di erigere barriere,  insistono per dividere gli italiani in quelli della parte giusta e quelli della parte sbagliata,  negando il dovuto rispetto ai morti. Vengano a scuola da noi – conclude - vengano a scuola alla San Marco”.   

Alla fine della Messa celebrata da padre Celso, un cappuccino che già altre volte ha partecipato al nostro 25 aprile ad Altare, Abriani ha letto la preghiera del marinaio, suscitando la commozione dei presenti.

La cerimonia ha avuto la sua solenne conclusione con lo scoprimento della targa raffigurata nella prima pagina del periodico. Lo spostamento all’interno del Cimitero è stato accompagnato dalle note della Marcia della Marina. L’ammiraglio Tarantino ha accompagnato durante la breve cerimonia la madrina, signora Lidia Antolini, vedova del colonnello Baldrati, autore della storia della Divisione San Marco, mentre veniva deposta alla lapide una corona di alloro. Dopo un breve raccoglimento scandito dalle note del silenzio, hanno preso la parola nell’ordine Franco Zavattaro, Donatello Mancini e Francesco Paolo Tarantino.

Zavattaro, che è stato promotore dell’erezione di questa lapide, ha sottolineato il significato di questa iniziativa confermando l’impegno assunto dal Gruppo di essere il garante della conservazione della memoria di questi morti e del Cimitero, e auspicando che questa eredità sia raccolta non solo dai San Marco ma da tutti gli italiani.

A lui ha risposto Mancini, a nome dei veterani della Divisione, ringraziando lui e tutti i soci del Gruppo, e dichiarandosi lieto di vedere presenti tanti giovani che si riconoscono nel binomio Patria e Onore, che per noi è stato sempre faro e guida di vita, e oggi vediamo con piacere campeggiare sulla grande parete della Caserma Carlotto di Brindisi.

Hanno chiuso la cerimonia le parole del nuovo presidente del GNLSM:- Giornata doppiamente magica e doppiamente commovente. Il mio primo atto come presidente è quello di essere qui con voi, in questo Cimitero,  in mezzo ai nostri Caduti. Sento le ali del Leone di San Marco sopra di noi come per unire tutti in un abbraccio per unire tutti. VIVA L’ITALIA, VIVA LA MARINA, VIVA SAN MARCO.  

 


 

Commiato del Comandante Franco ZAVATTARO

 

Agli amici consoci del Gruppo Nazionale Leone di San Marco, ho terminato ad Acqui il mio mandato di Presidente del nostro Gruppo.

Abbiamo avuto tutti insieme molte belle giornate, di grande soddisfazione: il Raduno di Caorle, la manifestazione di Conselve, la partecipazione a Brindisi alla cerimonia del cambio del Comandante della Forza da Sbarco ed altre ancora.

Purtroppo una delusione all’ultimo: la limitata partecipazione all’Assemblea di Acqui che ha impedito l’approvazione dello Statuto nella nuova stesura, passaggio che ritenevo e ritengo indispensabile per avviare la procedura per il riconoscimento da parte del Ministero della Difesa.

La delusione si unisce al rincrescimento per l’ulteriore problema che, insieme a molti altri, sono costretto a passare al mio successore, l’Ammiraglio Francesco Paolo Tarantino, certo però che, conoscendolo fin da quando eravamo insieme al Battaglione, egli saprà affrontarli e risolverli.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato, in particolare i Vicepresidenti Abriani e Tropeano, il Segretario De Vito, i membri del Consiglio Direttivo ed il socio Chiappori per la sua costante e fattiva presenza in tutte le occasioni di incontro.

Auguro buon lavoro all’Ammiraglio Tarantino ed ai componenti del nuovo Consiglio Direttivo, raccomando loro ed ai Referenti di Sezione di fornirgli la necessaria collaborazione, come e per qualche aspetto meglio di quanto fatto con me.

 per mare per terram

 Franco Zavattaro

 


Saluto del nuovo Presidente



Grazie a tutti voi. Sono le prime parole che sento di dirvi per la fiducia che mi avete accordato nel scegliermi quale vostro Presidente. Per me un onore e un impegno che cercherò di adempiere con la ferma volontà e lo spirito necessari a far emergere i sentimenti che sono alla base della nostra unione, consolidando i nostri comuni ideali in un sodalizio che sia per tutti simbolo d'appartenenza. Tra gli obbiettivi che intendo perseguire sono prioritari la crescita del Gruppo e la coesione tra i soci. Tuttavia esistono ancora difficoltà e ostacoli di cui non nego l'importanza, ma questi daranno a me ulteriore motivo di determinazione nell'affrontare la sfida che questo compito mi chiama a superare. Il mio incarico di Presidente non sarà d'impedimento nel sentirmi sempre uno di voi e in virtù di ciò vi sarò grato se vorrete aiutarmi nel dare il vostro prezioso contributo che è e sarà fondamentale sostegno al mio operato. Le mie idee e le mie aspettative sono riposte in voi ed è con questo spirito che vi affido un compito molto importante: quello di sostenermi.
Un particolare ringraziamento al mio predecessore, il Comandante Zavattaro, cui dobbiamo l'infaticabile impegno, la costante dedizione che sono state le fondamenta di quel credere confermezza nel realizzare quella che oggi è la nostra realtà, ed è con quest' esempio che intendo seguire la linea di condotta da lui tracciata. Un augurio a voi e alle vostre famiglie che sono di sostegno nel nostro impegno quotidiano. Un deferente ricordo a quanti, nel nome di San Marco, hanno dato la vita e a chi non è più tra noi. Siate sempre fieri ed orgogliosi di portare sul petto le insegne del Leone alato e traete da esso la forza per continuare nel vostro lavoro. Viva l'Italia, viva la Marina, viva San Marco.
 

Francesco Paolo Tarantino

 

CURRICULUM VITAE

       di Francesco Paolo TARANTINO

                                                                              

                                                                   

 

Nato a Monopoli (BA) l'l Giugno 1948, si è diplomato a La Spezia nel 1967 In attività di servizio nella Marina Militare dal 1967

Nel corso della carriera ha prestato servizio su unità navali della Marina Militare, al Battaglione "San Marco" dove ha comandato vari plotoni, la compagnia Assalto,la compagnia Armi, la compagnia Comando e tra gli ahri incarichi ha ricoperto anche quello di Comandante in 2'. E stato impiegato presso il comando della Forza di Pronto intervento per le pubbliche calamità presso la Brigata mot.Aqui (AQ) . Tornato nella organizzazione anfibia della Marina ha assunto l'incarico di Comandante in 2' del Raggruppamento Anfibio "San Marco". Successivamente è stato Comandante del Gruppo Mezzi da Sbarco e del 28° Gruppo Navale e quindi impiegato presso il Comando in Capo dello Ionio ed del Canale d'Otranto. Ha frequentato diversi corsi ed ha partecipato all' operazione Libano 2 e Alba 2. Dal 2005 è nella riserva con il grado di Contrammiraglio

E' residente a Brindisi, sposato con la dott.ssa Vittoria Campana Ha 4 figli, Francesca, Laura, Federico e Barbara ed è nonno di Alessandra

E' decorato di:

·         Medaglia Mauriziana

·         Croce di Cavaliere della Repubblica

·         Medaglia di lungo comando (oro)

·         Medaglia di lunga navigazione (bronzo)

·         Croce per anzianità di servizio (40 anni)

·         Croce operazione in Libano

·         Croce operazione in Albania

·         Medaglia per soccorso terremoto in Friuli

·         Medaglia per soccorso terremoto in Campania-Basilicata

 

 

Per mare per terram

SAN MARCO